Linguaggio del corpo mal interpretato, esperienza reale

Nell'ambito della mia attività di ricerca e selezione del personale, mi capitò di inviare a colloquio presso un'azienda cliente una candidata validissima, si chiama Sara, che aveva lavorato con ottimi risultati in altre aziende in cui la avevo proposta. Si trattava di una mansione per impiegata commerciale estero; dopo il colloquio, la responsabile di selezione dell'azienda mi chiamò dicendo: “Come curriculum e preparazione va benissimo, ma ha avuto un tic nervoso all'occhio ed alla mascella che mi fa dedurre che nelle situazioni di stress non ce la fa a reggere; tale tic è anche indicatore di difficoltà a relazionarsi con colleghi e superiori e segnale di come la candidata si senta inadeguata al ruolo da ricoprire”.

Tale analisi mi lasciò davvero perplesso, per prima cosa poiché conoscevo la candidata ed in precedenza la avevo anche accompagnata a dei colloqui in grosse aziende, dove si era presentata egregiamente e senza alcun tic… inoltre pur credendo nella scientificità e buon utilizzo che si può fare delle tecniche di analisi del “linguaggio del corpo”, una “diagnosi” così dettagliata non la avevo mai sentita nemmeno dal dr. Cal Lightman del serial Lie to me

Non conoscevo bene la responsabile di selezione e non ero convinto di potermi “fidare” della sua analisi. L'analisi del “linguaggio del corpo” è un insieme di tecniche difficilissime di studio del candidato attraverso la gesticolazione, la postura, la posizione degli arti, etc… pochissimi sono in grado veramente di mettere insieme decine di segnali ed interpretarli, ma molti ci “provano” o (peggio ancora) hanno la pretesa grazie ad un singolo “atteggiamento” di aver saputo analizzare carattere, ambizioni, determinazioni ed anche “serietà” dei loro candidati (del tipo: aveva le braccia conserte, quindi dimostra chiusura, non va bene!!! oppure: non mi guarda negli occhi, quindi indice di insicurezza, scartato!!! ).

Dato il buon rapporto con la candidata decisi di parlargliene, anche per capire cosa poteva essere successo. Quando si presentò nel mio ufficio notai subito il tic (perbacco… almeno su questo la selezionatrice aveva ragione). Senza mezzi termini le dissi esattamente quella che era stata l'analisi della selezionatrice dell'azienda e mentre le parlavo spalancava in maniera graduale gli occhi… quando finii lei era tra il riso ed il pianto e poi (per fortuna il riso prevalse) confessò “Ma quale tic… è che ho avuto un'operazione dal dentista l'altro ieri e questo è l'effetto dell'anestesia, dura 3 o 4 giorni al massimo”.

Ed ecco sfasciarsi il castello psico-analitico della nostra selezionatrice… mi feci una bella risata anche io e pensai subito al da farsi!

Dire la verità alla selezionatrice? Una cosa del tipo: “Non è un tic, non ci hai capito nulla, hai fatto un'analisi approfondita e sei arrivata a delle conclusioni su una cosa che è tutt'altro! Rifalle il colloquio lasciando perdere l'analisi del linguaggio del corpo, perché tanto non sei capace!” Nooo!!! Non se ne parla proprio. Stavolta mi improvvisai io psicologo e valutai che dicendo la verità ad una persona così convinta di sapere il fatto suo non avrebbe assolutamente ottenuto l'effetto di farla tornare sui suoi passi e rimediare. E così la assecondai, la chiamai al telefono e le spiegai che avevo parlato con la candidata, Sara si era in effetti emozionata data l'importanza dell'azienda e la professionalità che dimostrava la selezionatrice e l'ambiente di colloquio, ci teneva molto a quel lavoro ed in effetti temeva di non essere all'altezza di un colloquio tanto professionale. Però è una ootima professionista nel suo lavoro ed una seconda opportunità ora che il “ghiaccio era rotto” sarebbe opportuno dargliela, perché non scheduliamo un secondo colloquio tra tre o quattro giorni?

Mi parve addirittura lusingata dei complimenti sulla professionalità e la convinsi a concedere a Sara il secondo colloquio.

E così fù. Il “tic” sparì davvero dopo un paio di giorni ed a colloquio si presentò in forma e molto preparata come sempre.

La selezionatrice mi chiamò al telefono per confermare che anche il titolare (cui la volta precedente lei aveva negato il colloquio) la aveva incontrata ed era rimasto soddisfatto e si poteva partire con il contratto. Mi confermò anche che le mie intuizioni erano giuste, la ragazza non aveva più il tic, ma mi spiegò anche che era molto meritò suo che aveva studiato delle tecniche per metterla a suo agio e farle dare il massimo di se. Le feci allora i complimenti.

Oggi (sono passati diversi anni) Sara lavora ancora lì ed ha fatto una certa carriera, la selezionatrice dopo un annetto ha cambiato completamente mestiere.

Perché ho raccontato questa storia? No, non è per dire in maniera nuda e cruda che ci sono selezionatori incapaci, ci mancherebbe altro, come in tutti i mestieri ci sono ottimi professionisti (la maggior parte in questo caso) e ci sono tanti che invece si improvvisano, non serve alcuna “storia” per dimostrare questo.

In realtà mi è tornato alla mente questo episodio un paio di settimane fa, quando ho scritto l'editoriale Le faremo sapere, ragionando sui tanti vantaggi che possono esserci in un rapporto aperto in fase di selezione. Se non avessi ben conosciuto Sara e fossi stato convinto che in ogni caso non avrebbe preso male quelle che erano le valutazioni, non avrebbe avuto la “seconda possibilità” ed avrebbe perso un'occasione che poi si è dimostrata importantissima per la sua vita.

E quindi? È possibile riuscire a mettere in pista delle tecniche per ricevere dei feed-back e valutare? A qualcuno è mai capitato di avere il sentore di essere stato scartato da una selezione per motivi che sarebbero invece potuti essere chiariti parlandone?

Graditi commenti ed opinioni.

editoriale di Marco Fattizzo, direttore di Bianco Lavoro

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COMMENTS

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  • Paola 5 anni

    No guardi, i selezionatori capaci purtroppo sono una minima parte. Sono molti molti di più quelli incapaci di valutare. Come candidata mi è capitato spesso di trovarmi in situazioni davvero imbarazzanti. Giusto per ricordarne alcune in ordine sparso: in una famosa società di selezione di personale qualificato mi sono trovata ragazzini neo-laureati che non avevano idea di cosa davvero si facesse in un’azienda, in una società di lavoro interinale mi sono sentita dare consigli del tipo “dovrebbe vestirsi in modo meno formale” (ad un colloquio di lavoro?), per non parlare dei piccoli imprenditori e dei dirigenti di settore per nulla formati per selezionare personale. E per motivi di riservatezza non le racconto cosa ho letto nelle schede dei candidati quando ho lavorato nell’ufficio del personale di una grande multinazionale, ma le assicuro che c’era da mettersi le mani nei capelli… Molta attenzione alla forma, agli aspetti marginali, e poca alla sostanza. (Ora telelavoro, che grande libertà! Posso indossare anche un pigiama e avere tutti i tic di questo mondo e nessuno mai se ne preoccuperà!) 

  • fede 5 anni

    Non mi stupisce affatto che l’Italia sia un paese caduto così in basso in tutti settori.C’è una gran prevalenza di persone mediocri che ricoprono ruoli di potere e comando, ed hanno la presunzione di giudicare i loro simili ed influire sulla loro vita:E’ ovvio che non hanno nessuna percezione della superficialità del proprio operare, o se c’è l’hanno siamo di fronte a persone ciniche che godono a vedere i propri simili scivolare nel baratro.

  • Nina 5 anni

    che figata quest’articolo…

    per esperienza personale però devo dire che di selezionatori attenti come te, durante i miei diversi anni di ricerca lavoro non ne ho incontrati molti…

    le fasi delle selezioni sono state spesso veloci, approssimative e con persone realmente poco professionali..

    infatti spesso mi sono chiesta se chi sceglie di fare questo lavoro in realtà capisca che  le sue decisioni incidono sulla vita delle persone…e tanto..

    quella del selezionatore è una figura che andrebbe ben esaminata, nelle interinali in particolare invece c’è da spaventarsi..

      

  • Alicchio74 5 anni

    Si certo che ho avuto sentore ma mi spieghi chi avrei potuto chiamare se fosse successo a me la stessa cosa? La selezionatrice? E che cosa gli avrei spiegato, che è l’anestesia che mi fa avere il tic? Non credo sia cosi sempice avere una seconda possibilità.

