Monti: detrazioni Imu subito, poi giù Irap e Irpef. “Impegni seri”

Il presidente del Consiglio uscente Mario Monti, ospite della trasmissione Omnibus, ha spiegato che subito dopo le elezioni sarà possibile abbassare l’Imu, l’ imposta sulla casa introdotta proprio dal governo Monti.  Le detrazioni dovrebbero raddoppiare in due sensi, da 200 a 400 euro sulla prima casa e da 100 a 200 per ogni figlio e/o anziano a carico, fino ad un massimo di 800 euro. I soldi per la copertura dovrebbero  arrivare, nelle intenzioni, da una limitazione della spesa corrente primaria. A seguire, nel 2014, l’intenzione è quella di ridurre l’Irap, togliendo il monte salari dall’imponibile. Almeno nelle intenzioni, c'è anche in progetto di ridurre l'Irpef (sempre nel 2014).


La pressione fiscale, che nel 2013 potrebbe raggiungere il 45% e l’ultimo dato Istat sul divario sempre più ampio tra aumento degli stipendi e aumento dell’inflazione pesa in modo a dir poco oneroso sulle famiglie. I tagli ipotizzati da Monti, se realizzati, permetteranno di ridurre di 11, 5 miliardi il carico sulle imprese  in cinque anni (aprendo la strada, almeno in linea teorica, a nuova occupazione). Lo stesso discorso può essere fatto per l’Irpef: “Vogliamo ridurre il peso dell'imposta a partire dai redditi medio bassi – ha spiegato Monti – attraverso l'aumento delle detrazioni per i carichi familiari e la riduzione delle aliquote a partire da quelle più basse, complessivamente nella legislatura ridurremo il gettito Irpef di 15,5 miliardi”.

I dati Istat però indicano che gli italiani non hanno molta fiducia nel fatto che si verifichi una ripresa.  Abbassare le tasse sarebbe un ottimo metodo per stimolarla. La crescita infatti può essere spinta significativamente attraverso l’abbassamento delle tasse su imprese e famiglie, come sostiene ad esempio Rete Imprese Italia; questo perché avendo meno spese obbligate c’è più spazio per   consumi e investimenti, che a loro volta stimolerebbero la produzione e quindi  di riflesso l’occupazione), ma si tratta comunque di percorsi di medio periodo,in una situazione che vede il Belpaese ancora in crisi, con una disoccupazione alta e stimata ancora in crescita.




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