Lista delle truffe rivolte a chi cerca lavoro

Se stai cercando un nuovo lavoro, attenzione, rientri nella categoria delle potenziali vittime che persone senza scrupoli potrebbero cercare di raggirare e truffare. Si tratta di truffe più o meno gravi o che anche solo tentano di farti lavorare gratis o farti fare un lavoro assurdo e diverso da quello prospettato.

Nel corso della mia carriera nell’ambito delle Risorse Umane di casi ne ho visti (e studiati) a centinaia, sia in Italia che all’estero. In base alla mia esperienza ti posso dare due notizie, una brutta ed una bella. Partiamo dalla notizia brutta: le truffe ed i raggiri che hanno come vittime coloro che cercano lavoro sono tante, con il web sono aumentate sempre di più grazie alla velocità e semplicità di comunicazione ed approccio. Ma anche grazie alla rottura dei limiti geografici (ci sono tipologie di truffe in remoto, dove i truffatori si trovano in continenti lontani).


La notizia buona è invece che tali truffe e truffette sono quasi sempre molto facilmente individuabili ed è possibile renderle innocue, basta informarsi ed approfondire. In questo caso il web ha invece una funzione positiva, così come è facile distribuire le truffe, è facile anche sgamarle.

reati aziendali

Ho preparato una lista delle truffe e raggiri più in voga, allacciate le cinture e tenetevi forte, si balla:

# 1 Lavoro completamente differente da quello proposto

Il classico dei classici. Funziona così: trovi un annuncio per una posizione appetibile, solitamente lavoro di magazzino, segreteria, impiegatizio o consulenza a clienti. Solitamente non è richiesta esperienza e viene promesso un genericissimo contratto “a norma di legge”. Ti candidi con molto entusiasmo e pochissimo tempo dopo (di solito in questo tipo di offerte farlocche il contatto è quasi immediato dopo la candidatura) ecco che squilla il telefono per invitarti a colloquio.

Al telefono tenti di strappare qualche informazione in più, ma nulla, ti viene detto che se ne parla di persona. Una volta al colloquio (spesso di gruppo dato che l’offerta di lavoro ha richiamato centinaia di aspiranti lavoratori) ti trovi di fronte la reale proposta. Niente lavoro impiegatizio o di magazzino, niente stipendio fisso, ma una offerta per vendita porta a porta dei più disparati prodotti e servizi. Solitamente si tratta di contratti telefonici, di nuovi servizi per energia elettrica oppure (nel caso di prodotti) di aspirapolvere di dubbia qualità ma prezzo altissimo (che preferibilmente devi iniziare a vendere ai tuoi familiari), di strumenti per pulire tappeti e materassi o di congegni per purificare l’acqua.

Attenzione: il lavoro di venditore porta a porta è dignitoso ed onesto, per questo motivo non considero questa “operazione” una vera e propria truffa. A patto ovviamente che quello che si vada a vendere sia legale e venduto con criteri onesti.

Ma allora perché queste aziende che pur offrendo un lavoro onesto fingono inizialmente che il lavoro sia diverso? Mi ci sono scontrato molte volte con questa domanda (e relativa risposta), sia nella mia attività di Ricerca e Selezione del Personale che nella gestione di portali web nei quali le aziende tentino di inserire questo tipo di offerta. Quando tento di spiegare e convincere l’azienda ad essere “onesta” e dichiarare esattamente di cosa si tratta, la risposta classica è: “ma poi non si candida nessuno!”. Ecco quindi spiegato il motivo. La mia contestazione è sempre stata “ok, si candidano certamente meno persone, ma consapevoli. Che senso hanno candidature di persone che una volta a colloquio, scoperto il vero lavoro, girano i tacchi, se ne vanno e poi parlano (giustamente) male della vostra azienda e magari lo scrivono su Facebook e nei Forum?”

La risposta solitamente è un “a colloquio siamo in grado di convincere anche coloro che credono di non poter fare questo lavoro”.

