Mediazione obbligatoria, scontro tra avvocati e consulenti

Da lunedì scorso è entrata in vigore la mediazione obbligatoria per le cause civili e commerciali. In concreto, chi volesse intraprendere una causa, rientrante nelle fattispecie di cui sopra, dovrà prima ricercare un accordo obbligatorio, presso un mediatore, che dovrà esitare un giudizio entro un massimo di quattro mesi.


Obiettivo della nuova normativa è di sfoltire la pesante macchina della giustizia civile, garantendo una rapidità nei giudizi.

Gli avvocati non l’hanno presa per nulla bene, ritenendo che questa legge sulla mediazione obbligatoria ponga problemi e criticità, tali da metterne in discussione la stessa esistenza.

A rispondere a stretto giro all’Ordine degli Avvocati è il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e del Cup, Marina Calderone, che senza volere entrare in polemica con l’altro ordine, ritiene che la mediazione obbligatoria sia un fattore di grande novità e rilevanza, per cui non è possibile metterla in discussione.

E’ evidente che lo scontro è tutto corporativo. Gli avvocati temono pesanti ripercussioni sulla categoria, a causa dello spostamento potenziale di un numero elevatissimo di cause civili verso i mediatori. Magari, dimenticando di avere già normative di tutto riguardo, che garantiscono loro la liceità delle tariffe minime.



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