Operaio generico: mansioni, requisiti, stipendio e opportunità di lavoro

La figura dell'operaio nasce tanti anni fa e più nello specifico tra il XVIII e il XIX secolo. Ma quali sono le principali mansioni e requisiti di un operaio generico? Qual è il salario e la giusta retribuzione di questa figura professionale? Vediamolo insieme

Nel mondo del lavoro esistono davvero tante categorie di lavoratori,  ognuno con specifiche mansioni, qualità e guadagni. Oggi vogliamo soffermarci sull’operaio e più nello specifico sull’operaio generico.


operaio generico

Quest’ultimo è un lavoratore dipendente che, nello specifico, va ad seguire il lavoro che può essere manuale o tecnico o subordinato rispetto anche ad altre figure, con dei compiti piuttosto specifici all’interno di una fabbrica. Generalmente l’operaio viene anche chiamato tuta blu  e, questo termine, sembra essere utilizzato un po’ in tutti i paesi del mondo. Il termine tuta blu viene attribuito loro proprio per il colore dell’abito che indossano durante le ore lavorative.

L’operaio si differenzia, ad esempio, dall’impiegato che è chiamato anche colletto bianco, per il tipo di lavoro che svolge. Infatti, come abbiamo visto, mentre l’operaio svolge un lavoro piuttosto manuale e tecnico, l’impiegato svolge un lavoro intellettuale e generalmente in un ufficio.

In genere un operaio generico esegue delle operazioni di monitoraggio riguardo un corretto funzionamento, controlla tutti gli strumenti di lavoro, verifica la qualità del prodotto o del servizio finito. Inoltre si occupa di poter mantenere la pulizia degli impianti e svolge operazioni di manutenzione dell’impianto. Qui di seguito vedremo quelle che sono le principali caratteristiche dell‘operaio generico, i requisiti e le abilità richieste e generalmente quanto guadagna, ma non prima di aver fatto un breve accenno storico.

L’operaio nella storia

Parlando di classe operaia non possiamo non parlare della dottrina marxista secondo cui, questo lavoratore ovvero l’operaio, non fa altro che appartenere ad una classe sociale ben specifica chiamata proletariato. Sempre secondo questa dottrina sembra proprio che il lavoro dell’operaio subisca un tipo di sfruttamento a favore sicuramente del capitalista che non è altro che il proprietario dei mezzi di produzione.

La figura dell’operaio  nasce effettivamente tantissimi anni fa e, più nello specifico tra il XVIII e il XIX secolo, durante i processi di industrializzazione che come sappiamo sono avvenuti prima in Inghilterra e poi anche nel resto dell’Europa.  L’operaio si differenziava dagli schiavi  e appariva come il primo lavoratore ad avere un certo tipo di garanzie e di assistenza per l’alloggio e il vitto.  In Italia di operaio si cominciò a parlare perlopiù in Toscana e con questo termine ci si riferiva agli addetti della fabbrica che, in questa regione, era definita con il termine opera.

Tuttavia, con il passare del tempo, gli operai cercarono di unirsi tra loro formando delle organizzazioni al fine semplicemente di difendere quelli che erano i propri interessi.  Generalmente la categoria degli operai era formata da diseredati, disoccupati rivoluzionari che, dalle campagne, si trasferivano nei piccoli centri nella speranza di poter trovare un lavoro.

Nel tempo questa categoria di lavoratori cominciò ad acquisire sempre più autonomia e e soprattutto iniziarono a conquistare i propri diritti tanto da essere considerata oggi una delle più diffuse categorie di lavoro e soltanto nella minor parte dei casi sfruttati così come veniva un tempo. In Italia, ad oggi, gli operai si distinguono in comuni, qualificati e specializzati. Ad alcuni di questi, in genere, sono affidati determinati compiti di responsabilità, controllo nonché conduzione dell’intero gruppo di lavoratori.

Mansioni dell’operaio generico

Secondo quanto sancito dall’art.2103 c.c., “il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione […]”. Ciò significa che, in genere, è il datore di lavoro ad assegnare all’operaio generico le sue mansioni che, generalmente, sono superiori o uguali a quelle definite nel contratto individuale di lavoro. La mansione, in questo senso, non è altro che quello che una persona deve compiere quando va a ricoprire una determinata funzione.

In parole più semplici, la mansione altro non è che quell’insieme di doveri e di attività che il lavoratore deve svolgere. Solitamente, per poter svolgere questo tipo di lavoro, non è richiesta una specifica esperienza, ma si apprende il lavoro direttamente sul campo. Nella maggior parte dei casi, l’operaio generico ha un proprio capo che viene chiamato capo reparto e il cui compito è proprio quello di controllare, gestire e assegnare anche i compiti e le mansioni ai propri subordinati.  L’operaio generico generalmente ha un cartellino di lavoro per poter registrare non soltanto l’inizio ma anche la fine delle ore di lavoro, sulle quali poi si calcolerà la paga.

