Meno tasse per i redditi bassi e bonus. Governo prova ad aggiustare il tiro

Restyling della saga ‘cuneo fiscale e casa’. A Palazzo Chigi il premier Enrico Letta, Angelino Alfano e il ministro Fabrizio Saccomanni concentrano le risorse per mantenere i saldi invariati. Ciò che si sta discutendo in questi giorni riguardo la legge di stabilità è una manovra che coinvolgerà i lavoratori con redditi inferiori ai 30-40mila euro, premiando le famiglie con più figli. Tra le varie ipotesi portate avanti: dal “bonus” standard su tutto il territorio nazionale alla detrazione micro da 50 euro, si rafforza la volontà di valutare un innalzamento, o la cancellazione, del tetto del 2,5 per mille fissato come aliquota massima per i Comuni. 


Tra sindacati e confindustria che vogliono più risorse per abbassare le tasse sul lavoro, le banche che invitano ad accelerare con i tagli, mentre le Regioni non vogliono nemmeno quei pochi previsti, oltre alla politica sempre in disaccordo, l’autunno sembra essere la stagione del gran chiasso.

{jcomments on}L’opzione più quotata dunque è la detrazione minima di circa 50 euro sulla prima casa. Per quanto riguarda la detassazione sul lavoro sarà introdotto con molta probabilità un ritocco per irrobustirla. Attualmente sono stati destinati 1,5 miliardi dei 2,5 previsti per il taglio del cuneo nel 2014, per dipendenti con famiglie con più figli. Proprio nella giornata di ieri la commissione Lavoro del Senato, presieduta da Maurizio Sacconi, in merito alla “stabilità” ha suggerito di trasformare la detassazione sul lavoro in un’unica erogazione nell’anno valutando la possibilità di concentrare i benefici su un numero di persone più ridotto e di aumentare le risorse per la detassazione dei salari di produttività.




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