“Oppressione” sulle imprese, undici gli uffici che controllano

Ieri, il ministro dell’economia, in Parlamento, ha richiamato alla necessità che i controlli sulle imprese non si tramutino in una vera e propria oppressione, con monitoraggi continui sulle loro attività, che sottraggono tempo alla produzione, al lavoro, facendo sprecare risorse e creando situazione favorevoli alla corruzione.


In particolare, il ministro richiamava alla cattiva pratica italiana di una moltiplicazione dei controlli gli uni dopo l’altro, con una eccessiva suddivisione di tali competenze.

E che le parole del ministro corrispondano a verità lo dimostra il fatto che siano ad oggi ben undici gli uffici preposti al controllo delle attività di un’impresa: Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Dogane, Equitalia, Ufficio del Lavoro, Inps, Inail, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco, Guardia Forestale, Asl.

Una tale quantità di uffici che hanno il potere di controllare porterebbe all’esaurimento anche il più preciso e onesto degli imprenditori, anche perché il rischio serio è per alcune attività, in particolare, di vedersi controllati contemporaneamente da tutti o quasi gli uffici di cui sopra.

E’ il caso dei cantieri edili, sottoposti a una vigilanza peculiare, in considerazione dell’alta incidenza delle morti bianche, con diversi soggetti preposti al controllo dell’osservanza della sicurezza sul posto di lavoro, oltre agli altri controlli.

E l’eventualità che andato via un vigile, spunti un ispettore del lavoro un’ora dopo non è ipotesi scolastica.



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