Occupazione femminile: la ricetta contro le disuguaglianze

Un rapporto mostra come l'occupazione femminile incida positivamente sulla diminuzione delle disuguaglianze sociali, come ad esempio quella determinata dalle differenze di reddito.

Secondo un recente rapporto curato dalla giornalista Judith Warner e diffuso dal Centre for american progress l’occupazione femminile sarebbe la giusta medicina guarire un sistema ricco di disuguaglianze, come ad esempio quelle riguardanti il reddito. Il rapporto è andato così a confermare ciò che già era emerso nei paesi scandinavi. Citando l’ex ministro delle finanze svedese, Par Nuder, che più volte ha affermato come: “l’occupazione delle donne è fondamentale non solo per la crescita economica di un paese, ma anche come potente forza di compensazione per il flagello contemporaneo della disparità di reddito”, la giornalista ha puntato sul fatto che ci sia il bisogno di mobilitare tutta la forza lavoro, non solo quella maschile e che vi sia la necessità di implementare l’occupazione femminile per far così cessare le varie disuguaglianze.


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Dall’analisi dei numerosi dati raccolti dal Consiglio degli economisti della Casa Bianca inerenti alle ricerche decennali compiute dal Bureau of Labor, si può capire come dal 1970 al 2013 l’aumento del reddito sia dovuto ad un aumento dei redditi delle donne. Se negli ultimi quarantatre anni non vi fosse stato alcun aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, il reddito delle famiglie degli Stati Uniti sarebbe ora ben differente ed i dati raccolti avrebbero dipinto un quadro decisamente più negativo. Secondo le stime infatti, il reddito familiare medio sarebbe stato di circa 13 mila dollari inferiore rispetto quello attuale.

Gli analisti del Center for American Progress hanno messo in luce come l’aumento dei guadagni delle donne tra il 1963 e il 2013, ovvero nell’ultimo mezzo secolo, abbia contribuito notevolmente alla diminuzione delle disuguaglianze. Se l’occupazione femminile non fosse cambiata negli ultimi cinquanta anni, se il divario di guadagno fra donne e uomini fosse rimasto consistente, le disuguaglianze fra i due sessi, solo negli Stati Uniti, sarebbero arrivate a raggiungere livelli impensabili

Secondo Michelle Bachelet, Direttore Esecutivo di UN Women “Benché le donne in tutto il mondo contribuiscano all’economia e alla produttività, esse continuano ad affrontare molti ostacoli che gli impediscono di esprimere il loro pieno potenziale economico. Questo non solo inibisce le donne, ma costituisce un freno per la perfomance economica e la crescita”. Come combattere tutto questo? Politiche atte a garantire la presenza delle donne nel mercato del lavoro, ovvero a salvaguardare i finanziamenti per i programmi di sviluppo della prima infanzia, ad implementare i congedi parentali per tutti, ma anche politiche in grado di pensare ad agevolazioni per famiglie a doppio reddito e organizzare turni con orari flessibili, in modo da permettere alle donne di conciliare i tempi della vita privata con quelli della vita professionale. Questo perché: “Garantire pari opportunità alle donne e agli uomini non è solo la cosa giusta da fare, ma è anche una strategia economica vantaggiosa”.




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