Ovviamente non è vero, non convincono e non convinceranno mai nessuno, semplicemente raccatteranno qualcuno che nella disperazione di una ricerca di lavoro accetta anche questo, ma svolgerà il lavoro male e per pochissimo tempo.

Non accetto e non ho mai voluto queste aziende come clienti. Ma la mia più grande soddisfazione è tuttavia essere riuscito a convincere numerose aziende pubblicare l’offerta in maniera onesta e scoprire che alla fine ne ha tratto enormi vantaggi. Perché vantaggi? Semplice: con una offerta “farlocca” trovo 20 candidati che quando scoprono il reale lavoro scappano nel 90% dei casi, me ne restano 2 e saranno anche poco convinti. Se invece l’offerta è onesta e parla del vero lavoro, ci saranno molti meno candidati, magari 5 volte meno, solo 4 persone. Ma saranno 4 persone motivate e consapevoli di voler fare quel lavoro (che all’annuncio farlocco non avrebbero risposto).

#2 Lavoro non pagato

Quando si inizia un lavoro da dipendente bisogna sempre pretendere un contratto, dal primo giorno. Specie se non si tratta di una azienda solida e conosciuta. Periodi di prova non retribuiti non esistono e non sono previsti dalle leggi. I contratti prevedono sempre il periodo di prova al loro interno. Quello che spesso accade è “ti assumo in prova una settimana, se vai bene ti faccio il contratto”. Poi la settimana diventa un mese o due o più, magari per coprire periodi di ferie e picchi di lavoro. Poi alla fine… tanti saluti.

È vero, aziende serie e conosciute non fanno questo giochetto perché il loro nome sarebbe presto “sporcato”, ma tante realtà farlocche o piccoli imprenditori, artigiani o professionisti senza scrupoli tentano con questo sistema di avere sempre forza lavoro gratis. Ovviamente accade solo con lavori di bassa professionalità e per i quali non serve una particolare formazione, altrimenti anche per il “non pagatore” il gioco non varrebbe la candela.

#3 truffa per furto identità

Ci sono in rete, che ci crediate o meno, delle offerte di lavoro che hanno come unico scopo farvi contattare e chiedervi documenti e codice fiscale. Perché? Per usare la vostra identità al fine di accendere prestiti, acquistare auto, comprare (senza pagare) oggetti su siti di ecommerce, vendere (senza spedire) prodotti online, etc…

Si tratta di furto di identità e questa si, è una vera e propria truffa (anche abbastanza grave). Per fortuna è facile evitarla, basta non inviare documenti e codice fiscale a nessuno che non sappiate esattamente chi è. In ogni caso le aziende serie non vi chiederanno mai un documento per email prima di un colloquio (se non per casi speciali ed in quei casi dovete assicuravi bene dell’identità dell’interlocutore). Ma non basta, spedire documenti in giro non è l’unico modo per farsi rubare l’identità. Bisogna anche fare attenzione ai propri dati inseriti in rete e sui CV che si spediscono.

A questo proposito consiglio una attenta lettura di un pezzo che ho scritto sull’argomento: Curriculum Vitae, i 6 dati da omettere per proteggere la privacy ed evitare brutte sorprese

In ogni caso non rispondete mai e poi mai ad aziende “anonime”. Diffidate sempre di annunci in cui non compare il nome di una azienda o agenzia di riferimento ma si presenta con “azienda leader nel settore” o “multinazionale assume”…