    Alessandro

  • Ia sola idea di “selezione” mi fa francamente inorridire!Andate tutti a fare un lavoro, magari un lavoro vero, anzichè impinguarvi su quello degli altri.Non si sarebbe mai dovuto delegare a falsi intermediari del lavoro un elemento tanto importante della vita delle persone. Siete come quelli che “aggiungono la puzza al metano”.Ci sarà un motivo se il costo del lavoro è così alto e io penso che, come in ogni altro settore, ogni intermediazione aggiuntiva non faccia che gravare di costi impropri l’oggetto della intermediazione stessa.Saluti e auguri.Franco Masetti

    • Carmelo Pec 5 anni

      Sinceramente non mi trovo daccordo sul tuo intervento, la selezione in azienda degna di essere chiamata tale è cruciale.
      E’ importante scegliere i collaboratori, ne và del buon andamento dell’azienda.
      Se, per esempio, un lavoro qualsiali manuale, magari assumi una persona che non ha manualità o peggio non sà per niente lavorare. Diventa un investimento perchè devi prepararlo e se il soggetto acquisisce il lavoro va bene, ma se non riesce oppure è completamente negato, finisce che ci hai rimesso solo i soldi dello stipendio..
      Queste cose le capisci solo facendo selezione, altrimenti vai allo sbaraglio e le aziende che pensano così non hanno vita lunga.
      P.S. La Puzza al Metano, spero che tu sappia che si aggiunge per motivi di sicurezza, dato è come l’acqua cioè inodore, incolore e insapore.
      La differenza è che con l’acqua si vive, con il metano si muore e si muore anche dolcemente questo è il problema se non senti la “puzza” rischi di passare all’altro mondo…

  • Massimiliano Stradi 5 anni

    A mio avviso è molto interessante questa vicenda perchè offre spunti su cui riflettere, e ciò pure dai commenti riportati sotto, anche se non sapendo rispondere direttamente alle domande del Direttore, io che per altro preferisco scrivere piuttosto che parlare (e dunque è facile immaginare quanto disastrosi siano stati i miei colloqui di lavoro), rischio di andare fuori tema; ma vorrei almeno distinguere tra selezionatore e psicologo, che ritengo mestieri differenti (seppure immagino la psicologia essere uno strumento per capire le persone), anche con obiettivi distanti, obiettivi che sarebbe meglio non tradire. E a me dispiace che per un errore (per quanto grave possa essere, ma, almeno in questo caso, rimediato) la responsabile della selezione abbia rinunciato a quel lavoro, in quanto sono proprio quelle le occasioni da cui si può imparare, … a meno che non si abbia (anche solo inconsapevolmente) l’intenzione di , come dire, … , “sfoltire” la popolazione italiana (e magari tentare in altre situazioni). Ma in fondo anche quella ipotetica mentalità si può cambiare!
    Sperando che il buon senso, e nel caso di Sara, buon senso riparatore, diventi quotidianità, ringrazio e saluto.

  • Claudiomaggio 5 anni

    Penso che il fatto qui descritto rappresenti solo in minima misura gli errori di interpretazione e valutazione di candidati a qualsiasi titolo e livello in cui incorrono i certo non infallibili selezionatori, e che venga a rendersi palese solo per la grossolanità della cosa e per la volontà del Direttore di Bianco Lavoro di renderlo pubblico.
    Ma il problema è molto più ampio, ed investe l’intero concetto di selezione del personale.
    Sarebbe interessante avere dati statistici reali sugli errori di valutazione in cui tali specialisti incorrono nel corso delle proprie valutazioni, molte volte schermati dal cosidetto “non interesse” da parte dell’azienda.
    A mio avviso le società in cerca di candidati diventano ogni giorno più pigre e forse meno disponibibili a valutare in prima persona le candidature, assumersi la responsabilità di capirle ed anche di rifiutarle quando non corrispondenti alle proprie  aspettative.
    Per contro i selezionatori, cui il compito una volta svolto dalle aziende è stato ormai demandato, si arrogano la decisioone di intepretare le capacità dei candidati attraverso sintetici schemi di valutazione che assomigliano più ad un’equazione matematica che ad un’analisi davvero complessa ed approfondita degli stessi, e delle proprie capacità operative reali.
    Siamo certi che l’analisi diretta da parte dell’azienda avrebbe portato alla scelta dello stesso candidato ???
    Per quanto sia vero che alla fine comunque la ricerca generi un posto di lavoro, sono convinto che i criteri di valutazione dei candidati siano molto lontani dalle realtà aziendali che, da imprenditore quale sono stato fino a pochi mesi fa, ritengo difficili da condensare in questionari e test attitudinali, nei quali la prima domanda da aggiungere a questo punto, dovrebbe essere volta a capire se il candidato è andato dal dentista il giorno prima del colloquio con la selezionatrice.
    Saluti.

  • damarte.com 5 anni

    Carissimo Dott. Fattizzo, ho letto l’articolo e lo trovo assolutamente calzante anche a situazioni vissute personalmente da candidato. Purtroppo trarre conclusioni a dir poco affrettate, anche in chiave professionale fa’ ormai parte del modo di vivere, ritenuto ahime’ un atteggiamento molto alla moda. Si va’ sempre di fretta anche quando la fretta non c’e’…  fretta che unitamente a scarsa responsabilita’ e magari incapacita’ di analisi razionale della situazione e del comportamento portano quasi sempre a giudizi “forzati”, basati quasi eslusivamente su proiezioni a dir poco, se non veri e propri pregiudizi. L’inefficacia del processo viene testimoniata oggettivamente dal degrado del livello di professionalita’ che pervade le nostre vite un po’ in ogni settore e se il caso da lei menzionato fa’ quasi ridere per la grossolanita’, ve ne sono tantissimi altri che in modo piu’ sfumato ne ricalcano tuttavia la sostanza finendo per condizionare pesantemente le vite di tutti noi.

    Cordiali saluti.
     

  • Pompiliap 5 anni

    Purtroppo questa è una realtà molto diffusa. E dirò di più, le solite selezioni sono tanto per, non hanno niente a che fare con la vera e propria selezione. Nel caso dei call center, si accettano candidature da tutte le persone e si assumono quasi tutti, tanto li tengono per 10 – 15 giorni poi li mandano a casa, a volte anche senza pagarli. Io mi chiedo: qual’è la ragione per girare centinaio di persone nel arco di un mese? Chi sta ingannando a chi? Pompilia

  • Fortunatoferrali 5 anni

    Carissimo Dottor Fattizzo,

    La vicenda che Lei espone è estremamente rappresentativa, specialmente per chi come me ed i molti altri che come me, devono 
    sostenere colloqui di assunzione per essere assunti  e, successivamente, devono a loro volta, nello svolgimento della propria attività professionale, sottoporre futuri collaboratori a colloquio  d’assunzione.

    Anagraficamente appartengo alla “vecchia guardia” , quella che ha avuto l’opportunità di “fare carriera”  con un semplice diploma e tanta voglia di fare, senza lauree e Master internazionali, titoli e percorsi che però, specialmente dopo aver raggiunto un certo livello di carriera, ti rendi conto  potrebbero essere di  grande supporto  per gestire al meglio la funzione alla quale si è  delegati.

    Scatta quindi la giusta necessità di investire in se stessi e nella propria formazione frequentando corsi e seminari mirati a
    specifiche tematiche, che molto spesso, per la loro tecnicità non tengono assolutamente conto del fattore umano, precludendo
    talvolta una visione d’insieme, indispensabile per una corretta gestione, ed in questa fase mi riconosco nella selezionatrice di
    cui Lei ci parla e mi vengono in mente alcune situazioni di vario genere, da me così profondamente analizzati da essere poi
    affrontate in maniera superficiale……..

    Quello che voglio dire è molto semplice, e mi permetto di dirlo dopo 35 anni di attività professionale dedicata alla gestione
    di uffici  e reti commerciali:

    – nel mondo del lavoro c’è pochissimo rispetto della persona in quanto tale; il candidato per una posizione è visto in fase di selezione, specialmente dagli impiegati delle agenzie interinali e dai selezionatori interni alle aziende, non come essere umano,
    ma come parte della funzione o della mansione che andrà a svolgere, disinteressandosi completamente alla persona in quanto
    tale che sta davanti: se la selezionatrice di cui sopra avesse avuto il minimo rispetto per la persona che aveva davanti, in presenza di atteggiamento di disagio/sofferenza avrebbe chiesto con gentilezza se tutto era a posto, e sicuramente  la candidata avrebbe parlato del piccolo intervento al quale si era sottoposta…….   

    – i titoli accademici e la preparazione astratta sono molto utili, ma quando  si  interagisce con esseri umani, a qualsiasi livello
    sarebbe cosa buona avere l’umiltà di cercare di capire chi abbiamo di fronte senza prevaricare in virtù di presunte competenze
    o di ruoli e/o posizioni gerarchiche…..

    La scelta di un nuovo collaboratore non è mai facile: al di là delle competenze e delle attitudini  occorre tenere conto della
    attitudine all’inserimento nel gruppo di lavoro pre-esistente ed alla compatibilità personale….  il 100% non è mai garantito,
    quindi, una volta verificata l’attitudine a ricoprire un certo ruolo, meglio lasciare da parte gli algoritmi e dare spazio anche 
    alla spontaneità,…. “al cuore” 

    Con Stima 

    Fortunato Ferrali   

  • Fabiodal66 5 anni

    Psicologi! Mandarli tutti a lavorare! Vorrei citare un episodio che nulla ha a che fare con il mondo del lavoro, ma riflette quanta sia la mia considerazione e stima nei confronti della psicologia.
    Quando ero piccolo (dall’età di 6 anni circa) volevo vestire sempre di nero, disegnavo tutti vestiti di nero e ammiravo le auto nere. Fossimo stati negli anni 2000 mi avrebbero fatto interrogatori a scuola, sarebbero stati interpellati psicologi e assistenti sociali, che avrebbero dedotto che fossi vittima di abusi e violenze all’interno della famiglia e i miei genitori sarebbero stati processati. Se qualcuno si fosse sognato di chiedere a me il motivo di questa ‘visione in nero’, avrei semplicemente spiegato : all’età di 6 anni (appunto) andai al Luna Park con mio fratello di 6 anni più grande, mi portò sull’autoscontro (di cui andavo pazzo) ; mi disse però di aspettare che si liberasse una delle vetture colorate, poiché sulle due vetture nere non sarei potuto salire a causa della mia tenera età (mi disse che erano le più veloci ed erano riservate ai più grandi in quanto più ‘rischiose’). Sarà stato forse il sentimento di sfida, comprensibile in un bambino in crescita, i giorni successivi insistetti tanto fino a che riuscii a farmi accompagnare su una vettura nera (che si rivelò tale e quale alle altre). Da allora un’irresistibile fascino verso il colore nero, che ancora oggi mi accompagna senza traumi o paure dell’ignoto.
    Ciò che voglio dire è : la psicologia non è una scienza esatta, ma una fede; non c’è nulla di dimostrato. Perché dare retta a tanti ciarlatani che vogliono in cinque minuti pretendere di capire un cervello che si è costruito in 30 anni? Il bello è che a volte persino nei tribunali questa gente ha potere di vita o di morte di una persona!

