Mobbing sul lavoro: la drammatica testimonianza di una lettrice

Che cos'è il mobbing? La toccante testimonianza di una lettrice non lascia spazio a dubbi su quanto questa orribile pratica possa essere devastante per chi ne è vittima.

Scrivere ad un giornale è un po’ come lanciare un messaggio in mezzo al mare, è un po’ come scrivere a se stessi in cerca di risposte che non si trovano. Ci sono momenti nei quali ci si sente proprio come dentro a un buco nero, invischiati in un pantano, e l’unica cosa che riesce ad uscire è la nostra voce. Molti liquiderebbero la cosa come “un momento di forte stress” o “depressione”, io ho imparato a guardare un po’ più in là, fino ad arrivare alla causa, e questa causa ha un nome ancora troppo poco usato: si chiama MOBBING.


mobbingDi solito le parole straniere si usano per indicare tutte cose assolutamente fighe o trendy, ma questa è una cosa tutt’altro che figa, è una morte lenta. Il mobbing è subdolo e ti si avvinghia lentamente dai piedi alla testa, occupandola del tutto. Il mobbing è la goccia che giorno dopo giorno buca la roccia, è aria inquinata che avvelena i polmoni, è un pensiero costante che martella la testa. Il mobbing è un senso di disagio e di inadeguatezza che ti pervade e che mina anche i tuoi rapporti personali, è non sentirsi mai all’altezza di nulla. Mai. Sono sempre stata una persona con una forte autostima, costruita in anni e anni di auto-analisi e sfide accettate. Mi sono sempre schierata in prima linea, ho combattuto le mie battaglie e non ho mai taciuto il mio dissenso. Ahimè, ingenuità che sto pagando. Quando si preannuncia una battaglia per i propri diritti si è circondati da mille parole di solidarietà, ma appena scendi in campo e ti giri vedi il vuoto. Vigliaccheria? Forse. Opportunismo? Molto probabile. Avere qualcuno che combatte anche per noi fa comodo, qualcuno che si assume le nostre responsabilità e accusa per noi colpi e umiliazioni.

Io l’ho fatto, credendo in chissà quale gratitudine e ricompensa morale, mentre adesso sono da sola. Sola in quella solitudine assordante che fa male ai timpani. Sola con un esercito davanti, ma di facce voltate altrove. Il mobbing è una parola che racchiude stati d’animo cupi, visite dal medico, pianti silenziosi. Il mobbing è l’arma bianca che tanti usano per liberarsi di te, senza sporcarsi le mani, ma imputridendo nell’anima. Chi ti getta nel fosso ha dentro di sé il quadro di Dorian Grey che avvizzisce giorno dopo giorno.

Io posso essere in ginocchio oggi, ma non perderò mai la voglia di denunciare queste situazioni, con parole mie, con semplicità. Nessuno può dirci che siamo delle nullità quando il nulla cosmico è ciò che gira dentro il loro cranio. Con molta probabilità dovrò lasciare un posto di lavoro che mi dà da vivere, e un tempo mi nutriva anche l’anima. Vorrei che certe ingiustizie non esistessero più, ma per ora mi siedo sulla sponda e aspetto che la mia bottiglia torni con le risposte che cerco.

Stefania

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