Mestieri di ieri, lavori di domani: l’artigiano

Quando il lavoro manca, c’è chi invece di cercarlo decide di crearselo. O perlomeno di riportare in luce antichi mestieri per troppo tempo accantonati.


Se fino a ieri rappresentava un mestiere come un altro, oggi fare l’artigiano significa assicurarsi un lavoro per domani. I dati monitorati in questi ultimi anni di crisi economica confermano una tendenza non solo di stabilità per coloro che già svolgevano questo tipo di professione ma addirittura in crescita per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro e decidono di avviare una nuova attività in questo settore.

Fabbri, falegnami, sarte e calzolai ma anche laboratori orafi, di ceramica e del vetro: mestieri pesanti e faticosi ma anche creativi e che non conoscono routine.

Molto spesso nascono da una vera e propria passione, coltivata attraverso tanta pratica e corsi di specializzazione specifici. L‘offerta formativa oggi è molto vasta ed è possibile orientarsi tra le varie scuole di istruzione superiore o subito dopo il diploma. Sono numerose anche le associazioni attive in ognuno di questi settori e molti sono gli eventi organizzati per rimanere costantemente aggiornati o le gare creative a cui poter partecipare per promuoversi.

Mestieri che riescono a fronteggiare la crisi e a mantenere un proprio spazio sul mercato del lavoro, perché capaci di rispondere alle esigenze del momento e di interpretare i bisogni reali della clientela. Una lezione che tutti hanno imparato in questo momento di difficoltà, purtroppo in modo brusco e a volte drammatico, ma che ha un suo innegabile valore alla base: il ridimensionamento del consumismo e degli sprechi. Ed ecco che i capi d’abbigliamento vengono riparati e non immediatamente buttati, che gli oggetti, magari con opportune modifiche, vengono riutilizzati e conoscono una seconda vita, e quella del riciclo diventa una vera e propria filosofia di vita. Laddove le industrie producono oggetti in serie e di qualità discutibile, il lavoro dell’artigiano viene valorizzato e i suoi oggetti, prodotti in modo tradizionale, apprezzati per qualità, originalità, bellezza.

Una manualità che dà vita agli oggetti ma ridona anche dignità e autostima alle persone. Perché non solo valorizza un’attitudine o sviluppa un talento ma arricchisce e professionalizza. I giovani artigiani di oggi non sono lavoratori manuali chiusi da soli in bottega ma hanno una formazione accademica e scientifica, fanno rete e condividono le proprie esperienze sui blog di settore, scelgono soluzioni innovative e creative. Sono imprenditori di se stessi, che non si aspettano di trovare un posto da dipendente ma investono e rischiano su ciò che altri non fanno, cercando di riportare in auge il Made in Italy.




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