  • Valentina 5 anni

    Inizio con il considerare che selezionare un elemento avente specifiche caratteristiche non è affatto una cosa da poco. Ci sono molti aspetti che un selezionatore deve considerare e niente e nessuno può dargli la certezza, sul momento, che la persona che sta selezionando sia quella giusta. Quindi, alla luce di questo, il selezionatore non può permettersi di ignorare tutti quei segnali che, già al momento del colloquio, gli si presentano davanti. Considerando la situazione in esame, penso che la visione di un tale “comportamento” avrebbe condotto in una valutazione errata qualsiasi selezionatore, poiché, nella più elementare, o anche spicciola, psicologia, il tic nervoso è considerato sintomo di nervosismo, o di irrequietezza, come anche di ansia o addirittura come un segnale di inadeguatezza. A parer mio, il candidato avrebbe dovuto informare il selezionatore che la sua condizione era solo momentanea, poiché questo il selezionatore non avrebbe potuto saperlo e che, OVVIAMENTE, l’avrebbe indotto a conclusioni sbagliate.
    Questo il parere di una semplice segretaria.
    Valentina (valedig@alice.it).
    Saluti.

  • Nicolamosca 5 anni

    ma almeno a lei è stata chiamata per un colloquio. Sono mesi Che faccio domanda per lavoro senza riscontri.

  • Almanisa 5 anni

    pregiudizi ..li fanno solo gl’ignoranti,le persone intelligenti sanno che siamo tutti unici,nn è x questo mondo altrimenti nn ci sarebbe la disoccupazione

  • Tamara 5 anni

     Sara è stata veramente fortunata. Però cosa fare se neanche non si può arrivare al punto di fare un colloquio. Sono madrelingua russa ed Ucraina ho risposto a tanti annunci dove ricercavano commerciali in madrelingua russa. Come mi hanno detto in un’agenzia, ho troppi anni, ma da per tutto vogliono i giovani. Cosa fare a 58 anni, solo pulizie o babysitter?

  • Manusiena 5 anni

    a volte la prima impressione non è quella che conta , spesso le nostre sicurezze ci falsano la realtà.Bisognerebbe farsi delle domande e farle sopratutto .Anche a me è successa una cosa del genere, con il risultato che dopo due anni mi sono ripresentata e sono stata assunta con un contratto a tempo indeterminato solo dopo 6 mesi di contratto a progetto, nessuno dei 15 dipendenti aveva un tale contratto , il mio titolare ha dovuto fare il contratto anche agli altri , a tempo determinato però. Non ho mai capito cosa fosse successo, con il mio titolare non ne abbiamo mai parlato , credo dipendesse dalla mia professionalità per la quale mi ero impegnata .

  • Carly Pad 5 anni

    Sara e stata fortunata avere il supporto e la professionalità di una persona cosi preparata come lei, io invece no, dopo 2 colloqui preliminari con capo del personale ed il titolare dove e andato tutto bene, ed erò rimasta unica dopo questi 2 colloqui averi dovuto avere un ultimo colloquio finale con 2 selezionatrici diciamo professionali che avrebbe dovuto valutare mio comportamento e linguaggio del corpo, secondo loro una persona che si presenta in jeans e pullover non è adatta a fare la segretaria commerciale (poi visto che era inverno e molto freddo, sinceramente non pensavo che avrei dovuto vestirmi diversamente, poi non ho vestiti firmati o altre cose diciamo belle come loro potevano considerare, sono una persona semplice con vestiti semplici), Curriculum, preparazione e determinazione tutto perfetto, PERò mal vestita è non ha fatto una bella impressione alle 2 ragazze che non avevano più di 23 anni…  

  • Dipace1983 5 anni

    Non servono commenti, ma solo una lista quasi infinita di nomi che potresti aiutare.

  • Tiziana 5 anni

    salve, si mi è capitato anche a me, feci un colloquio per fare ” l’addetta alle pulizie”. Entrai nel suo studio gli strinsi la mano (una bella stretta di mano) mi sedetti bella composta e incominciò a leggere la domanda di assunzione che ci fece compilare la segretaria intanto che aspettavamo che finissero gli altri colloqui , ad un certo punto arriva alla domanda  ( per me il tasto dolente) <> e io gli risposi, da li è incominciato il terzo grado, ma come fai se i bambini si ammalano o se hanno qualche problema ecc… e involontariamente (forse ho sbagliato) o cambiato posizione e ho appoggiato una mano sotto al gomito e l’altra sulla guancia (l’ho fatto credo perchè mi stavo chiudendo a riccio e ho pensato ecco ci risiamo) e me ne sono accorta troppo tardi, poi un’ altra domanda <> e io <>, lui <> e io <> finito il colloquio, mi chiede di fare una fotocopia dei miei documenti, li la mia percezione è che avevo ottime possibilità di essere assunta, mi disse che dovevo aspettare un ventina giorni, gli ho aspettati tutti ( anche se ho messo le mani avanti e cercavo comunque altri lavori) ho chiamato dopo un mese chiedendo se avevo la possibilità di essere assunta o era meglio lasciar perdere, la risposta della segretaria è stata <> il mondo mi è crollato addosso e sicuramente è stato perchè ho dei bambini perchè si è soffermato più tempo su quella domanda che sul resto e ho pensato adesso avere figli deve essere una colpa? se cerco un lavoro comunque serale, vuol dire che i bambini sono con il papà o con i nonni ( come gli avevo fatto notare), non all’asilo o a scuola che comunque in caso succedesse qualcosa devi “abbandonare il lavoro” e poi credo che se una mamma sta cercando lavoro vuol dire che ne ha veramente bisogno devo dire che la mia insicurezza che già mi porto dietro da quando sono nata è aumentata e mi dispiace 

    • Makee 5 anni

      Sfortunatamente in Italia essere donna, avere un ragazzo, convivere o essere mamme di bambini piccoli è una colpa.
      Spero che l’attuale situazione si possa evolvere. Ho fiducia, ma a lunghissimo termine!

      • Tiziana 5 anni

        è un’ ingiustizia però, anche se mi sono messa il cuore in pace, mi fa sentire piccola come una formica, ma purtroppo il mondo gira al contrario e io non ci posso fare niente, comunque continuo a cercare sperando di trovare un lavoro anche se sono una mamma. grazie per il suo commento mi ha fatto piacere che non sono l’unica a pensarla in questo modo

  • Alessandro Vanin 5 anni

    Egregio Dott Fattizzo

    magari ci fossero più perone come Lei che prima di valutare una persona ci pensano bene. Purtoppo le persone sono in maggioranza come la selezionatrice: convinte di saper giudicare gli altri (non so per arroganza, ignoranza o stupidità o forse per tutte e tre) quando ni realtà non capiscono niente della persona che hanno davanti. Io stesso l’ho provato sulla mia pelle venendo giudicato da una persona che non aveva mai lavorato sotto padrone quindi totalmente incapace di giudicare un lavoratore, ma non ho avuto la fortuna di Sara, mi è costato il lavoro.
    cordiali saluti

  • Cristina 5 anni

    …sono del parere che la selezionatrice doveva affrontare il suo dubbio riguardo al tic in fase di colloquio, affrontando l’argomento con molta chiarezza e delicatezza allo stesso tempo, soprattutto se consideriamo che questa candidata le era stata segnalata da persona di fiducia e quindi teroricamente aveva le carte in regola per ricoprire il ruolo. Quindi perchè scartare subito la candidata e non chiarire il dubbio?
    Inoltre, consideriamo che se è vero che ci sono regole ben precise che riguardano la psicologia, la comunicazione non verbale, le tecniche di selezione del personale ecc. ecc. , è anche vero che non tutto è spiegabile tramite queste teorie, quindi ci possono essere dei soggetti molto validi professionalmente e anche umanamente che per essere “scoperti” richiedono  che la selezionatrice, in fase di colloquio,  mostri un’elasticità maggiore e la capacità di andare oltre gli schemi…ma si sa per la maggior parte è più facile percorrere strade già battute.
    Saluti a tutti !

