Nuove partite Iva, a febbraio meno 16%

A febbraio registrato un prevedibile calo delle aperture delle nuove partite Iva.

L’Osservatorio sulle partita Iva realizzato dal dipartimento delle Finanze dichiara che nel mese di febbraio le aperture di nuove partite Iva sarebbero in flessione numerica, con “solo” 42.799 nuove posizioni inaugurate. In confronto allo stesso mese dell’anno precedente, si registra dunque una variazione complessiva in negativo pari al 16,8%. Un calo minore se lo si confronta a quello registrato a gennaio (in riferimento allo stesso mese 2014 e 2015), ma resta comunque in essere il dato tendenziale.


Ma quali sono le motivazioni di un simile passo indietro?

Nuove partite Iva, calo prevedibile?

Il decremento del mese di febbraio è stato probabilmente influenzato dalla clausola della legge di stabilità 2015, che unitamente all’introduzione del nuovo regime forfetario, ha consentito alle partite Iva operative al primo gennaio 2015 di poter continuare a operare con il vecchio regime , di vantaggio.

È pertanto molto probabile che diversi soggetti abbiano scelto di anticipare l’apertura della propria posizione Iva entro la fine del 2014, per poter prolungare la permanenza nel vecchio regime. È infatti solo con il successivo decreto milleproroghe che è stata consentita l’adesione al vecchio regime fiscale di vantaggio, in via transitoria per tutto il 2015, ai contribuenti in possesso dei requisiti.

Nuove partite Iva, le classificazioni

Stabilito quanto precede, risulta di utilità cercare di comprendere come si sino distribuite le nuove aperture. Per quanto attiene la ripartizione per natura giuridica, a febbraio si evidenzia una forte prevalenza delle persone fisiche, pari al 67,3% del totale, contro il 24,9% delle società di capitali e il 7,1% delle società di persone. La percentuale di altre forme giuridiche e non residenti occupa solo lo 0,7%.

Per quanto riguarda invece la ripartizione territoriale, si conferma la maggiore incidenza percentuale delle nuove partite Iva nelle regioni settentrionali, che assorbono il 42,3% delle posizioni. Si attestano invece al 22% il Centro e al 35,6% il Sud e sulle Isole. Rispetto allo stesso mese del 2014 si registra un passo indietro di tutte le regioni, con una contrazione più grave nelle Marche (- 28,1%) e più contenuta in Sardegna (- 6,1%).

Come settore produttivo, il commercio assorbe il maggior numero di nuove partite Iva con il 25,8% del totale, precedendo le attività professionali con il 10,8%, l’edilizia e la ristorazione con il 9,8%. Infine, in relazione alle persone fisiche, la maggior parte delle nuove partite Iva è relativa a uomini (65%), di età inferiore a 35 anni (44,3%) o tra i 35 e i 50 anni (36,9%).




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