Molestie sul Lavoro

«Raccomando di non aver paura di battersi per i propri diritti».


BATTERSI PER COMBATTERE LE MOLESTIE SUL LAVORO OGGI SI PUO’ CON L’AIUTO DELLA LEGGE E UN PO’ DI CORAGGIO……

Il Codice di Condotta della Comunità Europea definisce così la molestia sessuale.


“Ogni comportamento indesiderato a connotazione sessuale o qualsiasi altro tipo di comportamento basato sul sesso che offenda la dignità degli uomini e delle donne nel mondo del lavoro, ivi inclusi atteggiamenti male accetti di tipo fisico, verbale o non verbale. “


G. F. è una donna di 35 anni e lavora in un’azienda veronese. Il suo capo la molesta sessualmente. Lei è tentata di denunciare la vicenda, ma il suo contratto a termine è in scadenza e lei spera di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato. Tace, sperando che la situazione migliori. L’azienda la apprezza e viene confermata. Ma il suo superiore, lungi dallo smettere, raddoppia le «attenzioni». G. F. non sa cosa fare, non vuole far scoppiare un caso. Ma lo stress si fa pesante, mina la sua vita personale. Alla fine il rapporto con il suo compagno salta, va a vivere da sola. È ancora più debole di fronte alle molestie del suo capo. Messa alle corde, finisce per compiere degli errori. Il suo superiore infierisce, la mette in cattiva luce. G.F. si ritrova senza lavoro e senza vita privata.

V, B.è una ragazza di 33 anni che alcuni anni prima ha dovuto lasciare il suo lavoro ben retribuito perché sfinita dalle continue avance del suo boss” faceva in modo di organizzare trasferte lavorative dove fossi a lui indispensabile, ero sfinita una volta è entrato nella mia stanza d’albergo voleva…..insomma da lì ho detto basta non potevo più, mi stavo esaurendo così ho dovuto lasciare il lavoro”

Storie di donne che non hanno saputo difendersi, o meglio volevano farlo, ma l’unico strumento che avevano nelle mani era solo e elusivamente la fine del rapporto lavorativo che spettava loro di diritto.

Quante donne nel mondo hanno vissuto o stanno vivendo storie di ordinarie e straordinarie molestie? Supponiamo tante anzi tantissime ma l’importante e non aver paura e denunciare l’accaduto come dice la CASSAZIONE:
“Possono costituirsi in giudizio come parte danneggiata e chiedere il risarcimento (iure proprio), insieme alla dipendente, gli organi delle pari opportunità e il sindacato di appartenenza. Ma non solo. Il molestatore risponde del reato di maltrattamenti.”. e alcune volte senza aspettarselo si viene riconosciuti dei propri diritti:

Con una sentenza che rivendica l’importanza del codice delle pari opportunità, la Corte di cassazione ha confermato la condanna per maltrattamenti nei confronti di un datore di lavoro che era solito molestare verbalmente delle hostess di terra. Confermata anche la decisione dei giudici di merito di ritenere legittima la costituzione in giudizio, come parte civile, della Consigliera regionale delle pari opportunità.

Ma agire si deve e si può come ha fatto Malgorzata Poniatowska, una donna di Adelaide in Australia che ha ottenuto un risarcimento record per molestie sessuali sul lavoro, pari a circa 265 mila euro, più il rimborso delle spese legali, dopo aver fatto causa all’azienda datrice di lavoro per non aver agito dopo i suoi reclami. La corte federale ha ordinato alla società immobiliare Hickinbotham Homes di risarcire Malgorzata Poniatowska, di 35 anni, che ha affermato di essersi lamentata per le molestie, che includevano pesanti allusioni, sms e foto porno mandate al suo cellulare. Ma alla fine è stata lei a venire licenziata. Il giudice John Mansfield ha stabilito che la ditta ha discriminato Poniatowska, trattandola in maniera «meno favorevole» di come avrebbe trattato un uomo, e di conseguenza la querelante ha sviluppato depressione e ansia. «Sono felice non solo per me, ma per tutte le persone che sono molestate sul lavoro», ha detto la donna fuori del tribunale. «Raccomando di non aver paura di battersi per i propri diritti».



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