  • Annarita Dietrich 5 anni

    Purtroppo, persone simili a questa selezionatrice, ce ne sono molti, e per questo motivo tante persone non hanno la possibilita’ di farsi conoscere per quello che realmente sono. Ma almeno, ci fossero i colloqui! Non ci sono piu’ nemmeno quelli, vieni considerato solo in base all’eta’, conoscenze (non culturali), e niente qualifiche. Ho lavorato per tanti anni negli Stati Uniti, e chiedere l’eta’ ad una persona che si vuole assumere e’ considerato un reato, discrimination. Have you ever heard of that? Chiedono sempre conoscenza fluente della lingua inglese, e io che la conosco a livello di lingua madre non vengo nemmeno considerata. Sinceramente, mi vergogno di vivere in una citta’ cosi’ incivile e impreparata in tutti i campi, e pensare che sarei potuta rimanere in America!

  • Io non so se la selezionatrice delle risorse umane dell’Agenzia Interinale del lavoro di Monfalcone o di Cervignano aveva in mente le teorie psicologiche legate alla postura o a ciò che esprimeva il mio corpo quando mi sono presentata nell’Ufficio. Penso ha confidato solo nella mia buona volontà e nella mia capacità di svolgere il lavoro a cui ero chiamata a svolgere.

  • Salve! concordo pienamente con il parere suddetto. Anche a me è capitata una situazione che definirei verosimile.Contattata per un colloquio lavorativo in una struttura, sono stata esaminata da una commissione esaminatrice definibile a parer mio pseudo professionale. Avendo una struttura corporea minuta, buone capacità linguistiche che mi consentono di adattarmi di volta al mio interlocutore e poichè l’azienda richiedeva un’assistente sociale che sapesse destreggiarsi nel settore immigrati, mi sono state rivolte domande del tipo:”ma lei lo sa che questo è un lavoro duro?” e ancora dal momento che sono laureata anche in lettere moderne mi è stato chiesto: “lei oltre il latino quale lingua parla?” in modo chiaramente ironico e indegno di qualunque risposta. In questo caso ritengo che la professionalità di questi signori debba essere messa in discussione , nessuno può giudicare solo da una semplice parvenza e soprattutto senza rispetto nei confronti del candidato che hanno di fronte. Quindi mi domando: “con quale criterio sono stati scelti detti esaminatori?… come diceva qualcuno:”Ai posteri l’ardua sentenza…” Grazie per l’attenzione   

  • Rocco Bellantoni 5 anni

    Mi chiamo Rocco Bellantoni sono un Infermiere professionale,intanto credo fermamente che avere a parte che una buona preparazione anche un mentore che ci guidi sotto alcuni aspetti relativi ad un colloquio di lavoro,quali possono essere la presentazione stessa del curriculum piuttosto che la postura da tenere davanti ad una commissione esaminatrice,sia un grande aiuto sotto il profilo spicologico;certo e’ che deve essere poi la persona esaminata a far valere la propria preparazione in merito all’esame o il colloquio in questione.Per quanto riguarda invece la seconda domanda ovvero:se ci possono essere degli ostacoli piu’ o meno valutabili in sede di colloquio,credo fermamente che ogni colloquio professionale,come puo’ essere una candidatura ha una storia a se’,dunque piu’ o meno valutabile,ma che cmq se presa come singola esperienza non fa specie in ambito professionale;intesa invece come prova superata o meno,questo credo a volte possa dipendere anche dalla metrica di valutazione che un’Azienda si pone nel valutare un candidato,e che nella maggior parte dei casi non viene vista come parametro di scarto da parte dell’esaminato stesso,che magari ci rimane male sull’andamento di una prova o di una candidatura.In conclusione, dall’analisi fatta,credo che la preparazione del candidato integrata ad una buona conoscenza dei contenuti e delle argomentazioni in sede lavorativa che l’assunzione richiede,siano la chiave d’accesso ideale ad ogni posto di lavoro.

  • maurogiuseppe facchini 5 anni

    Salve, sono Mauro G. Facchini da Molfetta. In riferimento all’argomento esposto posso confermare che il carattere di una persona,si può cercare di capire, solo in quei momenti  che la persona non sa di essere osservata. Mi spiego meglio, Se una persona sa di essere osservata o analizzata, può modificare i suoi attegiamenti e/o comportamenti da ingannare chi ha di fronte.Penso che una buona analisi comportamentale debba esere fatta anche  in diversi momenti della  giornata e in diverse situazioni, esempio, osservare quando parla con un estraneo come gesticola, il linguaggio, il modo di esprimersi, quando mangia,il suo equilibrio alimentare,le amicizie che frequenta, i vizi,se ci sono,inoltre analizzando come scrive e cosa può disegnare.Solo quando abbiamo a disposizione diverse informazioni possiamo avvicinarci ad una conclusione caratteriale.Ovviamente l’analisi può essere compromessa e distorta qualora ci siano degli avvenimenti circostanziali gravi da alterare momentaniamente il modo di fare.
                                                                                          Mauro Giuseppe Facchini

  • Barbarachiappe 5 anni

    Purtroppo la maggior parte dei selezionatori del personale non capisco nulla, o per inesperienza o per arroganza ….        Quando ti presenti ad un colloqio la cosa migliore è essere se stessi ma con eleganza ed anche un pò di coraggio xchè anche se sai di valere può esserci sempre qualcosa che va storto e ti giochi il tutto in quel momento ……. SE avessi avuto una seconda occasione probabilmente dovrei scegliere tra mille lavori ma non è mai o quasi cosi’ !
    Per quanto riguarda Sara secondo me è lei ad aver sbagiato xchè avrebbe dovuto informare la selezionatrice  e presentandosi ugualmente al colloquio la stessa avrebbe notato che il disagio non fermava la candidata .
    Anzi il commento sarebbe stato quello di persona motivata e determinata …… Almeno io la penso cosi’ .
    Barbara

  • Mi continua a tormentare questa domanda: ma che azienda retribuisce un ragazzo neolaureato di 35 anni d’età con master a 24 mila € lordi? Tramite Agenzia interinale non si troverà mai un lavoro retribuito così tanto! Se offrono a una persona (che ha fatto un percorso di studi tipo laurea senza conseguimento della stessa e con corsi di formazione presso le scuole della regione) una mansione di operaio per una ventina di giorni nel mese di dicembre è già moltissimo. Una volta raggiunto l’obbiettivo di produzione, l’azienda non rinnova alla persona il contratto e la persona va a casa. Con simili premesse che avanzamenti di carriera uno ottiene? Risposta: nessuno. Il lavoratore scopre in seguito che dopo un contratto a tempo determinato di un mese lui niente può contro un destino già deciso dai manager aziendali della S.p.A che ottengono sgravi aiuti governativi regionali e poi delocalizzano o nell’ ipotesi peggiore chiudono l’azienda.

  • Marilena Profetto 5 anni

    Concordo pienamente con il suo parere, dal momento che personalmente mi è capitata una cosa verosimile. chiamata per un colloquio in qualità di Assistente sociale, ho trovato innanzi a me una commissione esaminatrice alquanto scettica che giudicandomi dall’apparenza(sono minuta e mi piace parlare bene senza alcun esibizionismo o forzatura)mi ha posto domande tipo:”Ma lei oltre il latino, quale lingua conosce?”chiaramente ironiche, non professionali, che mi hanno fatto comprendere la pseudo serietà delle persone professionali e professioniste con le quali mi ero relazionata. Scusate lo sfogo e grazie per l’attenzione 

  • Luci 5 anni

    Salve sono una psicologa che si sta accingendo a partecipare ad un master per la selezione delle risorse umane ma non si preoccupi sono pienamente d’accordo con lei. Nella vita faccio la promoter nei supermercati perchè non ho avuto la fortuna di tante mie colleghe di conoscere il politico di turno per vincere un concorso però mi ritengo molto più preparata di loro. Io dico sempre psicologi si nasce non si diventa ed io ho avuto la fortuna di nascerci, anche prima della laurea ero un ‘ottima osservatrice e ascoltatrice dell’umanità ed adesso mi capita che prima di fermare un cliente già so se comprerà o meno qualcosa. Allora vi domanderete perchè parteciperò a questo master se ho già in possesso le conoscenze necessaria per ricoprire il ruolo di selezionatrice, semplice in Italia conta solo il titolo non la bravura………….

  • Ciro Papi 5 anni

    Se la selezionatrice si fosse presa la briga di chiedere direttamente alla candidata il perchè di quel tic, avrebbe chiarito subito la questione.Se era un tic nervoso forse aveva ragione la selezionatrice,la candidata si sarebbe forse offesa ma tutto finiva lì.
    In caso contrario, come poi è andata,avrebbe fatto il suo lavoro bene.
    Meglio sempre essere chiari, si perde meno tempo

  • Tina Valentina 5 anni

    Salve, volevo dire che il ruolo dei “responsabili di selezione” è inutile. E’ importante che alla selezione del personale partecipi personale (titolare, amministratore delegato, impiegato, capo reparto, etc.,) dell’azienda stessa. Solo così si può dare e ricevere tutte le informazioni utili se, quel candidato potrà entrare a far parte dell’azienda. Dando poi la possibilità di un periodo di prova, uno tirerà fuori tutto il meglio di se stesso (che di certo non si vede al colloquio!) e, se non fosse così, potrà dopo il periodo di prova, non confermare il contratto. Questo per me è un metodo economico, valido, veloce e soprattutto umano!