#4 truffa per invio denaro lavoro estero

Il copione è più o meno sempre il solito, da tantissimi anni. Annuncio di lavoro in cui si propone un lavoro all’estero (di solito negli USA) come cameriere, barista, spesso disponibile anche in coppia (ottima idea per sposi che cercano di emigrare). Il “colloquio” non c’è, si fa tutto per email, la proposta di assunzione è quasi immediata, ma (certo che c’è il ma) c’è da inviare i documenti e qualche centinaio di euro (o dollari) per il “disbrigo pratiche”. Dove? In una “ambasciata” americana in un qualche paese africano. Ovviamente all’indirizzo al quale si invia il denaro non vi è alcuna ambasciata, ma ci vive il truffatore. Cerco le forze dell’ordine avranno l’indirizzo, ma siamo certi che si riuscirà a far valere i propri diritti in Camerum o in Nigeria. Su Bianco Lavoro ho pubblicato una lettera di una persona che è stata agganciata con questa truffa ed ho raccolto email e testimonianze in questa pagina: Truffa lavoro in America tramite ambasciata Camerun e come potete leggere nei commenti, i truffati non sono poi così pochi.

Attenzione, in questo caso ti fregano i soldi ma anche i documenti che serviranno per un eventuale furto di identità.

#5 Truffa invio denaro per colloquio

Per fortuna in Italia è poco diffusa come truffa, ma va forte in UK ed altri paesi europei. Come truffa è elaborata e più difficilmente riconoscibile dalle altre, per cui fateci molta attenzione.

Il truffatore fa questo:

1) sceglie una piccola o media azienda realmente esistente e visita il sito web, ad esempio (sito inventato) industrialmachine224.com.

2) registra, spendendo pochi dollari, un dominio simile, tipo industrial-machine224.com, avendo cura di usare un servizio di protezione WHOIS affinché i dati del proprietario del dominio siano anonimi (non lo possono essere mai al 100% ovvio, ma per truffe da poche centinaia di euro non ci sono rogatorie internazionali ed azioni a livello mondiale per acciuffarli, per cui stanno tranquilli)

3) il truffatore nel dominio acquistato mette un redirect verso il vero sito dell’azienda e crea la email info@industrial-machine224.com

4) a questo punto pubblica offerte di lavoro, solitamente del tipo “sicurezza aeroportuale” o “impiegato in aeroporto” (dopo capirete perché) chiedendo di inviare il cv alla email creata. In questo modo riesce a “fregare” anche i più accorti, che evitano di inviare CV ad email anonime tipo gmail o libero. Solo con una attenta analisi (che vi garantisco non è immediata se già non si conosce questa truffa) ci si rende conto che il sito ha un redirect e la email quindi non è della vera azienda.

5) a chi risponde all’offerta il truffatore fissa subito il colloquio (in alcuni casi addirittura telefonicamente) e chiede un contributo di circa 150/200 euro (o sterline nel caso di Londra, dove ho avuto modo di verificare e studiare questa truffa). Perché? Dato che il colloquio si svolge in aeroporto i soldi servono per il pass di sicurezza per l’accesso.

Come dicevo prima è una truffa ben elaborata, poco diffusa in Italia (ma non abbassate la guardia) perché di solito i truffatori parlano molto bene inglese (quasi sempre sono in paesi africani o asiatici dove l’inglese è lingua madre o seconda lingua) ma difficilmente parlano l’italiano e quindi farebbero fatica nella comunicazione.

Mi ci sono personalmente scontrato quando ho iniziato a collaborare con aziende UK. Per fortuna avevo fatto una formazione apposita per individuare e neutralizzare questi tentativi, altrimenti vi garantisco che cascarci è davvero semplice.

#6 Truffa lavoro da casa fasullo

Lavorare da casa propria è il sogno di moltissime persone. Molti riescono a farlo con successo, ad esempio lavorando online come web marketer, scrivendo per blog e giornali online, lavorando come ufficio di segreteria virtuale, etc… Chi però non ha competenze specifiche e vuole a tutti i costi lavorare da casa diventa la vittima prediletta dei truffatori dei “kit da acquistare” per lavorare.

