Naspi: parte il nuovo sussidio per i disoccupati

Al via la Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione può essere erogato per un massimo di due anni.

Da ieri primo maggio è entrato il vigore il nuovo sussidio per disoccupati, contenuto nel Jobs Act ed identificato con la sigla Naspi. Vengono così a cadere Aspi e Mini-Aspi, che però resteranno in vigore per chi ha perso il lavoro prima del 30 aprile. Con la Naspi si allarga la platea degli aventi diritto al sussidio e, nella maggior parte dei casi, aumenterà la lunghezza della fruizione dello stesso. Il funzionamento della Naspi è però piuttosto articolato. Cerchiamo di capirne i meccanismi principali.


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image by ArTono

Naspi: fino a 1300 euro al mese

La Naspi è rivolta a lavoratori dipendenti, apprendisti compresi ed ai soci lavoratori che però abbiano con la Cooperativa un rapporto di tipo subordinato. I destinatari del provvedimento devono aver perso il lavoro in modo “non volontario” (licenziamento , ma anche fine del contratto a tempo determinato) e devono altresì dimostrare di aver contribuito per almeno 13 settimane negli ultimi 4 anni (precedenti alla perdita del lavoro). Sono esclusi dalla Naspi i dipendenti pubblici (a tempo indeterminato) ed i lavoratori agricoli. Il sussidio di disoccupazione introdotto con il Jobs Act ha una durata massima di 24 mesi (che calerà a 18 dal 2017). Questo perché elargito per la metà delle settimane lavorate (e retribuite) negli ultimi 4 anni.

Va da sé quindi che il periodo massimo per il quale la Naspi possa essere erogata è di 2 anni. L’importo di quest’ultima può raggiungere i 1300 euro al mese, a seconda della retribuzione percepita nel periodo lavorativo. Il calcolo da effettuare è questo: i risultanti titolari di stipendio fino a 1195 euro al mese, percepiranno, in caso di richiesta di Naspi, il 75% dello stipendio stesso. Per gli importi superiori invece, va aggiunto il 25% della cifra che supera l’importo minimo (appunto 1195 euro). Un importo, che dal quarto mese in poi, calerà del 3%, ogni mese.

Naspi e obbligo formativo

La possibilità di percepire il sussidio Naspi è vincolata alla frequentazione di percorsi di formazione e riqualificazione professionale erogati dai centri per l’impiego. La mancata partecipazione genera la perdita del diritto al sussidio. La misura è pensata per impedire agli individui in disoccupazione di “adagiarsi”, ma soprattutto per obbligare gli stessi a non perdere il contatto con il mondo del lavoro, prevenendo così anche fenomeni di scoraggiamento e depressione per niente rari in una fase di difficoltà economico-sociale che può purtroppo rivelarsi mediamente lunga.



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