Stop al razzismo sulla Rete: la Germania chiede aiuto a Google, Facebook e Twitter

Tutti i contenuti considerati lesivi della dignità umana dovranno essere rimossi entro 24 ore. A stabilirlo una legge tedesca sottoscritta dai "big" di Internet

Il governo di Frau Merkel è riuscito a strappare una promessa importante a Google, Facebook e Twitter. I tre “giganti” della Rete hanno, infatti, sottoscritto una legge che prevede l’eliminazione, entro 24 ore di tempo, di contenuti che incitano alla violenza. Tecnicamente si chiamano “hate speech” e altro non sono se non quei “pensieri in libertà” che internauti anonimi (o meglio nascosti dietro un nickname) riversano sul Web per offendere o aizzare l’intolleranza nei confronti di persone diverse per razza, etnia, religione ed orientamenti sessuali. Per dire stop al razzismo sulla Rete. E non solo a quello.


La richiesta dei tedeschi è da collegare alle recenti scelte politiche della Cancelliera che, aprendo le frontiere ai profughi scappati dalla Siria, ha scatenato un vero e proprio putiferio. Soprattutto su Internet dove i tantissimi commenti razzisti pervenuti hanno messo in allarme utenti e governanti. Da qui la scelta di chiedere ai social media e a Google di fare di più sottoscrivendo una legge che – come già detto – obbliga a rimuovere, entro tempi stretti, tutti quei contenuti considerati lesivi della dignità umana. “Quando i limiti della libertà di parola vengono superati – ha spiegato il ministro tedesco della Giustizia, Heiko Maas quando ci sono criminalità, sedizione e incitamento a compiere delitti contro la persona, tali contenuti vanno rimossi dalla Rete”. “La libertà di espressione protegge anche i commenti ripugnanti, volgari o sgradevoli – ha continuato il ministro – ma si passa il limite quando si tratta di incitare alla violenza o attaccare la dignità delle persone in maniere punibili come delitti di incitazione all’odio razziale”.

Cosa succederà in pratica? Che gli utenti di Facebook, Twitter e Google potranno segnalare contenuti considerati offensivi che verranno sottoposti all’attenzione di un team di esperti. Saranno loro a decidere sul da farsi ovvero a stabilire se il contenuto debba essere rimosso o no. Ma alcuni punti restano ancora oscuri: la “censura” digitale scatterà su scala globale o solo in Germania? E riguarderà solo i contenuti scritti dai tedeschi o tutti quanti? In attesa di avere maggiori informazioni, segnaliamo che anche altri Paesi sembrano orientati a seguire la scia della Germania. Israele, ad esempio, avrebbe avanzato una richiesta simile per mettere alla berlina i post che inneggiano all’odio nei confronti di arabi ed ebrei. E anche la Francia funestata dagli atti terroristici avrebbe chiesto ai colossi della Rete di porre un argine all’ondata di odio e violenza digitale riscontrata negli ultimi tempi.



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