Lo smog fa crescere le assenze dal lavoro

Secondo Legambiente, l'aria inquinata costringe sempre più lavoratori a rimanere a casa per malattia. E fa salire dell'1% il tasso di mortalità giornaliera

E’ allo smog che, ormai da settimane, gli organi nazionali di informazione destinano l’attenzione principale. Preferendolo a questioni di portata planetaria come il terrorismo o l’immigrazione. Solo le piogge cadute nelle ultime ore hanno concesso un po’ di respiro alle nostre città che, come è noto, hanno fatto registrare livelli di inquinamento atmosferico allarmanti. Con conseguenze dirette su ogni aspetto della nostra quotidianità, visto che – come certificato da Legambiente – l’aria malsana che inaliamo ha fatto aumentare (tra le altre cose) anche le assenze dal lavoro.


Secondo l’associazione, infatti, lo smog ha fatto salire del 10% la quota di lavoratori costretti a rimanere a casa per malattia. E ha fatto aumentare del 5% gli attacchi di asma e dell’1% la mortalità giornaliera causata da complicanze cardiache o respiratorie. L’inquinamento ha, insomma, un impatto deleterio non solo sulla salute, ma anche sul lavoro e i dati registrati negli ultimi tempi – secondo Legambiente, il 2015 è stato il peggiore degli ultimi 9 anni, per presenza di sostanze nocive nell’aria – non incoraggiano ad essere ottimisti. 

La convinzione di tutti è che la misura sia colma e che gli interventi risultino ormai irrimandabili. Ma cosa si può fare per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo? Legambiente suggerisce di partire dall’efficientamento del trasporto pubblico che dovrebbe mettere gli italiani nella condizione di spostarsi serenamente (per andare al lavoro o in qualsiasi altro luogo) lasciando l’automobile in garage. Ma non basta: la riduzione delle polveri sottili che avvelenano l’aria delle nostre città passa anche dalle più semplici abitudini domestiche come quella di fare un uso oculato dei riscaldamenti.

“Ogni anno in questa stagione – ha osservato la presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni – ci troviamo a dover affrontare picchi di inquinamento e contare sulla pioggia, che prima o poi scenderà, non è proprio la soluzione più efficace e utile. Sicuramente i singoli cittadini possono mettere in campo comportamenti virtuosi che contribuiscono a diminuire le emissioni inquinanti, ma la vera ricetta per cambiare le cose può venire solo dal Governo e dalle istituzioni. Solo mettendo finalmente mano a nuove politiche di mobilità incentrate su trasporto pubblico locale, treni per pendolari e mobilità alternativa ha spiegato Muroni – potremo raggiungere migliori livelli di vivibilità e liberare i nostri centri urbani dalla cappa inquinante che, non dimentichiamolo, contribuisce all’aumento di patologie respiratorie, soprattutto nei bambini, e cardiovascolari negli anziani”.




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