Otto per mille: quando il fisco toglie ai poveri per dare ai ricchi!

È tempo di dichiarazione dei redditi e come ogni anno ci si domanda: a chi destinare l'otto per mille dell'Irpef?

L'otto per mille è il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce, in base alle scelte dei contribuenti, l'8‰ dell'intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato ed alcune confessioni religiose. I destinatari sono quindi pochissimi (a differenza del cinque per mille di cui parleremo in futuro e che riguarda migliaia di enti di volontariato ed associazioni sportive).

Si può scegliere di destinare quindi allo Stato Italiano, che si impegna (ufficialmente, ma poi vedremo che non è così…) ad utilizzarlo per: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali.

Oppure si può scegliere di destinarlo ad una confessione religiosa: Chiesa cattolica , Tavola Valdese, Unione Italiana delle Chiese Avventiste del Settimo Giorno , Assemblee di Dio in Italia , Unione delle comunità ebraiche italiane , Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

Una cosa importantissima e che ancora pochi sanno è che in caso di “non scelta”, lasciando quindi in bianco il campo di destinazione, i fondi vengono destinati proporzionalmente a chi invece ha effettuato la scelta.

In termini pratici ciò vuol dire che non facendo la scelta, la quasi totalità dell'otto per mille andrà comunque alla Chiesa Cattolica.

Per fare un esempio pratico, ogni anno mediamente solo il 40% dei contribuenti effettua la scelta (molti lasciano in bianco oppure sono esentati dalla dichiarazione dei redditi e per questo non effettuano la scelta), il 34% circa sceglie come destinazione la Chiesa Cattolica (scelta dovuta anche al fatto che la Chiesa cattolica è l'unico destinatario ad effettuare massicce campagne pubblicitarie).

Ma attenzione: a fronte di una scelta esplicita da parte del solo 34% dei contibuenti, la Chiesa cattolica incassa comunque circa il 90% delle destinazioni dell'otto per mille, essendo la maggior fruitrice di quel 66% che non ha effettuato la scelta.

Esempio pratico: nell'anno 2003 sono stati destinati tramite scelta dei contribuenti circa 360 milioni di euro alla Chiesa Cattolica. Alla fine però la Chiesa Cattolica ha incassato un totale di oltre 885 milioni di euro, ricevendo ben 525 milioni dai contribuenti che non hanno fatto alcuna scelta. In pratica incassa quasi 2 volte e mezzo la cifra realmente destinata.

Come vengono utilizzate queste centinaia di milioni di euro? Ognuno dei beneficiari deve presentare un resoconto di utilizzo. Vediamo ora nel dettaglio.

La Chiesa Cattolica utilizza oltre l'80% dei fondi per: sostentamento del clero ed opere di culto. Mentre  circa il 18% viene utilizzato in: “opere di carità” (sarebbe bello inoltre capire più nel dettaglio come si realizzano tali opere di carità…)
Insomma, pare proprio che il fisco in questo caso si comporti da Robin Hood al contrario: toglie ai poveri (artigiani, pensionati, precari, operai, giovani da contratto a progetto, etc…) per dare ai ricchi (vescovi, cardinali e ricche esigenze del Vaticano). Ma voglio limitarmi ai fatti ed ai dati concreti, ognuno sarà poi libero di giudicare e fare la sua scelta.

Lo Stato Italiano non fa pubblicità (probabilmente per una questione di rispetto e non belligeranza nei confronti della Chiesa Cattolica) e nemmeno promuove delle campagne di informazione sull'otto per mille.

Comunque lo Stato Italiano dovrebbe  destinare i (pochi) fondi ricevuti per: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali. Ma come accennato prima, non lo fa! Infatti, dalla finanziaria 2004, sposta al ministero del tesoro l'80% dell'incasso, per la contabilità generale, e già questo se fosse più pubblicizzato desterebbe forse maggiori reazioni da parte di contribuenti… ma la vera curiosità che che del già misero 20% restante, quasi la metà viene utilizzato, tenetevi forte… per: conservazione dei beni culturali legati al culto cattolico.

Solo il 10% del totale viene quindi destinato agli scopi originali…

Preferisco non dare opinioni personali… credo che i dati siano sufficienti ad ognuno per farsi un'idea chiara.

E gli altri beneficiari? Ricevono ovviamente le briciole, ma paiono fortunatamente più onesti nelle destinazioni.

La Chiesa Valdese non utilizza nemmeno un euro per scopi religiosi, ma spende la totalità dei fondi in: diritti umani, sanità, occupazione, bambini, anziani, etc…

La Chiesa Luterana spende la maggior parte dei fondi in: progetti delle comunità e progetti della Chiesa luterana (molto generico, se c'è qualche membro della Chiesa luterana che vuole specificare meglio è molto gradito).

L'Unione delle Comunità Ebraiche spende tutto in: attività formative in cultura ebraica, attività culturali, tutela delle minoranze e attività sociali (lotta a razzismo e antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap), conservazione patrimonio artistico ebraico.

Per l'Unione chiese cristiane avventiste del settimo giorno e per le Assemblee di Dio le cifre ed i dati sono insufficienti per poter dare una descrizione di destinazione.

Ho deciso di scrivere questo articolo non per “forzare” o consigliare una scelta, ma per dare quell'informazione che il governo non da!

È un luogo comune infatti credere che non effettuando la scelta i soldi non vadano a nessuno o vadano allo Stato. No! Vanno alla Chiesa Cattolica!

È un luogo comune credere che lo Stato Italiano destini ai terremotati ed ai rifugiati i fondi pervenuti. No! Solo il 10%, e per quanto riguarda i beni culturali solo ed esclusivamente quelli legati al culto cattolico.

È un luogo comune credere che la Chiesa Cattolica destini la cifra enorme che riceve ogni anno (parliamo ormai di quasi un miliardo di euro) ai poveri…. No! La maggior parte va ai ricchi (papi, vescovi e cardinali). E non sono ipotesi, ma dati ufficiali dei resoconti da loro stessi presentati e mai pubblicizzati o utilizzati a scopo informativo dal governo.

Buona scelta a tutti… io pur essendo ateo, destino il mio otto per mille alla Chiesa Valdese!

Nota della direzione di Bianco Lavoro

Questo articolo riporta dati oggettivi e molto interessanti. Si precisa però che le opinioni espresse sono quelle dell'autore e non la posizione ufficiale di Bianco Lavoro.

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