Mamme che tornano al lavoro: considerazioni e suggerimenti

I sensi di colpa vanno tenuti a bada: una brava mamma deve essere innanzitutto una donna realizzata e serena

Diventare mamma è, quasi sicuramente, l’esperienza più appagante e arricchente che una donna possa sperimentare. Ma anche la più complicata e spiazzante. “Nel momento in cui nasce un bambino – diceva il maestro spirituale indiano, Oshio Rajneesh – nasce anche una madre. Prima non esisteva. Esisteva una donna”. Niente di più vero: l’esperienza della maternità crea una cesura netta tra il prima e il dopo e profila uno scenario completamente nuovo, del quale non si conoscono le coordinate.


Maternità vs lavoro

maternità vs lavoro

Nessuno ha in tasca il manuale d’istruzione e trattandosi di faccende quanto mai intime e personali, i consigli “a buon mercato” lasciano (a nostro avviso) il tempo che trovano. Ma diventare mamma non significa annullarsi. Anzi. Prendere in considerazione l’idea di tornare al lavoro non è una colpa di cui bisogna vergognarsi, ma la legittima aspirazione di una persona che vuole stare bene con se stessa e con gli altri.

Mettere al mondo un bambino significa dedicare la propria esistenza a una nuova creatura che ha bisogno di cure continue. E’ un’esperienza totalizzante, che sancisce un legame viscerale e determina uno sconvolgimento nella vita della neo-mamma. Che, prima o poi, sentirà l’esigenza di recuperare la sua dimensione individuale e di tornare a una routine che non sia fatta solo di poppate e pannolini da cambiare. Sia ben chiaro: ci sono donne che trovano nella maternità la loro più piena realizzazione e scelgono di dedicare ogni sforzo ed entusiasmo alla cura dei loro figli. Ma ce ne sono altre che vivono male l’allontanamento dal lavoro e vorrebbero tornare a darsi da fare. Contrariamente a quanto una certa (sub)cultura vorrebbe farci credere, le prime non sono necessariamente mamme più brave e premurose delle seconde. Ma semplicemente donne con esigenze ed aspirazioni diverse, che individuano – come è giusto che sia – la loro scala di priorità e costruiscono intorno a quella la loro quotidianità.

Quando tornare al lavoro dopo la maternità

Concentriamoci sulle mamme che progettano di tornare al lavoro: quando è più opportuno farlo? Come ci si può organizzare? Quanto tempo bisogna dedicare al lavoro e quanto alla famiglia? Sono tutte domande legittime, a cui è però impossibile rispondere con fermezza e in maniera univoca. Le decisioni vanno sicuramente prese con il resto della famiglia perché mai come in questa fase, la neo-mamma avrà bisogno del sostegno e della collaborazione delle persone che le stanno accanto. Chiedere ai nonni (che come ben sappiamo, rappresentano la rete di welfare più efficace e meno costosa del momento) di prendersi cura del nipotino o assumere una baby sitter fidata è sicuramente la prima mossa da compiere. Ma molte altre cose devono essere prese in considerazione. Spieghiamo innanzitutto che non esiste un momento giusto per distaccarsi dal proprio bambino. Il che non vuol dire che farlo sia una scelta sbagliata, ma un passaggio difficile e inevitabilmente doloroso. Chiudere la porta per andare al lavoro, mentre si sente il proprio bambino piangere sconsolato, instilla nelle neo-mamme un senso di colpa profondo. Che bisogna imparare a gestire. Tornare in ufficio non significa aver preferito la professione alla famiglia (come qualche malalingua tende ad insinuare), ma aver messo ordine nei propri pensieri.

Affrontare il senso di colpa

Quello che una neo-mamma deve infatti pensare, quando si sente in colpa per aver abbandonato il “nido” in cui si è presa a lungo cura del suo bambino, è che a fare la differenza non sarà tanto la quantità del tempo che, da allora in poi, gli dedicherà, ma la qualità. Sembra una frase fatta (e in parte lo è), ma è anche un’inoppugnabile verità. Trascorrere l’intera giornata a casa, con la propria prole, e sentirsi frustrata e nervosa perché impossibilitata a fare altro non è il modo migliore di vivere la maternità. Né la forma più alta di affetto che si possa regalare ai propri figli. Se una donna prende consapevolezza che i suoi bisogni non si esauriscono nella cura della casa e della famiglia, è giusto che punti a fare altro. E che torni ad essere una lavoratrice realizzata. Ne deriverà un benessere psicologico che non potrà non riverberarsi anche nella sfera privata perché una donna che riprende le redini della propria vita sarà anche una donna più appagata e lucida. Che riuscirà a scacciare dalla sua mente il timore (alimentato da certi pregiudizi) che il suo essere “mamma part-time” finirà per minare il rapporto col suo bambino.

Conciliare il lavoro con la famiglia

E chiudiamo con gli aspetti meramente pratici. Preso atto che si desidera “tornare in azione”, bisogna fare i conti con i cambiamenti che hanno segnato gli ultimi mesi (o anni) della propria vita. Le mamme che tornano al lavoro sono donne diverse, generalmente più mature, che devono gestire nuovi ambiti emozionali e nuove priorità. Il rientro in ufficio non deve trasformarle in quelle che non sono: concedersi delle pause per accertarsi che tutto, a casa, vada bene è naturale e fisiologico. La neo-rientrata non deve mortificare il suo lato materno, ma farlo convivere con quello professionale, in un gioco di equilibratura che andrà aggiustandosi col tempo. Non solo: i cambiamenti hanno probabilmente interessato anche l’ambiente di lavoro. Se si è rimaste a lungo “fuori dal giro”, sarà opportuno rimettersi al passo, prendere nota dei nuovi assetti e cercare di aderirvi, nel minor tempo possibile. Non è escluso che si debbano frequentare dei corsi di aggiornamento o che si venga chiamate a svolgere mansioni diverse. Niente panico: tutto dovrà essere affrontato con lucidità, puntando a quel benessere mentale che garantirà successi in ufficio e a casa.

Trovare il giusto equilibrio

Non senza qualche passo falso. Trovare il giusto equilibrio tra la dimensione materna e quella lavorativa non sarà affatto facile. Per questo, sarà bene (ancora una volta) fare chiarezza nei propri pensieri e capire cosa si vuole veramente fare. Si vuole tornare al lavoro full time o optare per una soluzione diversa, ad esempio inventandosi un lavoro da casa? Cosa ci si aspetta? Quali obiettivi si vogliono raggiungere? Le risposte a queste domande potranno aiutare a orientarsi meglio. E a costruire, con la collaborazione degli affetti più cari, una nuova vita fatta di impegni, scadenze e avanzamenti di carriera come mamme e come lavoratrici.

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