NASpI e domanda di disoccupazione: cosa è, come presentarla, chi ne ha diritto

Che cosa è la domanda di disoccupazione, come poterla presentare e chi ha diritto ai nuovi strumenti di assistenza sociale. Tutto su NASpI

Se avete perso il posto di lavoro c’è qualcosa che potete fare per poter cercare di ottenere un pronto supporto che vi permetterà di disporre di un aiuto economico utile per poter superare le prime fasi della disoccupazione, e i mesi successivi a questo evento (nella speranza, naturalmente, di trovare una nuova mansione!). Cerchiamo allora di comprendere che cosa preveda la legge per chi perde un posto di lavoro e come presentare domanda di disoccupazione.

assegno disoccupazione

Che cosa è la NASpI

Da qualche anno il vecchio “assegno” di disoccupazione è stato sostituito dalla NASpI, la nuova associazione sociale per l’impiego, ovvero una indennità di disoccupazione erogata mensilmente in sostituzione delle precedenti prestazioni di disoccupazione. Come intuibile, si tratta pertanto di una prestazione ricollegata agli eventi di disoccupazione (involontaria). NASpI sostituisce la precedente indennità di disoccupazione denominata Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI).

Attenzione, però:

la NASpI viene erogata su richiesta dell’interessato. Val pertanto la pena comprendere come funziona, e scoprire come farne domanda.

Chi può beneficiare della NASpI

Non tutti possono ottenere l’indennità mensile di disoccupazione inquadrata come sopra. La legge prevede infatti che la NASpI spetta ai lavoratori con un rapporto di lavoro subordinato, che hanno perduto involontariamente l’occupazione, compresi apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative, personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Da quanto sopra se ne desume che non possono accedere alla prestazione dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa, lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI. Per costoro esistono comunque alcune altre strade per poter ottenere supporti economici durante il periodo di disoccupazione. Ne parleremo in un separato approfondimento.

A partire da quando spetta la NASpI

La legge è piuttosto chiara nell’individuare quando spetta l’indennità di disoccupazione NASpI, e per quanto tempo. Per quanto concerne la decorrenza, l’INPS ricorda come l’indennità di disoccupazione spetta a partire:

dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo al licenziamento ma entro i termini di legge;

  • dall’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se viene presentata dopo l’ottavo giorno ma entro i termini di legge;
  • dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda è presentata entro detto trentottesimo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se viene presentata oltre il trentottesimo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.

Per quanto tempo si ha diritto alla NASpI

La NASpI viene pagata ogni mese, fino al raggiungimento del limite temporale massimo. Tale limite è calcolato facendo riferimento a un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni, esclusi i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di disoccupazione.

Si tenga inoltre conto che i periodi di fruizione della NASpI sono regolarmente coperti da contribuzione figurativa, conteggiata sulla base delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni: i contributi figurativi saranno dunque utili per l’ottenimento del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici.

A quanto ammonta l’indennità di disoccupazione

L’indennità di disoccupazione prevista dalla NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se la retribuzione è inferiore a un importo stabilito annualmente dalla legge (attualmente, 1195 euro), rivalutata ogni anno sulla base della variazione dell’indice ISTAT.

Nell’ipotesi in cui la retribuzione media sia superiore ai 1195 euro, la misura della NASpI sarà pari al 75% dell’importo stabilito dalla legge (1195 euro, appunto) oltre il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e l’importo stabilito dalla legge, con un cap di 1.300 euro. Inoltre, a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, all’indennità di disoccupazione si applicherà una riduzione del 3% per ogni mese.

Quando viene ridotta la NASpI

La legge prevede che l’indennità di disoccupazione si riduca in caso di:

  • attività svolta in forma autonoma che genera un reddito corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) – decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 – e cioè pari a 4.800 euro. In questa ipotesi l’indennità di disoccupazione è ridotta dell’80% dei redditi presunti.
  • nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato o parasubordinato che genera un reddito corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del TUIR e cioè pari a 8.000 euro. Anche in questo caso l’indennità di disoccupazione viene ridotta dell’80% dei redditi previsti.
  • se il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti con diritto alla indennità di disoccupazione e se il reddito percepito corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del TUIR e cioè pari a 8.000 euro. La NASpI sarà ancora ridotta dell’80% del reddito previsto.
  • se il soggetto percettore dell’indennità svolge attività di lavoro accessorio con reddito annuo previsto tra 3.000 e 7.000 euro. L’indennità è ridotta dell’80% dei redditi previsti.
  • rioccupazione con contratto di lavoro intermittente, con o senza obbligo di risposta alla chiamata, a patto che il reddito prodotto consenta il mantenimento dello stato di disoccupazione, e a patto che il percettore del reddito comunichi all’INPS il reddito annuo entro un mese dall’inizio dell’attività o dall’invio della domanda.

Quando si perde l’indennità di disoccupazione

L’indennità di disoccupazione viene sospesa in caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore ai sei mesi, nuova occupazione con contratto di massimo sei mesi, mancata comunicazione all’INPS del reddito annuo presunto entro un mese dall’inizio della nuova attività di lavoro subordinato non superiore a sei mesi.

Di contro, la NASpI decade se il lavoratore perde lo stato di disoccupazione, inizia un’attività di lavoro subordinato, senza comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva, entro un mese dal suo inizio, non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI, il reddito che deriva da un altro o da altri rapporti di lavoro part time, inizia un’attività lavorativa autonoma senza comunicare il reddito presunto, entro un mese dal suo inizio, raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non opta per l’indennità NASpI, o ancora non partecipa alle iniziative di orientamento predisposte dai Centri per l’impiego, senza darne giustificato motivo.

Come fare domanda di indennità di disoccupazione

Accertati i requisiti per l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione (stato di disoccupazione involontario, requisito contributivo di almeno 13 settimane nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, requisito lavorativo di almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione), il soggetto interessato può presentare all’INPS domanda di di disoccupazione, esclusivamente in via telematica e entro 69 giorni dall’evento di disoccupazione.


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