Nella maggior parte delle aziende, le ore di lavoro sono già fissate. Per quanto riguarda le mansioni nello specifico dobbiamo fare una premessa, ovvero che queste dipendono dal tipo di azienda in cui l’operaio è assunto e dunque anche dal settore.  Possiamo dire però che, in genere, un operaio generico ha determinate mansioni, ovvero  svolge determinate attività come ad esempio l’elaborazione di diverse fasi di lavorazioni che sono necessarie per la produzione dei beni e servizi di quella azienda. Ma non finisce qui perché, l’operaio generico deve:

  • concorrere ad ottimizzare anche i tempi e le lavorazioni di tutta l’azienda
  • deve svolgere la propria mansione a sviluppo dell’intero disegno operativo
  • deve essere anche in grado di organizzare il lavoro degli altri operai che si trovano nel medesimo posto di lavoro
  • Saper lavorare i pezzi ed utilizzare tutte le attrezzature indispensabili per poter portare avanti il proprio lavoro
  • A seconda dell’azienda deve saper montare i componenti per poter svolgere il proprio lavoro.

Requisiti

 

Innanzitutto diciamo che, per requisito, si intende una o più qualità che sono definite necessarie per lo svolgimento di uno scopo ben specifico. Ma quali sono i requisiti di un operaio generico? Come abbiamo visto, per svolgere questo tipo di mansione, solitamente non serve alcuna formazione specifica e in genere il lavoratore acquisisce e si forma sul campo. In molti casi però sono richieste determinate qualità e competenze, tra le quali quelle strumentali, organizzative e strategiche.

Competenze strumentali

  • utilizzo degli utensili necessari allo svolgimento della mansione
  • conoscenza e uso dei materiali utilizzati all’interno dell’azienda
  • saper utilizzare i macchinari presenti sul posto di lavoro
  • saper utilizzare tutti gli utensili
  • essere in grado di applicare tutte le tecniche di lavoro richieste e definite nel contratto di lavoro.

Competenze organizzative

  • conoscenza dei materiali nonché delle macchine, delle lavorazioni ed infine dei prodotti
  • conoscenza di tutte le fasi di lavorazione
  • saper distinguere i materiali necessari per lo svolgimento di un lavoro piuttosto che un altro.

Competenze relazionali

  • saper comunicare e collaborare con gli altri dipendenti
  • essere in grado di ascoltare
  • essere propensi allo scambio di consigli e di aiuti

Competenze strategiche

  • essere propensi ad ogni forma di aggiornamento sulle tecniche di lavorazione.

A queste si vanno ad aggiungere  anche altre requisiti richiesti dal datore di lavoro e dall’azienda come ad esempio:

  • Residenza nel posto dove si svolgerà la mansione, o al massimo in zone limitrofe
  • Residenza nella regione dove è presente l’azienda
  • Esperienza pregressa di almeno uno o anche due anni nello stesso settore
  • Spiccate doti relazionali
  • Età non superiore ai 30 anni ( molte aziende fissano dei limiti riguardante l’età, proprio a seconda della mansione che il lavoratore andrà a svolgere)
  • Patentini o patente C, a seconda della mansione che si andrà a svolgere
  • Disponibilità a lavorare in turni
  • Disponibilità a lavorare in un gruppo di lavoro
  • Essere automuniti
  • Essere disponibili ad eventuali trasferte
  • Disponibilità immediata
  • Esperienza pregressa in ambito di produzione
  • Possesso del diploma di perito elettrico, meccanico, elettronico (a seconda del tipo di contratto)

Operaio generico: quanto guadagna e offerte di lavoro

Al giorno d’oggi, rispetto al passato, gli operai sono iscritti ad un sindacato di categoria che va a tutelare i loro interessi. In genere i sindacati intervengono con strumenti necessari per un processo di negoziazione chiamato anche contrattazione collettiva. Questo è necessario per poter stabilire i diritti ma anche le responsabilità dei lavoratori ed anche negoziare il loro salario ed i benefici.

Ma quanto guadagna un operaio generico?  In genere lo stipendio medio di un operaio generico nel nostro paese è di 18.101 euro all’anno. Se vogliamo rapportare questo salario in ore, l’operaio in questione va a guadagnare circa 9 euro all’ora. Tuttavia i salari partono da circa 13.000 euro fino ad arrivare a 25.000 per operai più specializzati.

Va detto a, tal riguardo, che nel nostro paese non esiste il salario minimo, al contrario di quanto avviene in Europa. In Italia infatti esistono i minimi sindacali che sono fissati direttamente dai contratti collettivi. In genere per salario minimo si intende la retribuzione che viene percepita a base oraria o giornaliera o mensile al quale l’operaio ha diritto, ma che non è prevista dalla nostra legge, perché lasciata proprio alla contrattazione tra le parti. E’ questo quanto emerge da una ricerca condotta su un determinato numero di dipendenti, utenti e annunci di lavoro presenti anche sul web e che risalgono agli ultimi 36 mesi. Ovviamente si tratta di valori offerti da utenti soltanto al fine di fare un confronto generico. Il salario varia in base a quelle che sono le competenze specifiche del lavoratore in questione.

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