Curriculum, tutti gli aggettivi da non inserire

Scrivere un buon curriculum correlato ad una buona presentazione può senza dubbio rappresentare un passo decisivo nella scelta del selezionatore. Molto spesso però, per ‘descriversi’ si ricorre ad aggettivi poco consoni, rischiando di rendere un curriculum professionalmente meno interessante. Quando si parla di profili professionali non si può fare a meno si citare LinkedIn, che ad oggi raccoglie circa 259 milioni di utenti in tutto il mondo. Secondo Nicole Williams di Linkedin, rendere professionale il proprio profilo è un passo decisivo per avere successo nel mondo del lavoro. Se ci si confonde tra la massa, e non ci si differenzia arricchendo il profilo di foto, video e presentazioni varie, si rischia di non emergere.


Linkedin dunque, permette di riassumere le proprie esperienze e fare un quadro delle proprie caratteristiche. Esistono però parole da non usare mai sul profilo Linkedin, perché talmente abusate da essere considerate addirittura un elemento negativo dai selezionatori del personale. Ad esempio nel 2011 e 2012 il termine più utilizzato era stato “creativo”, la parola modaiola per eccellenza dell’anno che sta per concludersi è stata “responsabile”, usata il doppio delle volte di “strategico”, che segue in seconda posizione, mentre la creatività è scivolata al terzo posto, giusto un gradino sopra l’efficienza. Secondo Williams, ad esempio, per definire il brand di un determinato marchio non bisogna mai usare aggettivi il cui contrario è evidentemente negativo. Esempio: nessuno si descriverebbe in un profilo professionale come “statico”, quindi perché usare la parola “dynamic” (che è infatti una delle prime da evitare)? Fondamentale sarà quindi controllare se sul vostro profilo, e in particolare nel riepilogo, sono presenti queste parole e magari  sostituirle subito con qualcosa di più preciso e originale.

Ecco quindi la classifica degli aggettivi più ricorrenti a livello mondiale: “responsabile”, “creativo” ed “efficace” che, aggiunti ad “analitico”, sono poi anche gli unici presenti nella lista 2012, dalla quale sono invece usciti “sperimentale”, “motivato”, “multinazionale” e “specializzato” per far posto a “strategico”, “paziente”, “esperto”, “con abilità organizzative”, “intraprendente” e “innovativo”, che sono state le new entry dell’anno. Gli esperti di LinkedIn raccomandano che al tempo stesso sono da evitare anche le forme positive corrispondenti, perché rischiano di risultare vuote e banali. Molto meglio dimostrare le proprie competenze con qualche esempio concreto.



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