  • Romagnapm 5 anni

    Le dirò!io ho provato a fare un feed back,solo come teoria!!!purtroppo nella realtà,sul colloquio guardano
    solo ed  è giusto!le esperienze lavorative,e comunque l’emozione,tensione giocano brutti scherzi!e voi selezionatori,dovreste darci una mano a sentirci un pò più sereni….!Distinti Saluti

  • Cristinalinda Crotti 5 anni

    Ho fatto anni fa, tramite l’azienda x la quale lavoravo, il famoso corso del linguaggio del corpo…ero giovane ed ho preso tutto molto alla lettera. Con qualche anno di esperienza in più e da imprenditrice, mi affido spesso nella selezione del personale, oltre naturalmente al curriculum, a piccoli dettagli che non si curano certo dell’emozione del momento…chi non si presenta un pò nervoso ad un primo colloquio di lavoro?  

  • edoardo 5 anni

    Secondo me non è cosi semplice come nella storia di Sara i datori di lavoro non guardano piu la buona volontà l’onestà la voglia di lavorare di fare
    tante ore se richieste di straordinari ma solo la loro disponibilità di trovare una persona qualunque da pagare possibilmente il meno possibile per qualsiasi mansione gli venga affidata a contratto e se non ti va bene il solito ricatto: ( tanto ci sono tanti come te che lo fanno per meno e meglio)

  • Sara-maso 5 anni

    Buongiorno! Sono una ragazza iscritta al Vs. sito, ho letto l’articolo riguardante un’esperienza reale di un “linguaggio del corpo mal interpretato” e vorrei dire la mia opinione rispondendo al Vs. direttore. Sono molto perplessa di ciò che ho letto anche se ultimamente se ne sentono di tutti i colori; penso che durante una selezione di lavoro si dovrebbero guardare le esperienze di lavoro e gli studi compiuti anzichè “linguaggi del corpo” difficilissimi da capire o altre cose come l’abbigliamento. Mi è venuto da ridere leggendo al motivazione del famoso “tic”: l’operazione del dentista!!! Alla faccia dell’esperto!! Sinceramente sarebbe stato bello dire qualche parolina alla selezionatrice ma capisco che non si può!Riguardo dell’ultima domanda: si mi è capitato di sentirmi scartata ma i selezionatori non amano parlare piuttosto giudicano le persone a vista. Un’ultima cosa: è stata molto brava la selezionatrice dell’agenzia nei confronti della candidata e nei confronti dell’altra selezionatrice, quasi mai le cose vanno così.

  • Io 5 anni

    Devo dire che non sono certo un esperto del linguaggio del corpo, ma la mia impressione è essenzialmente quella che troppo spesso si ponga l’attenzione su aspetti che io considero banali, piuttosto che guardare al sodo. Non voglio mettere in dubbio che vi siano persone molto preparate in grado di leggere il linguaggio del corpo, ma piuttosto metto in dubbio la possibilità che di tali persone ve ne siano molte! Credo che vi sia tanta, anzi troppa presunzione nel pensare di poter valutare un soggetto al primo impatto, con un solo colloquio. Personalmente e magari sbaglierò, valuterei in un colloquio quelle che sono le capacità reali di una persona, facendogli domande specifiche per esempio, domande che riguardino strettamente il tipo di mansione per il quale si è stati selezionati, domande di cultura per intenderci.
    Ho partecipato ad un colloquio di gruppo come aspirante alla carriera direttiva in una nota catena distributiva, si insomma, una di quelle proposte di lavoro che oggi come oggi sembrano essere diventate una “moda”. Fra i vari “giochi” ai quali abbiamo partecipato, ce ne è stato presentato uno che chiedeva sostanzialmente di mettere in ordine di importanza i fattori che guidavano le scelte di acquisto dei consumatori (qualità, prezzo, marca, ecc.). Chi ha fatto un pò di economia agro-alimentare, saprà che alla base di questo argomento vi sono degli studi. Guarda caso ero “fresco” su questi argomenti, dato che avevo sostenuto un esame di economia agro-alimentare proprio inerente questi temi circa un mese prima; risposi quindi con estrema sicurezza alla domanda che era stata fatta, mentre gli altri due ragazzi erano ancora titubanti. Logicamente non credo che l’avere risposto ad una domanda del genere avrebbe fatto di me un ottimo direttore, ma sicuramente dimostrai di avere delle basi ben più solide degli altri partecipanti. Purtroppo la domanda non era probabilmente volta a valutare il livello di preparazione. Credo che sarebbe un pò come chiedere ad uno che si candida ad un’offerta di lavoro come infermiere come farebbe lui un massaggio cardiaco, dove e come posizionerebbe le mani, quante compressioni farebbe, ecc.., secondo lui però!…., non secondo il manuale! 
    Altro aspetto che sembra ormai essere la “colonna portante” nella scelta dell’individuo più idoneo, sono le fatidiche domande: Sai gestire lo stress? Ti senti pronto ad abbandonare la tua famiglia, i tuoi hobby, la tua città, la  tua vita di sempre e dedicare anima e corpo a questo lavoro?. Insomma, siamo seri per un momento! Stiamo per partecipare ad una missione di guerra senza più ritorno, o ci stiamo candidando ad un’offerta di lavoro?.
    Dedizione, impegno, sono sempre stati prerogativa di coloro che volessero fare il “salto di qualità”, non è cambiato niente, se vuoi raggiungere certi risultati devi impegnarti, dedicarti, ma da qui ad abbandonare tutto il resto, mi sa tanto di idiozia!!!  

  • Leonardo Fraccaroli 5 anni

    complimenti sei stata GRANDE ….condivido pienamente

  • patrizio 5 anni

    buon giorno,
    a dire il vero è stato bravo lei a mettere in bocca all’esaminatrice di dare a Sara una nuova possibilità.

    …. 18 anni, assieme ad altri due coetanei di età, ci presentiamo ad un colloquio per magazziniere, una psicolaga “quotata in Bologna” esamina il primo per 10 minuti, entro io e una cosa “tira l’altra, ” tocchiamo il tema delle idee, dei pensieri, delle ambizioni, degli obby, poi tra le mie divagazioni, vengo fuori con una teoria.. portando qualche esempio… apriti ciiiiiiiiiielo, una bestialità! scartato con un colloquio di 12 ora.
    la signora non aveva considerato che avevo le mani per lavorare e la testa tra le orecchie e me ne “ii”.
    trovato altri lavori oggi sono artigiano con la difficoltà ‘”solo d’incassare”. ho avuto tre dipendenti e due squadre esterne, poi, riducendomi sono da solo,  “mangiato me mengiato tutti”. io ne ho passate al contrario….
    il caso a voluto che come elettricista, svolgendo in modo autonomo il prontintervento, ho fatto un’urgenza a…a..a sua madre….. ovviamente con esito positivo. probabilmente non ero adatto a fare il magazziniere…

    dimenticavo. pochi anni fa, uno scrittore ha esposto la mia teoria e mi ero ripromesso di ricercare il libro.
    cordialità patrizio delli

  • Eleonora Morino 5 anni

    Buongiorno a tutti, sono una Musicoterapeuta. Il mio lavoro è basato principalmente sul contatto non verbale, quindi il linguaggio del corpo è fondamentale. E’ vero che il linguaggio del corpo è molto importante per capire un disagio o una comunicazione alternativa, ma dobbiamo porre attenzione al tipo di contesto di cui si tratta. Nel caso di un colloquio di lavoro le caratteristiche di cui tener conto sono ben altre, ovvero le attitudini del candidato e la sua comunicazione verbale. Il linguaggio non verbale non questo caso va in terzo o quarto piano, non parliamo di terapia, ma di occupazione 🙂 Eleonora Morino

  • Franco Caldirola 5 anni

    Questi selezionatari o presunti tali!!!
    ma si rendono conto che hanno di fronte a loro persone che hanno bisogno di un posto di lavoro non certo per fare follie ma per cercare di vivere degnamente e in molti casi anche di sopravvivere?
    A parte la scienza e gli studi vari sul comportamento ma
    Come si fa a giudicare una persona sconosciuta da un breve incontro e soprattutto a decidere del suo futuro dal fatto che si sia presentato con la camicia di un colore anzichè di un altro o abbia un dito medio più lungo del normale o quando accavalla le gambe abbia il piede alzato spostato a sx anzichè a dx o che altro?
    Tutto questo mi ricorda quelle teorie che prevedevano di definire le qualità e l’onestà di una persona in base a rigide misure geometriche del cranio, della fronte …..
    E’ anche vero che oggi come oggi vi è chi risponde a tutto indipendentemente dalle proprie capacità, conoscenze e professionalità e quindi occorra scremare ma è anche vero che c’è chi, come il sottoscritto, risponde solo a offerte in linea con il suo curriculum e non viene neppure lontanamente preso in considerazione anche solo per curiosità al che viene da chiedersi:
    ma cosa cercano?
    Il rapporto di lavoro deve essere un rapporto basato su fiducia, rispetto, serietà e professionalità: cose che non saltano fuori da un breve colloquio tra sconosciuti.
    Personalmente quando ho avuto modo di selezionare dei collaboratori anch’io sono stato vittima della “simpatia” ma quelli che passavano l’esame cercavo sempre di testarli in campo e soprattutto di conoscerli per cercare di ottenere il meglio.

