Mandato a tempo indeterminato: cosa è e come funziona

Mandato a tempo indeterminato: cosa è e come funziona una delle modalità di collaborazione più diffuse nel mondo della rappresentanza.

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Nel ricco ambito dei rapporti di rappresentanza e di agenzia, particolarmente diffusi sono i contratti di mandato a tempo indeterminato, inquadrabili all’interno di quanto previsto dal nostro Codice Civile in materia di mandato, ovvero di quel contratto con il quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di un’altra parte. Ma quali sono le caratteristiche del mandato? E, in particolare, come funziona il contratto di mandato a tempo indeterminato?


Caratteristiche del mandato a tempo indeterminato

Introdotto quanto sopra, è bene innanzitutto ricordare che il mandato può essere con o senza rappresentanza, a seconda che lo stesso contratto si accompagni ad una vera e propria procura, o meno. Le differenze sono notevoli:

  • nel mandato con rappresentanza gli effetti delle attività giuridiche compiute dal mandatario ricadono nella sfera giuridica del mandante;
  • nel mandato senza rappresentanza, gli effetti delle attività giuridiche compiute dal mandatario rimangono in capo allo stesso (il quale dovrà poi procedere ai correlati atti di ritrasferimento).

Il mandato può essere redatto in qualsiasi forma. Tuttavia, ove abbia oggetto attività giuridica che presupponga il rispetto di determinati requisiti formali a pena di invalidità (es. atto pubblico), dovrà rivestire la stessa forma richiesta per l’atto da compiere. Se poi il mandato si accompagna a una procura, il mandato dovrà rivestire la stessa forma utilizzata per l’attività giuridica da compiere.

Quanto dura il mandato

Giungiamo quindi all’oggetto principale del nostro approfondimento. Ai sensi dell’art. 1722 c.c., il mandato si estingue per la scadenza del termine o per il compimento – da parte del mandatario – dell’affare per il quale è stato conferito. Ancora, si estingue per revoca del mandante, per la rinuncia da parte del mandatario, o per la morte, l’interdizione o l’inabilitazione del mandante o del mandatario.

Ricordiamo che la revoca del mandato è sempre ammessa, salvo che il mandato sia stato conferito anche nell’interesse del mandatario, o di un terzo: in questo caso la revoca sarebbe inefficace, rimanendo ammessa solamente per giusta causa. Nel caso in cui venga pattuita convenzionalmente l’irrevocabilità del mandato, la revoca è efficace in ogni caso, ma obbliga – in mancanza di giusta causa – al risarcimento del danno.

E per il mandato a tempo indeterminato? In questo caso, la revoca o la rinuncia sono sempre ammesse, con il vincolo di un congruo termine di preavviso (in mancanza del quale vi è il rischio di dover risarcire il danno). Se il mandato concerne l’esecuzione di un determinato affare o sia conferito per un tempo determinato, la revoca del mandato e la rinuncia sono ammesse solamente per giusta causa: in mancanza di tale determinante, scatta l’obbligo di risarcire il danno a carico del mandante o del mandatario.



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