Litigare al lavoro: i dieci motivi più frequenti

Litigare al lavoro. Ecco quali sono le ragioni più frequenti

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Litigare al lavoro,  con i propri colleghi o con il capo è una delle cose più comuni e allo stesso tempo fastidiose che capitano nella nostra vita lavorativa. A BiancoLavoro abbiamo svolto un sondaggio e attraverso un campione di 126 intervistati abbiamo isolato i 10 motivi per cui si litiga più spesso sul posto di lavoro. Eccoli.


10. Spazi stretti
Il 12% degli intervistati ci ha detto che lavorare in spazi stretti aumenta il rischio di litigare al lavoro. Questo avviene soprattutto negli uffici quando le scrivanie sono troppo ravvicinate e si finisce per pestarsi i piedi non solo in senso metaforico.

9. Comportamenti scorretti
A scatenare litigi sono anche i comportamenti dei colleghi che, invece di darsi da fare come tutti, durante l’orario di lavoro si fanno i fatti propri. In particolare viene percepito come fastidioso e causa di litigio l’utilizzo compulsivo dello smartphone mentre gli altri stanno lavorando.

8. Sciatteria
A sorpresa all’ottavo posto troviamo la sciatteria. Molti lavoratori infatti si lamentano dell’abitudine dei propri colleghi di recarsi a lavoro con abiti trasandanti o comunque in condizioni a loro avviso non idonee. Questa problematica è sentita soprattutto dalle donne.

7. Sovrapposizione di mansioni
Circa il 28% degli intervistati ha dichiarato di aver litigato almeno una volta con un collega che aveva svolto una loro mansione. Emerge quindi un dato importante: “rubare” il lavoro di un altro, più che un favore, viene percepito come uno sgarbo.

6. Balzi di carriera
Quando un proprio collega viene promosso, si possono sviluppare forme di invidia che sfociano nel litigio. Questa reazione però è tutt’altro che furba, perché ci fa apparire inutilmente litigiosi e soprattutto può indispore un nostro superiore…cioè proprio il nostro ex collega.

5. Incapacità
Ce lo aspettavamo. Tre intervistati su cinque affermano di aver litigato con un collega perché non era in grado di svolgere il proprio compito e le conseguenze della sua incapacità ricadevano sugli altri. Un grande classico dei litigi tra colleghi.

4. Posto di lavoro non sicuro
Una piaga dei giorni nostri, purtroppo. Se il posto occupato è incerto, il livello di ansia è chiaramente maggiore. Ciò aumenta la probabilità di litigare al lavoro . Si tratta di aver a che fare con un maggior livello di stress che,  in mancanza di altre valvole di sfogo, può riversarsi  sui colleghi. Il lavoro precario è un lavoro che non fa bene a nessuno.

3. Colleghi di lunga data
Lo avreste immaginato? Sul podio c’è il fatto di lavorare da tanti anni con gli stessi colleghi. Molti degli intervistati hanno affermato che, se potessero di tanto in tanto cambiare compagni di lavoro, si innervosirebbero meno con i colleghi storici. A ben pensarci è naturale litigare con le persone che frequentiamo da tempo e di cui conosciamo a memoria i difetti. Succede anche nel matrimonio, con la differenza che quando sposiamo una persona la scegliamo noi, mentre i colleghi ce li assegnano gli altri.

2. Accanimento dei colleghi
Tra gli intervistati il fatto di essere stati presi di mira si è rivelata una causa molto frequente di contrasti. Il 78% di loro infatti ha affermato di litigare al lavoro proprio per questa ragione che, tra l’altro genera, una spiacevole sensazione e può portare all’isolamento del lavoratore e quindi ad un rischio sempre crescente di litigi e tensioni.

1. Cattivi rapporti col capo
Al primo posto troviamo lui, il capo. Quasi tutti i partecipanti al sondaggio litigano con il proprio capo, con frequenze molto alte: anche una o due volte settimana. Quindi pare proprio che il segreto per non litigare a lavoro sia non avere capi. Sarebbe un bel sogno.

 

Agostino Bertolin



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