  • Micci209 5 anni

    Scusatemi, sarò un profano in questo campo ma mi viene da sorridere a sentire quanta dabbenaggine c’è fra voi “operatori” del settore.
    Se la smetteste di essere così ipocriti da giudicare le persone da come si comportano durante un colloquio di lavoro tanto da pregiudicare il fatto che, a prescindere dai gesti che compiono, possano essere dei bravissimi ed efficientissimi dipendenti e che quindi solo perchè hanno un “tic” oppure perchè tengono il corpo in una determinata postura non possano essere bravi nel lavoro per il quale dovrebbero essere testati.
    Se il nostro paese va davvero male, è sicuramente anche perchè i datori di lavoro, al posto di verificare quanta perizia e professionalità possano avere i propri dipendenti, si preoccupano di più di come si muovono o di come si presentano.
    Buona giornata a tutti!!

  • Mihaela_ionescu 5 anni

    secondo me…..la prima impressione fa tutto….e se sbagli sei scartato..loro non capiscono che forse sei emozionato o forse ci tieni tanto a quel lavoro.Io ho fatto tantissimi colloqui e sinceramente nessuno non ha avuto la giusta pazienza con me per farmi uscire allo scoperto….e ancora oggi,sono senza lavoro.e assolutamente normale che se ti chiamano 2 volte all’anno per un lavoro,quando vai lì sei tutto emozionato e disperato….visto i tempi che viviamo…e comunque le selezionatrici qualche volta si dimenticano di fare le selezionatrici,passano a fare le psicologhe,e non ascoltano più quello che dici,ma guardano i tuoi movimenti.è inutile che tu sappia 4 lingue se le tue mani non stanno dove decidono loro che devono stare le mani di una persona   !

  • Giofioravanti4 5 anni

    credo che  dal coportamente del corpo ,possiamo individuare i carateri , la personalita di ogni individuo,sia il loro coportamento, sia  scoprire la persona stessa, ma di tutto cio, ogni individuo  ha bisognio di tempo per scoprire le sue capacita,ho 42 anni sono scresciuto in germania, parlo fluente e perfetamente la linqua tedesca, e mi arancio a parlare anche il turco,,mi trova da circa 6 mesi in italia, e devo dire che ho molta dificolta di espresione,anche perche non ho mai frequentato scuole italiane. ma di tutto gio non significa che una persona e stupida, ho non e capace di rializare qualcosa,,in germania mi hanno inzegniato di sentire e vedere, di imparare le mentalita dei altri popoli come i turchi greci hollandese belgi, .ogni individuo, deve venire giudicato secondo le proprie aspetative, ,, e sbagliato giudicare qualsiasi persona, doppo qualche giorno… pultroppo in italia ce questa mentalita.. e devo dire che siamo indietro di 20 anni.

  • Edoardo 5 anni

    C’è di peggio, e nel corso della mia carriera, ne ho viste alcune.
    Un paio d’anni fa, venni contattato da una azienda, che a detta della persona che mi contattò al telefono, dopo aver letto il mio CV, asseriva, che dovevo essere proprio la figura professionale da loro ricercata, e per evitarmi un lungo spostamento fino a Milano, gentilmente, mi fissò un appuntamento nella mia città, presso l’ufficio di selezione di una nota compagnia.
    Consideri che ho maturato un’esperienza più che trentennale, in vari cantieri di mezzo mondo, nel settore energia, e partito da tecnico, sono con gli anni diventato un PM molto apprezzato da coloro che mi ha affidato tale incarico in svariate commesse.
    Insomma, convinto delle mie possibilità, con un bel pacco di referenze scritte da multinazionali molto conosciute, mi recai all’appuntamento.
    A ricevermi dopo un lunghissimo periodo di anticamera, fu un giovanotto, che, durante l’attesa, avevo visto molto impegnato a corteggiare una segretaria, e che si scusò con me per il ritardo, adducendo cause di forza maggiore.
    Il colloquio, mi sembrò da subito irreale, in pratica un ingegnere, o tale si dichiarò, di 25/28 anni  da subito iniziò a trattarmi come un amico di vecchia data, e dopo un po’, vista la mia freddezza, per darsi un contegno,cominciò a farmi domande tecniche, per valutare il mio grado di conoscenza.
    Non so se queste domande gli fossero state suggerite dall’azienda, o le avesse trovate su qualche manuale, ma certamente venivano poste in maniera errata, evidenziando l’incompetenza dell’esaminatore.
    Finì, che dopo una ventina minuti di questa manfrina, mi alzai, e mi congedai dall’esaminatore, tra lo stupore e l’imbarazzo di quest’ultimo, deluso per l’incompetenza e la dabbenaggine di chi mi doveva valutare.
    Una decina di giorni dopo, fui ricontattato dal capo del personale dell’azienda milanese, il quale senza scendere in particolari, mi chiese se ero disposto a presentarmi nei loro uffici di Milano per un ulteriore colloquio, declinai, anche se mi dispiaque, visto che tale azienda era veramente una buona società, ma, il giorno prima avevo firmato un contrato, per un cantiere estero, con un azienda svizzera.
    C’è di peggio, e nel corso della mia carriera, ne ho viste alcune.Un paio d’anni fa, venni contattato da una azienda, che a detta della persona che mi contattò al telefono, dopo aver letto il mio CV, asseriva, che dovevo essere proprio la figura professionale da loro ricercata, e per evitarmi un lungo spostamento fino a Milano, gentilmente, mi fissò un appuntamento nella mia città, presso l’ufficio di selezione di una nota compagnia.Consideri che ho maturato un’esperienza più che trentennale, in vari cantieri di mezzo mondo, nel settore energia, e partito da tecnico, sono con gli anni diventato un PM molto apprezzato da coloro che mi ha affidato tale incarico in svariate commesse.Insomma, convinto delle mie possibilità, con un bel pacco di referenze scritte da multinazionali molto conosciute, mi recai all’appuntamento.A ricevermi dopo un lunghissimo periodo di anticamera, fu un giovanotto, che, durante l’attesa, avevo visto molto impegnato a corteggiare una segretaria, e che si scusò con me per il ritardo, adducendo cause di forza maggiore.Il colloquio, mi sembrò da subito irreale, in pratica un ingegnere di 25/28 anni che da subito iniziò a trattarmi come un suo amico di vecchia data, e dopo un po’, vista la mia freddezza, cominciò a farmi domande tecniche, per valutare il mio grado di conoscenza.Non so se queste domande gli fossero state suggerite dall’azienda, o le avesse trovate su qualche manuale, ma certamente venivano poste in maniera errata, evidenziando l’incompetenza dell’esaminatore.Finì, che dopo un venti minuti di questa manfrina, mi alzai, e mi congedai dall’esaminatore, tra lo stupore e l’imbarazzo di quest’ultimo, deluso per l’incompetenza e la dabbenaggine di chi mi doveva valutare.Una decina di giorni dopo, fui ricontattato dal capo del personale dell’azienda milanese, il quale senza scendere in particolari, mi chiese se ero disposto a presentarmi nei loro uffici di Milano per un ulteriore colloquio, declinai, anche se mi dispiacque, visto che tale azienda era veramente una buona società, ma, il giorno prima avevo firmato un contratto, per un cantiere estero, con un azienda svizzera.
    Saluti
    Edoardo

  • Colette C C 5 anni

    Buongiorno!
    Infatti, un giudice troppo “rapido”può bruciare un buon professionista. Un selezionatore serio dovrebbe chiedere cosa succede. Chi conosce bene il suo mestiere è sicuro di se e non dovrebbe avere problema a sostenere un colloquio. Complimento Lei per avere capito immediatamento che Sara aveva avuto un problema. Infatti interventi e medicine possono provocare reazioni di questo tipo. (12 anni fa, è successo anche a me, dopo un picollo intervento alla pancia. Per quasi due mesi non potevo ridere, stavo cosi male che mi si blocava anche la macella. Gradualmente, tutto è tornato alla normalità.).
    Cordiali saluti. 

  • Luigi Mattiolo 5 anni

    Scusatemi ho apena fatto un commento ma non ho potuto immettere il mio nome completto e cliccare la rocietta nella finestra di ricevere le mail.
    Nome Lugi Mattiolo mail lmattiolo@gmail.com 

  • Akiram39 5 anni

    E’ brutto dirlo ma in ognuno di noi emerge sempre la superficialità che spesso e volentieri ci fa sbagliare e mandare tutto all’aria….alle volte molte persone giudicano dall’apparenza, senza saper guardare oltre, nel profondo di ogni cosa. Se ci fermassimo un attimo in più nell’osservare e riflettere forse tutto sarebbe diverso. 

  • Uigi mattiolo 5 anni

    Buongiorno a Voi .

    Mi e capitato nell arco della mia vita diersi colloqui. Il pù importante era l’aereoporto Swissair in Svizzera. Ed era anche il più soffisticato. Andai nel mese di gosto pantaloncini corti, scarpete da tennis mi sono presentato come un semplice operaio dritto e sincero e con una grande voglia di lavorare. Conto fatto ASSUNTO. Qui in Italia ho visto che non gli interessa più di tanto, ma come avere un’operaio a basso costo. Allora guardiamo, se vedi che hanno assunto un vecchio pensionato di anni 67 chiaro che ha l’esperienza mancerebbe solo con quei contratti “co co co” ò” co co pro” gli conviene alla Dita. Alla fine e tutto un’gioco di fregature. Chi ci rimette sono i giovani e gli over 40 in su.
    Alla fine auguri e figli maschi.
    Luigi

  • Lc rd 5 anni

    Sicuramente si è fortunati se si ha a fianco una persona come lei, non ha dubitato del giudizio che riponeva in questa Sara ha testato il giudizio negativo del selettore aziendale trovandone la “vera” causa e le ha fatto avere un secondo colloquio. Penso che questo voglia dir saper fare il proprio lavoro.