Funziona così: un annuncio di lavoro allettante che promette lauti compensi lavorando da casa. Facendo cosa? Imbustando piccoli giocattoli, confezionando collane di perline, colorando quadretti e chi più ne ha più ne metta. Al momento dell’offerta vera e propria il copione è sempre lo stesso, il datore di lavoro chiede un compenso per ricevere a casa con corriere il primo materiale per iniziare. La scusa di solito è che tanta gente riceve il materiale, non lavora e non lo restituisce. La verità è invece è che in gran parte dei casi l’obiettivo è vendere quel materiale e poi con tante scuse non pagare alcun compenso per il lavoro e far cadere la collaborazione.

Una delle truffette più “povere” che esistano, dato che al truffatore rende solo poche decine di euro e tante maledizioni.

#7 Catena di Sant’Antonio

Il Multivel Marketing, quello legale, è estremamente stimolante e democratico. Da a tutti la possibilità di lavorare, chi è bravo guadagna anche bene. I più noti e seri sono Herbalife, Amway, Avon etc..

Il funzionamento è la famosa struttura piramidale grazie alla quale il venditore può (oltre a vendere i prodotti) anche trovare altri venditori e prendere una percentuale sulle loro vendite. Questi venditori possono fare altrettanto. Di solito sono prodotti per il benessere e la pulizia, ma anche servizi web e tanto altro. Quasi sempre si richiede l’acquisto per poche decine di euro del primo “kit” per iniziare la vendita (ma in questo caso è una cosa lecita e normale, trattandosi di un lavoro in proprio ed il costo copre completamente il valore dei prodotti). Ma perché ho specificato “quello legale”?

Il Multilevel marketing è legale quando l’obiettivo del sistema piramidale è comunque la vendita ed al centro del business ci sono prodotti e servizi. È invece illegale (ed è a questo che bisogna fare attenzione) quando l’obiettivo è solo quello di trovare altre persone da inserire nel circuito ed a cui far pagare una “quota” di ingresso. Per semplificare funziona così:

  • “Se mi dai 50 euro ti do un sistema infallibile per guadagnarne immediatamente 150”
  • “Ma sei certo? Mi fido?”

  • “Certo fidati, anche io l’ho fatto e funziona”

  • “Ok, eccoti i 50 euro, come faccio ad averne 150 ora?”

  • “Semplice, ora vai in giro, trovi tre fessi e gli dici che se ti danno 50 euro gli spieghi un sistema infallibile per trasformarli in 150”.

In maniera un po’ “esasperata” ma il concetto è questo. Quando vi trovate di fronte ad una proposta di “Multilevel” valutate quindi se al centro vi è un buon prodotto o servizio valido oppure se vi si sta proponendo la classica “catena di Sant’Antonio” e l’obiettivo è solo la vostra quota di partecipazione.

#8 tangente per concorso o impiego pubblico

L’opinione comune della maggior parte di italiani è che per vincere un concorso pubblico sia necessaria la “raccomandazione”. Senza raccomandazione inutile anche partecipare, pensano in molti. Io non so se sia vero al 100% o sia una esagerazione (anche se oggettivamente va ammesso che il fenomeno è certamente diffuso), fatto sta che grazie a questa convinzione esistono dei truffatori che chiedono denaro (parliamo di cifre molto importanti, comprese tra i 10 ed i 40 mila euro) in cambio di una bella spinta ad un concorso oppure ad una assunzione in qualche società partecipata statale.

Alla fine del concorso o della selezione si scopre poi che era tutta una “balla” oppure che solo pochi “pagatori” sono stati presi (magari per caso, sarebbero stati assunti quindi anche senza pagare). Il problema di questa truffa è che il “truffato” è a sua volta un “truffatore”, pagare una tangente (di questo si tratta) per vincere una selezione pubblica è infatti (ovviamente e per fortuna) un reato. Per questo possiamo immaginare come i casi “noti” siano una minima percentuale rispetto al totale, proprio perché il “truffato” se ne guarda bene dal denunciare.

La trasmissione Le Iene ha smascherato svariate volte truffe del genere, ecco un paio di esempi:

50.000 euro per vincere il concorso nella Guardia di Finanza

Soldi per essere assunti al CONI

In questo caso evitare questa truffa è incredibilmente semplice: non pagate mai per una promessa di vittoria di un concorso pubblico. E ricordate che se lo fate e non lo vincete, non siete stati truffati, ma siete voi stessi i truffatori (se invece ottenete il lavoro siete comunque truffatori, ma vi è andata bene…)

#9 approccio sessuale

Di solito l’annuncio non nasconde di rivolgersi a candidate di sesso femminile, di bella presenza, giovani e “disponibili”. Si offre posizione di segretaria, assistente del “direttore” o semplice addetta alle pulizie. Altre volte si offre una carriera nel mondo dello spettacolo. Al colloquio il “selezionatore” ci prova in maniera più o meno esplicita. Quasi sempre il colloqui si fa al bar o in hotel, molto raramente in una vera azienda. Facile da individuare come annuncio e certamente a colloquio, tuttavia alcune ragazze un po’ per ingenuità ed un po’ perché la voglia di lavorare è troppo forte, si convincono che alla fine il lavoro ci sia davvero e non ci danno quindi un taglio “immediato”. Fate attenzione, i segnali sono evidenti e forti, non date alcuno spazio a queste persone. Ecco un bell’esempio ben documentato da Le Iene

#10 lavoro riciclaggio denaro

La truffa in questo caso non è ai danni del potenziale lavoratore (che diviene anch’esso truffatore) ma ai danni dello Stato e della comunità. Il truffatore adesca , con la scusa di un lavoro, un candidato qualsiasi. Per email spiega che il lavoro consiste nel “ricevere” sul proprio conto corrente delle somme di denaro da conti esteri e “girarle” ad un altro conto, trattenendone una piccola percentuale come suo compenso. Un semplice lavoro di “contabilità e finanza” insomma.

Ovviamente questi soldi sono frutto di evasione o altre attività illecite e criminali, questo non viene espressamente detto al “lavoratore” anche se con un minimo di logica dovrebbe immaginarlo. I soldi transitano sul serio e la percentuale viene trattenuta davvero, garantendo al “neo-assunto” un guadagno. Ecco perché in questo caso non si parla di “truffato” ma di “truffatore” lui stesso. Di solito quando il gioco viene scoperto si difende dichiarando che non sapeva che fosse qualcosa di illecito.

Facile non cadere nella trappola, resistere alla tentazione del facile guadagno, non far mai e poi mai transitare denaro di dubbia provenienza sul proprio conto corrente.

#11 Lavoro solo previo corso a pagamento o stage

Lavoro a tempo indeterminato, lauto compenso, ambiente di lavoro competitivo e piacevole, il lavoro dei tuoi sogni, ma prima devi frequentare un bel corso di formazione a pagamento. Oppure (nel migliore dei casi) devi fare uno stage di sei mesi non retribuito.

Attenzione, non c’è nulla di male negli stage e nei corsi a pagamento, ci mancherebbe altro. Ciò che condanno e qualifico come “truffa” in questo caso è la promessa di lavoro certo (che di solito non arriva) legata a corsi a stage.

Attenzione a queste offerte. Di solito troviamo un titolo che sembra una normale offerta di lavoro (del tipo “segretaria di studio medico”) e poi nel testo qualcosa del tipo “previa frequentazione di corso di formazione del costo di…” o peggio ancora senza specificare nulla a proposito ma proponendolo a colloquio.

Morale: le aziende serie quando si fanno carico di stagisti, mettono immediatamente in chiaro che potrebbe esserci una assunzione nel futuro, ma non è per nulla garantito né probabile. Starà poi agli stagisti valutare. Stessa cosa per i corsi di formazione, vanno pagati e frequentati solo se sono validi e formano per davvero, mai e poi mai perché è stata “promessa” una assunzione.

Se anche tu hai subito una truffa (o una tentata truffa) o ne sei testimone, non esitare a raccontarmi la tua storia!




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