Nel leccese dipendenti in mobilità lavorano in nero: azienda chiusa dai carabinieri!

Sei persone sono finite nel registro degli indagati a Tuglie, in provincia di Lecce, dopo un controllo congiunto tra carabinieri della stazione di Sannicola e ispettori del lavoro.


I due corpi hanno effettuato controlli presso una ditta tessile e hanno riscontrato numerose irregolarità, tra cui alcune molto gravi, tali da rendere necessaria l’immediata chiusura dell’azienda.

Cinque dipendenti, che lavoravano nell’azienda, infatti, risultavano in mobilità, pertanto, non solo lavoravano in nero, ma si configura anche il reato di truffa ai danni dell’Inps.

Per questo, sia il titolare che i cinque lavoratori sono stati iscritti nel registro degli indagati e su di loro è stato richiesto un ordine restrittivo della libertà.

La chiusura della ditta è stata possibile, poiché è stata superata la soglia del 20% dei dipendenti in nero, quindi, la legge prevede la possibilità di chiudere l’azienda, in questi casi.

Nel corso del controllo, sono state riscontrate ben 29 irregolarità di tipo amministrativo, di cui il titolare dovrà rispondere, per un importo complessivo di 51 mila euro.

All’inizio dell’anno, il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato l’intensificarsi dei controlli sulle aziende, soprattutto per ostacolare il lavoro sommerso. Non saranno, pertanto, casi isolati quelli di Lecce, anche perché è stato approntato un piano di lottalavoro nero, che vede lo sforzo congiunto di forze dell’ordine e ispettori del lavoro.



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