Nelle università e nella ricerca le donne incontrano più difficoltà alla carriera

Da numerose ricerche è emerso che nel mondo dell’università e degli istituti pubblici di ricerca le donne fanno fatica a emergere, incontrando più difficoltà che in altri settori della nostra società ed economia. Frequenti i casi di ricercatrici con curriculum invidiabili ma che difficilmente sono Rettori o ricoprono posti chiave.


Tutto questo dimostra ulteriormente come che le donne vengono penalizzate nel corso delle loro carriere. Secondo il Ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, bisogna fare qualcosa per dare alle donne le stesse opportunità che hanno gli uomini in questi settori. In questo senso sono strati promossi tre distinti progetti per favorire le donne che intraprendono questo percorso professionale.

Questi interventi, per la prima volta sono stati inseriti all’interno del Piano Nazionale di riforma Europa 2020 e nel contributo italiano al Quadro Strategico Comune per il finanziamento della Ricerca e dell’Innovazione in Europa.

Il primo intervento riguarda la conciliazione vita professionale e famiglia, investendo delle risorse per potenziare i servizi e rendere più flessibili gli orari.

Il secondo aspetto in cui s’intende puntare è, infatti, proprio la flessibilizzazione degli orari di lavoro, attraverso il part time o il telelavoro, siglato dal ministro del Lavoro con le parti sociali.

Infine, il terzo punto riguarda un investimento di 40 milioni di euro del Dipartimento per le Pari Opportunità per il potenziamento dei servizi di cura e per l’infanzia.

Sicuramente ogni intervento non può che portare qualche beneficio alle donne, minimo o grande che sia, ma non sarà mai decisivo fino a quando nel nostro Paese non ci sarà un mutamento culturale profondo nei confronti delle donne.



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