Nuovi lavori e figure professionali: come tutelare un mondo del lavoro in continua evoluzione

Nuovi lavori e nuove figure professionali, come devono essere gestite e soprattutto tutelate? Il mondo del lavoro è in continuo mutamento. Necessario aggiornare il diritto del lavoro a queste nuove forme di lavoro e di lavoratori che caratterizzano il presente ed il futuro.

Il mondo del lavoro è in continuo mutamento, con la nascita di nuovi lavori e di nuove figure professionali che, fino a qualche anno fa erano sconosciute. Nell’era dell’innovazione tecnologica, questi cambiamenti  sono accelerati e particolarmente evidenti. Come vanno tutelati i nuovi lavori e lavoratori? Il diritto al lavoro è pronto a questa totale rivoluzione?


nuove professioni

 

Il lavoro, una realtà in continuo cambiamento

Viviamo in un’epoca caratterizzata dai cambiamenti veloci, resi possibili da un evoluzione ed innovazione tecnologica che, corre all’impazzata. Questo ha ripercussioni anche e soprattutto sul mondo del lavoro. Nascono nuovi lavori e figure professionali che, fino a qualche anno fa erano inesistenti e totalmente sconosciute. Inoltre, si lavora sempre di più a stretto contatto con la tecnologia, con sistemi informatici che spesso sostituiscono il vecchio datore di lavoro.

Cambia l’intermediazione al lavoro, cambia il modo di lavorare, cambiano gli ambienti di lavoro, cambiano le modalità di retribuzione, cambiano i contratti. Siamo ben lontani dal vecchio lavoro con “il cartellino”, dalla figura dell’operaio in fabbrica o dei dipendenti di ufficio. In tutto ciò, la domanda che preme a tutti è sapere se i nuovi nuovi lavori e lavoratori siano tutelati, dalle attuali normative e dal vecchio diritto del lavoro.

Il nostro diritto del lavoro è in grado di tutelare i nuovi lavori e lavoratori?

Maurizio Del Conte, docente del Diritto del lavoro presso la Bocconi a Milano, ci spiega quella che è l’attuale situazione di tutela dei lavoratori e delle nuove forme di occupazione. Purtroppo, ad oggi, il nostro diritto del lavoro, gran parte delle normative a riguardo, è costruita sul vecchio modello di lavoro e di lavoratore (operai, dipendenti d’ufficio, artigiani ecc). Q

uesto vuol dire, che non è totalmente idoneo, così com’è, ad abbracciare i numerosi cambiamenti che si sono già avuti e che continueranno ad esserci nel lavoro. Abbiamo bisogno di modernizzare, apportare delle modifiche nel diritto del lavoro, in modo che questo possa tenere il passo con i cambiamenti legati ai lavori. Abbiamo bisogno di nuove e differenti tutele, che vadano a rispondere alle esigenze dei nuovi lavoratori, soprattutto autonomi, senza lasciarli scoperti da tutele, anche le minime ed essenziali garanzie.

Nuove forme di tutela nel contratto di lavoro

Oggi si stanno sviluppando forme di lavoro autonome. Parliamo di lavori legati alla partita Iva, alla collaborazione coordinata continuativa, a lavori senza il vecchio rapporto di dipendenza gerarchica. Cambiano le tipologie di contratto. Non si hanno più i contratti a tempo indeterminato ma spuntano come funghi contratti brevi, di collaborazione, contratti momentanei ecc.

Secondo Del Conte, un primo step per “adattare il diritto del lavoro” alle nuove esigenze di mercato, è quello di introdurre nuove tutele legate al contratto di lavoro. Già lo Statuto del lavoratore autonomo, ha introdotto alcune importanti nuove tutele nel rapporto contrattuale, nei confronti dei lavoratori autonomi. Ad esempio, ci riferiamo a tutele di Welfare, come la malattia e maternità, che prima dello Statuto erano a carico del lavoratore autonomo.

Tutto questo non basta, bisogna apportare modifiche anche in ambito del welfare. Del Conte: “il sistema di welfare deve essere basato su prestazioni a fronte di contribuzioni che vanno incentivate”. La contribuzione deve essere dunque deducibile dalle tasse. E’ importante che la tassazione stessa, sia ridotta nei confronti delle rendite degli investimenti privati, il che significa un notevole risparmio per lo Stato.

Bisogna intervenire per l’introduzione di norme adeguate

Dal punto di vista normativo è essenziale lavorare per la nascita e l’introduzione, di nuove normative a sostegno dei nuovi lavoratori. Oggi, la tecnologia avanzata, ha creato numerose piattaforme online. Molte delle nuove figure professionali e non solo, oggi lavorano per e grazie alla presenza di queste piattaforme. Bisogna cercare di chiarire, il ruolo legato a tali piattaforme nel rapporto di prestazione lavorativa.

Molte di queste sono dei semplici intermediari, ma alcune volte, gli algoritmi che costituiscono la piattaforma stessa, sono in grado di dare veri e propri ordini. In tal caso la piattaforma si sostituisce al vecchio datore. Dunque, ci troviamo nel pieno incremento del fenomeno dell’economia che viene intermediata da piattaforme digitali. Inoltre, anche il concetto di retribuzione oggi cambia. Se prima veniva pagato il tempo che il lavoratore spendeva per lavorare (timbratura del cartellino), oggi ad essere retribuito è il prodotto finale, la performance generale che porta al buon prodotto e servizio finale.  Purtroppo il vecchio diritto al lavoro non tutela tutto ciò, perché ancora legato ad una tipologia di lavoro e lavoratori che ormai sono “in via di estinzione”.




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