  • Fabrizio 5 anni

    Dal mio breve percorso di selezionatore credo soprattutto che in un primo colloquio conoscitivo la gestualità e “possibili tic” lasciano il tempo che trovano, è importante l’ascolto interpretare al meglio cosa il candidato vuole trasmettere. Credo molto in un approccio aperto tra le due parti e sullo stesso livello. Solo così siamo in grado di comprendere in parte chi si ha difronte e se è adatto a ricoprire una determinata mansione. 

  • Andrea 5 anni

    Buon giorno, credo che purtroppo questo episodio non è l’unico perchè fà parte di una forma di selezione.
    L’azienda che sia appoggia a collaboratori il cui ruolo è quello di selezionare la gente, non può fare altro che accettare o per lo meno valutare successivamente in prima persona i candidati scelti dal selezionatore. Quindi questo significa che la metodologia impiegata da queste figure in teoria dovrebbe essere più sicura per l’azienda, in pratica è semplicemete un’opinione relativamente scentifca figlia mi interpretazioni non proprie ma subordinate a “regole” scritte da studi statistici.
    Bisogna dire anche che se il colloquio l’avesse fatto il responsabile di settore forse avrebbe interpretato altri atteggiamenti o dichiarazioni che l’avrebbero scartata comunque senza nemmeno concedergli una seconda possibilità.
    Quindi credo che il modo di selezionare la gente da parte delle aziende è giustamente soggettivo e quindi và accettato comunque, giusto o sbagliato che sia.
    Inoltre credo che la cosa importante è essere sicuri di sè stessi e delle proprie possibilità senza sforzarsi di nascondere o accentuare atteggiamenti propri perchè chi si hai di fronte può interpretarli a suo modo. Poi se và và …… se non và si guarda altrove……

  • Laura Invernizzi 5 anni

    Salve non è effettivamente semplice da vivere l’esperienza di un colloquio di lavoro con un/a selezionatore ; quando è capitato a me ho sentito la mancanza delle domande giuste . Ci si presenta con o si è già inviato il proprio Cv che riassume la storia lavorativa e professionale ma per la conoscenza diretta contano le risposte che si danno nel momento in cui si svolge il colloquio    . Nel mio caso ho vissuto con difficoltà anche la differente età tra la selezionatrice e me – io più “vecchia” di circa 25 anni – che mi ha posto subito in posizione difensiva per la diversità dei linguaggi generazionali . Non mi è ancora capitato che mi venisse domandato se a me piace lavorare prima di tutto . Sento la mancanza di questa domanda che credo possa dire molto di chi si è . E’ vero che si lavora per bisogno ma sappiamo tutti che poi al lavoro si dedica una quantità di tempo e di energie talmente superiori alle classiche 8 ore che avere la predisposizione giusta può fare la differenza !

  • Stephane 5 anni

    Io penso che nessuno debba giudicare nessuno, per un lavoro!! Tanto meno dei pseudo laureati in psicologia , che poi se si devono immedesimare in un lavoro a livello pratico la maggior parte nn capisce una maza. Una persona non si valuta in 10m non si valuta dall’aspetto fisico o da come è vestito. Ma solo vedendo lo all’azione lo si può valutare!! Quindi trovatevi un lavoro vero, invece che cercate di trovarne uno per gli altri.

  • Architettoamerico 5 anni

    Dopo tanti colloqui svolti penso che la cosa che conta è la prima impressione.
    Purtroppo la prima impressione è quasi sempre quella sbagliata!

  • Stephane 5 anni

    Salve,io credo che sia anche molto importante valorizzare le persone,e coinvolgerle nei vari progetti lavorativi, anni fa, facevo l autista x una grossa società di distribuzione,fui vittima di un grave incidente stradale causato da terzi,alla ripresa del lavoro,era trascorso circa un anno,mi avevano cambiato la mansione,in magazziniere,nel reparto”meno importante” dell azienda,ironia, il responsabile ebbe a sua volta un incidente,dovetti quindi sostituirlo,mi affiancarono un ragazzo che nessuno all interno dell azienda voleva con se,beh come dicevo all inizio,incominciai a coinvolgerlo nelle varie problematiche,lui non si senti piu l ultima ruota del carro,ci metteva passione in tutto ciò che faceva,insomma x concludere,era diventato un ottimo collaboratore…ecc..ecc..saluti Stephane

  • Silviasperandio 5 anni

    Buongiorno a tutti, 
    affrontare la selezione del personale da ambo le parti (selezionatore e selezionato) non è facile, in gioco ci sono molte varianti che influiscono sia le scelte aziendali che quelle del candidato e una di queste è capire in pochi minuti chi si ha davanti.
    Secondo me anche la cultura del luogo dove ci troviamo ad affrontare il colloquio influisce tantissimo. Faccio un esempio: Gli americani enfatizzano molto le caratteristiche positive del comportamento (sorriso, entusiasmo, sicurezza in se stessi, proattività, ecc) sicuramente queste manifestazioni saranno efficaci ed efficienti negli States per ottenere il posto di lavoro ed una possibilità di dimostrare le nostre effettive capacità, ci verrebbe concessa…. ma siamo sicuri che benché gli stessi comportamenti vengano “richiesti” in molti annunci di lavoro, che a mio parere copiano scimmiescamente dalla cultura americana, siano effettivamente fruibili in Italia? 
    Mi è capitato di recente, di sostenere un colloquio con un’azienda che selezionava candidati per coadiuvare il lavoro di uno dei responsabili. Le qualità richieste erano principalmente tecniche e poi di leadership. Anche le esperienze all’estero erano richieste. Mi sono presentata al colloquio molto tranquilla e sicura, avevo le caratteristiche richieste…. Dopo due settimane chiamo l’agenzia interinale per avere un feedback….. in sostanza il mio atteggiamento sicuro e calmo (ero completamente a mio agio) ha destabilizzato i selezionatori, convincendoli che io abbia i requisiti ma il mio atteggiamento non li ha convinti…… Ora, per quante conoscenze ed esperienze una persona possa avere, come diamine si fa a stabilire che io non possa essere adatta a quel lavoro solo perché ero calma, sicura e ascoltavo attentamente? Ps dopo un mese e mezzo il posto è ancora vacante.
    Silvia

  • roberta 5 anni

    Io penso che questa candidata  abbia trovato in lei una persona che l’ha saputa ascoltare e valutare correttamente e di conseguenza sostenuta. Non succede questo in tutte le agenzie, anzi, mi sembra sia tutto molto meccanico e inpersonale , le richieste da parte delle aziende sono poche e molto pretenziose,e i selezionatori a mio avviso non danno il giusto valore ai curriculum. Purtroppo non si comprende piu’ se l’esperienza lavorativa maturata abbia un valore e di conseguenza ci si trova a 50 anni compiuti con enormi difficolta’ ad essere presi anche solo in esame.

    • Viola 5 anni

      Purtroppo devo constatare che l’esperienza lavorativa non conta nulla. Ho 50 anni sono in mobilità da quasi 1 anno dopo 26 anni lavorativi, ho chiesto ad un’addetta del centro per l’impiego perchè secondo lei non ricevevo nessuna risposta alle tante candidature inviate, perchè non venivo chiamata neppure per  un colloquio (e questo accade anche ad altre mie ex colleghe più o meno della mia età), la risposta è stata quella che mi aspettavo:  a causa dell’età. Oggi la sostanza e la serietà non contano più nulla neppure nel mondo del lavoro.
      Che tristezza!

  • Carmelo Pec 5 anni

    Buongiorno,
    Sono un ragazzo, ormai 35enne, che in questo periodo stà cercando lavoro.
    Ho appena letto l’articolo in questione e mi ha lasciato veramente esterefatto.
    Conosco le cosidette tecniche di comunicazione non verbale e posso dire con assoluta certezza che errori commessi del genere dovute da mal interpretazioni sono veramente frequentissimi.
    Personalmente li trovo un valido aiuto per una prima conoscenza e percezione della persona che si ha davanti, ma non baserei mai tutto il mio giudizio su di loro.
    Preferisco la preparazione e la cosidetta voglia di lavorare che molto spesso latida.
    In questo periodo ho sostenuto qualche colloquio, uno addirittua è durato un paio di ore.
    la cosa che mi ha veramente sorpreso è stato il prorpio il fatto che fosse durato così tanto, erano due soci e il colloquio era di sabato.
    Il fatto che fosse nel fine settimana diciamo che mi ha portato a pensare che avessero tempo a disposizione, ma dopo un pò ho cominciato ad avere la netta senzazione che questi due non ne avevano idea di cosa stessero facendo.
    A termine della lunga chiacchierata uno di loro, mi ha invitato a richiamare qualche giorno dopo per rifissare un secondo colloquio perchè interessati, ma dovevano discurete un pò fra di loro della cosa.
    Io ho lasciato fare e sinceramente, volevo vedere dove volevano arrivare, qualche giorno dopo ho richiamato e lui ha tirato fuori la scusa che erano sommersi dal lavoro e mi invitava a richiamare la settimana successiva.
    Non ero sodisfatto volevo vedere dove sarebbero arrivati, la settimana successiva ho richiamato e finalmente questo “signore” è crollato dicendomi che si scusava ma non sicuro di poter prendere un altro collaboratore, ma prometteva di richiamarmi se avesse avuto bisogno.
    A mia volta risposi, con educazione gli dissi che avevo intuito tutto e lo invitato a non farsi risentire poichè non sarei stato diponibile.

