Mancata valutazione dello stress da lavoro correlato: sette aziende indagate

Sono sette le aziende iscritte nel registro degli indagati: per non aver rispettato in modo corretto l’articolo 29 del Testo Unico, fornendo documenti non attendibili in relazione ai disagi denunciati dai lavoratori.


Si tratta della prima inchiesta giudiziaria circa l’obbligo di valutazione stress lavoro correlato ed arriva la prima imputazione per sospetta inadempienza, per aver omesso o aver compiuto in maniera errata quanto previsto dalla normativa italiana sulla sicurezza sul lavoro.

In particolare a quanto concerne l’obbligo di tutelare la salute psicologica dei lavoratori, previsto dall’Art. 28 del D.lgs 81/08 Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro.

Il mancato rispetto del documento di valutazione del rischio può arrivare a comportare l’arresto fino a otto mesi e ammende fino a 15 mila euro.

Le indagini avrebbero evidenziato che il metodo di accertamento seguito dalle imprese controllate dall’Asl non fornirebbe un quadro reale della situazione perché basato solo su alcuni parametri. Infatti nella valutazione sarebbero stati sottovalutati in modo evidente i problemi e i disagi denunciati dai lavoratori intervistati dai medici aziendali e dal personale addetto.

Ad evidenziare questo fatto è stato il gruppo di psicologi incaricato dal Pubblico Ministero che hanno esaminato i documenti di valutazione.

Il Ministero del Lavoro ha provveduto a fornire alle aziende le indicazioni per lo svolgimento corretto dei test per procedere ad una adeguata valutazione dello stress da lavoro.



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