Norme sul lavoro: ecco le novità sui controlli e sulle sanzioni

Il Ministero del Lavoro ha introdotto una serie di nuove linee guida finalizzate a inasprire i controlli e le sanzioni in capo a quelle imprese che non rispetteranno la normativa sul lavoro. L’obiettivo (dichiarato) dell’esecutivo è quello di recuperare dei soldi per potenziare ulteriormente le attività delle Direzioni territoriali del lavoro, rigenerando pertanto le stesse azioni di verifica, monitoraggio e penalizzazione. Tra le principali novità, il Ministero è sembrato propenso ad applicare aumenti delle ammende tra un minimo del 30% (per coloro che impiegano lavoratori in nero) e ben 10 volte l’attuale contravvenzione (in capo a coloro che non concedono il riposo settimanale). In termini assoluti, le sanzioni sui dipendenti in nero passano per ogni unità da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 12.000 euro, al nuovo range compreso tra un minimo di 1.950 euro e un massimo di 15.600 euro. Se inoltre più di un terzo dei dipendenti risulta in nero, sul totale dell’organico, potrà essere disposta anche la chiusura dell’attività professionale. La sanzione per il mancato rispetto dei riposi settimanali, la sanzione sale da ex 130 – 780 euro, a 1.300 – 7.800 euro. Moltiplicata per 10 anche la sanzione per il mancato rispetto dei riposi giornalieri, che andava da 25 euro a un massimo di 100 euro, e che ora sarà compresa tra un minimo di 250 euro a un massimo di 1.000 euro.


Ma che fine faranno i nuovi introiti che il Ministero auspica di trovare? Stando alle linee guida dell’esecutivo, i maggiori introiti derivanti dall’aumento delle sanzioni potranno essere utilizzati per rendere più efficace la vigilanza in materia di lavoro e di legislazione sociale, favorendo un migliore contrasto al lavoro sommerso. I fondi serviranno altresì a sostenere le spese di missione del personale ispettivo e promuovere azioni in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per quanto infine attiene il coordinamento degli ispettori e il loro numero, il Ministero indica che – mantenute salve le competenze della Commissione centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza – sarà altresì introdotta una nuova forma di coordinamento ministeriale che possa assicurare un più razionale impiego del personale ispettivo. In proposito, è inoltre previsto l’incremento del numero degli ispettori del Ministero del Lavoro di 250 unità, di cui 200 nel profilo di ispettore del lavoro di area III e 50 ispettori tecnici di area III, a prevalenza nel centro – nord.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS