L’insufficiente qualità del lavoro e le pessime condizioni dei lavoratori

La qualità del lavoro scarseggia sempre di più, questo costringe milioni di persone ad accontentarsi di qualsiasi tipo di lavoro e spesso a lavorare in condizioni pessime senza garanzie e legittimazioni. Questo quanto afferma in Rapporto Oil.

L’insufficienza della qualità del lavoro aumenta e costringe sempre più persone ad accettare pessime condizioni di lavoro pur di vivere. Questo lo scenario che l’Oil ci consegna.


La qualità del lavoro

Tra i diritti di ogni essere umano c’è quello di poter lavorare. Tuttavia, oggi non solo molti si vedono rubare tale diritto, in quanto la disoccupazione è un grave problema, ma ancor peggio, molti si trovano a dover accettare pessime condizioni di lavoro. Problema ancor peggiore è la mancanza di lavori dignitosi, che rispettano il lavoratore stesso e la sua dignità. Non manca soltanto il lavoro, manca soprattutto la qualità del lavoro. Secondo il rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) agenzia specializzata dell’ONU, il problema principale, a livello globale, è la scarsa qualità del lavoro, che porta milioni di persone ad accettare qualsiasi condizione di lavoro.

Il rapporto sulla qualità del lavoro dell’Oil

Il rapporto redatto dall’Oil, prende il nome di “Prospettive occupazionali e sociali nel mondo: Tendenze 2019” (World Employment and Social Outlook: Trends 2019 – WESO). Questo ha sottolineato come nel 2018 la maggior parte dei 3,3 milioni di lavoratori al mondo, lavorava in condizioni inadeguate per quanto riguarda sicurezza economica, benessere e pari opportunità. Inoltre, se da un lato c’è stata una lieve diminuzione della disoccupazione, dall’altra è aumentata la scarsa qualità del lavoro stesso. Insomma, il lavoro è aumentato ma la sua qualità per niente. Il rapporto dell’Oil, mette in luce tutta una serie di deficit legati al lavoro dignitoso che scarseggia. Di questo passo, l’obiettivo di realizzazione di un lavoro dignitoso per tutti, sarà impossibile per molti paesi. L’obiettivo non è solo quello di aumentare l’offerta di lavoro, ma anche quello di garantire lavori dignitosi, alzandone la qualità.

Nuovi modelli di business che minacciano la qualità del lavoro

Ci sono nuovi modelli di business che minacciano la qualità del lavoro. In particolare, il rapporto Oil si riferisce a modelli business concepiti dalle nuove tecnologie. Questi modelli di lavoro, vanno spesso a minacciare la qualità del lavoro, compromettendo i labili risultati raggiunti nel mercato del lavoro per quanto concerne il miglioramento del lavoro in economia formale, della sicurezza del lavoro, la protezione sul lavoro etc. Damian Grimshaw, Direttore della ricerca all’OIL, ha dichiarato che avere un lavoro non sempre garantisce l’avere una vita dignitosa. 700 milioni di persone, pur lavorando, vivono in condizione di povertà estrema o moderata. Dati che ci fanno pensare su com’è la situazione del lavoro a livello globale, e come ci siano ancora molti paesi “arretrati” da questo punto di vista.

Differenza di genere, stipendi bassi sono solo alcuni problemi

Il Rapporto evidenzia come, ad oggi, ci sia una grande differenza di genere nella partecipazione alla fora lavoro. Meno le donne che lavorano rispetto agli uomini. Si parla di un 48% delle donne, contro un 75% degli uomini. Sono soprattutto le donne ad essere sfruttate nel mondo del lavoro, almeno più degli uomini. Persiste anche il lavoro informale, con circa 2 miliardi di lavoratori nel mondo. Ed ancora, più di un/a giovane su 5 con età inferiore ai 25 anni, risulta non essere occupato e neanche in istruzione o formazione. Inoltre, molti sono i lavori che rilasciano ai dipendenti una paga minima, spesso anche troppo, non tenendo in considerazione il rapporto quantità di ore lavorative e quantità di denaro in busta paga.

La situazione italiana

La situazione italiana legata al lavoro non è delle migliori, come confermato da ormai diverse ricerche e studi, come quello dell’Ocse, che ha letteralmente bocciato il mercato del lavoro italiano. In Italia non solo scarseggia il lavoro, ma soprattutto la qualità è quella che manca. In ambito occupazione, l’Italia è tra i peggiori paesi, con problemi legati a stipendi bassi, disoccupazione, differenze di genere etc. Scarsa la qualità del lavoro, a differenza di paesi come la Danimarca, dove i tassi sembrano essere ottimali, con la paga oraria che si mantiene sui 29,8 dollari. Anche se la crisi sembra essere passata, comunque il lavoro in termini di qualità non migliora.

Un piccolo progresso

In tutto questo scenario negativo, ci sono alcune aree dove si sono raggiunti piccoli progressi. In molti paesi si è avuto un calo dei livelli di disoccupazione, nel corso di alcuni anni. Negli ultimi 30 anni si è avuta anche la riduzione della povertà da lavoro, in particolare nei paesi a reddito medio, con un aumento della popolazione che partecipa all’istruzione e formazione. Ovviamente c’è ancora molto da fare a livello globale per migliorare la situazione legata alla povertà ed al lavoro stesso. Speriamo in un futuro migliore.




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