Occupazione, tutti gli aggiornamenti sulle condizioni del lavoro

Tutti gli ultimi aggiornamenti sull'occupazione, elaborati dal Ministero del Lavoro.

Il Ministero del Lavoro ha appena pubblicato la nuova nota sull’andamento del mercato del lavoro, sulla base degli indicatori rilevati dall’ufficio statistico. Indicatori che attestano come nel corso del primo trimestre 2015 è stata confermata la crescita tendenziale dell’occupazione (+133 mila occupati, pari a +0,6%), già cominciata nel secondo trimestre del 2014, e che interessa sia gli uomini che le donne, così come la componente italiana e quella straniera.


occupazione

image by Adam Gregor

Ma quali sono le risultanze del dossier?

Andamento crescente dell’occupazione

In primo luogo, oltre all’andamento positivo – su base annua – dell’occupazione, si può ben osservare come la variazione trimestrale sia sostanzialmente nulla. I dati più recenti pubblicati dall’Istat e riferiti a giugno 2015, affermava il dossier ministeriale, confermano un andamento altalenante, ma si osserva comunque un lieve incremento medio nel secondo trimestre del 2015, rispetto alla media del trimestre precedente: + 0,2%. L’incremento ha riguardato esclusivamente le donne, mentre per gli uomini si registra un leggero calo, confermando così il trend maggiormente favorevole per la componente femminile osservata già nei mesi scorsi.

Occupazione giovanile sempre in difficoltà

A destare continua preoccupazione è invece la flessione dell’occupazione giovanile, già retrocessa nel primo trimestre del 2015 (-2,1%), con una conferma con i dati più recenti di giugno (- 2,5%), e per una flessione su base annua ancora più grave (-8,5%).

Per quanto concerne le altre valutazioni, l’analisi ministeriale ricorda come la crescita tendenziale degli occupati nel primo trimestre 2015 è risultata diffusa in tutto il territorio, ma in misura particolare nel Mezzogiorno e nelle regioni settentrionali. Si conferma inoltre ancora un forte sviluppo della componente degli over 50, contro un calo delle altre fasce di età.

Per quanto invece riguarda i settori economici maggiormente coinvolti nell’incremento su base annua osservato negli ultimi quattro trimestri, il Ministero ricorda come gli stessi siano risultati essere l’agricoltura e i servizi, mentre per l’industria in senso stretto si registra una riduzione, dopo tre incrementi tendenziali; rallenta la discesa tendenziale nelle costruzioni, dove si osserva una perdita di occupazione da circa cinque anni.

Lavoratori a termine e a tempo pieno in incremento

Il dossier si occupa poi di comprendere quale sia l’evoluzione dei contratti in relazione alla tipologia di relazione professionale. In tal senso, viene osservato come dopo alcuni trimestri di sostanziale stabilità tendenziale, si registra un incremento significativo degli occupati a tempo pieno, pari a 104 mila unità (+0,6%), che non si verificava da molto tempo. Per trovare un analogo risultato bisogna tornare all’ultimo trimestre del 2007, quando la crescita fu pari a 121 mila occupati a tempo pieno. Di contro, rallenta lo sviluppo del part time.

Tasso di disoccupazione al 13%

Un ultimo sguardo va attribuito infine all’andamento del tasso di disoccupazione. Nella primissima parte del 2015 le persone disoccupate, in crescita dalla seconda metà del 2011, risultano in calo di 145 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2014 (-4,2%). Il
tasso diminuisce su base annua di 0,6 punti percentuali, attestandosi al 13%.

La diminuzione interessa in misura identica sia la componente maschile che femminile, e in particolar modo il Mezzogiorno e il Nord del Paese, le aree maggiormente coinvolte dall’incremento occupazionale. Coinvolge, inoltre, in misura maggiore le persone ex-occupate e quelle in cerca di prima occupazione, mentre risultano in crescita gli ex-inattivi. In calo, conclude il Ministero, in particolare fra le donne, anche l’incidenza dei disoccupati di lunga durata, che comunque permane su livelli elevati (57,1%).

Tra gli ulteriori dati a corredo del ricco dossier statistico, evidenziamo il calo continuo degli inattivi in età di lavoro, per effetto della maggior tenuta occupazionale delle classe di età più anziane. Crescono invece nelle altre fasce di età. Ad incrementare – percentuali su base annua – sono soprattutto le persone scoraggiate (+2,7%, pari a oltre 50 mila persone), ossia quelle che non cercano lavoro perché ritengono di non trovarlo, in particolar modo fra gli uomini (+6,4%); si segnala, inoltre, la forte crescita delle cosiddette forze di lavoro potenziali (+324 mila persone, pari a +9,4%), che rappresentano gli inattivi più vicini al mercato del lavoro.



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