    In un altro colloquio, una signorina molto gentile, dopo una chichierata di un mezzoretta, mi comunica che la sua azienda non era in cerca in questo periodo, ma continua a fare colloqui perchè è in procinto di prendere una grossa commessa e deve essere  a potenziare l’organico in qualunque momento.
    Anche in questo caso, arrabiatura per la perdita di tempo, ovviamente ho sbottato quando ero ormai lontano dall’azienda.
    Ma la cosa che mi ha lasciato perplesso è la domanda, specialmente al primo incontro, è “Quanto è la sua richiesta economica?” sinceramente a questa domanda non rispondo mai al primo incontro.
    Le ho risposto che nel caso di interesse da parte loro, avrei valutato un’offerta.
    Credo che di richiesta economica si debba parlare quando ormai l’azienda ha comunque già selezionato la persona e si può parlare di trattatativa economica.

    In un altro ancora, la stessa domanda della richiesta economica, ma dico io non mi dai nemmeno il barlume di un tuo possibile interesse ad assumermi ed io devo dirti quanto voglio? e tutto questo al primo contatto…

    Mi sà che stò diventando vecchio…

    Carmelo

  • Rubagottimaria 5 anni

    Si, è successo anche a me. Purtroppo, dopo un ottimo colloquio mentre mi infilavo la giacca ho assunto una postura scorretta causata da scarpe scomode. La mia gamba purtroppo si è irrigidita, il mio corpo ha vibrato leggermente e d’istinto, per limitare il disagio del momento, ho voltato le spalle ai selezionatori. In quel preciso momento ho percepito che tale mio atteggiamento aveva compromesso la mia assunzione: non ho avuto il posto di lavoro. Se avessi avuto la possibilità di spiegare, sicuramente tutto si sarebbe chiarito. Purtroppo non è stato possibile. 
    Mi ha fatto piacere leggere  questa  storia e poter raccontare la mia esperienza, esperienza che ha segnato profondamente il mio pensiero su quanto siano “superficiali” i giudizi del tutto gratuiti e privi di professionalità dei selezionatori divenuti sempre più  “ottusi” nell’applicare le regole del linguaggio del corpo senza quell’interazione che porterebbe  ad una corretta interpretazione della persona. 

  • franzguitar 5 anni

     La cosa mi fa venire in mente questo :-))) Andate a vedere….. e fatevi due risate….

    http://www.youtube.com/watch?v=tUY7hrXVL3s

  • Don Sica 5 anni

    Si quasi sempre per motivi di stipendio…..i principali datori di lavoro si vogliono sentir dire,,,,,,” sono uno schiavo mi puoi dare un pezzo di pane duro ed un po’ d’acqua e son contenti”,,,,,a parte il sarcasmo,il mercato del lavoro e sceso a livelli assurdi,quasi tutti pretendono dalle 8 alle 10 ore di lavoro,per di più’ su turni a stipendi bassissimi che vanno dai 1000 ai 1300 al mese,,,,,quindi quando si fa’ un colloquio di lavoro,oltre ad essere sicuri di se’,bisogna anche essere sicuri di non guadagnare quello che ci espettiamo,che ci dovrebbe essere dato di diritto,ma che cosi non è purtroppo…….:-).

  • Anna 5 anni

    E’ allucinante come il giudizio di alcune persone ti cambia la vita,immagino che anche questa persona abbia a sua volta subito colloqui e selezioni ed è stata davvero fortunata,perchè tutti si sono fermati magari alla sua formazione esteriore senza pensare che la professionalità non le apparteneva.Anche a me è capitata una cosa simile quando lavoravo in una fabbrica nel 2005;li dentro c’era talmente freddo che man mano lavorando 10 ore al giorno e facendo non so quanti km a piedi al giorno nel capannone,ebbi dei problemi ad un’articolazione del ginocchio…zoppicai per circa 1 mese prima di mettermi a riposo 2 giorni(anche non pagati)…sapete come finì?Che mi lasciarono a casa perchè zoppicavo!Comunque io penso che,aldilà del livello professionale dei selezionatori,non basta un colloquio di 10 minuti per sapere se una persona vale o meno…quest’articolo mi è piaciuto davvero tanto.

  • Saimon76 5 anni

    Purtroppo mi è capito anche a me una situazione di questo tipo. Non penso siano tutti degli incompetenti ma che a volte non si documentano. Io sono balbuziente dalla nascita quindi non riesco ad essere fluido 24 ore su 24 ma questo non mi ha impedito nè di laurearmi (facevo esami orali con alle spalle 300 persone) nè di lavorare con il pubblico.
    Invece di giudicare in modo negativo alcune miei “espressioni”, dovrebbero invece pensare: pensa che due palle deve questa persona per aver affrontato tutto questo e per aver migliorato tantissimo con il tempo ed esercizi.
    Molte volte mettono delle ragazzine che si improvvisano psicologhe e cercano di capire il tuo modo di relazionarti con il mondo. Per carità non è uno sfogo nè rabbia….sinceramente non ci faccio più caso e affronto con grande determinazione ogni mio obiettivo.
    Probabilmente se mi trovassi  davanti una situazione del genere sarei sicuramente “stranito” ma cercherei di andare oltre alla prima impressione.
    Ma purtroppo non siamo tutti uguali…meglio altrimenti che divertimento ci sarebbe nell’affrontare le situazioni quotidiane 🙂
    Forza e coraggio. Non fatevi mai prendere dalla sconforto…o almeno solo per poco tempo.
    Buona giornata a tutti. Cieooooo

  • Mauriziofire 5 anni

    Salve buongiorno sono Maurizio Iodice e ho letto la sua storia e devo dire che mi é piaciuta molto.ho capito il messaggio che voleva trasmettere.
    Cordiali saluti
    Maurizio Iodice

  • Mena 5 anni

    Salve, a me mesi fa è capitata una cosa simile. Ad un colloquio di lavoro mi dissero che ero troppo nervosa e timida per poter lavorare con loro, quando poi stesso quella mattina in pullman, che presi per recarmi al colloquio, mi stavano per rapinare…Era normale che dovevo essere nervosa, in più ero anche ansiosa, stesso per la paura forte…

    • Makee 5 anni

      Ma perchè non lo ha fatto presente al colloquio? Molte volte è un modo per rompere il ghiaccio e non dare l’impressione sbagliata! Poteva riferire che in autobus era stata rapinata ed era ancora sotto shock!

  • Daesy73 5 anni

    Mi sento in dovere di spezzare una lancia a favore di chi ha Tic : anche se credo che ognuno di noi ne abbia uno e magari nn lo sa..c’è chi lo sa e ci convive…il fatto è che tralasciando la capacità di chi seleziona:ho avuto a che fare con una persona che aveva un tic e vi garantisco che in tanti anni di lavoro nn ho più conosciuto una persona che nel suo lavoro fosse tanto bravo quanto lei
    ma quale cattiva relazione con i colleghi: era energia pura e aveva un buon rapporto con i superiori…..il tic nn significa nulla…nn si misurano le capacità di una persona da un tic…dal vostro racconto il fatto che la ragazza nn avesse un tic non esclude che pur avendolo poteva essere un buon dipendente migliore di un altro che nn ne ha (o crede di nn averne).

    Grazie
    🙂

  • Giovanni Acherusio 5 anni

    intanto i miei complimenti al cacciatore di teste per la professionalità e determinazione dimostrata. Per quanto riguarda l’accaduto il racconto dimostra che è estrememente difficile fare il selezionatore e che se si vuole avere un profilo psicologico bisogna affidarsi ad esperti del campo come in effetti fanno alcune grosse società che fanno sostenere ai candidati specifici colluqui con psicologi. In tutti i lavori bisogna avere l’umiltà e l’intelligenza di riconoscere i propri limiti.
    Giovanni.

  • purtroppo è la verità succede che alcune aziende nel mio settore (la ristorazione) richiedono personale esperissimo e dicono che una persona con 38 anni di esperienza ( COME Mé ) a 55 anni sia troppo vecchio .Mi domando possibile che pensano di trovare la stessa esperienza (senza nulla togliere )in un ragazzo di 25 anni ? o forse è un discorso di comodo per evitare di dare un giusto compenso in base alle capacità?

  • veronica 5 anni

    Sono felice di questa storia a lieto fine, perche’ di solito non si è così fortunati ad avere qualcuno che chieda spiegazioni per qualche comportamento strano o che indaghi nelle emozioni del candidato!
    Credo che non siamo macchine, penso che qualsiasi comune mortale oggi nel 2012 sarebbe teso, e speranzoso di ricoprire un ruolo lavorativo, di questi tempi è un miracolo se si trova un lavoro e bisogna tenerselo stretti.
    Bisogna avere fortuna di trovare la persona giusta al momento giusto, nessuno nasce imparato, bisogna farla fare sta benedetta esperienza. Sono giovane p vero, ma facendo sempre lavori a termine, e di diverso ruolo dopo 7 anni non mi sono specializzata in niente, il Cv è pieno di esperienze che non rispecchiano nessuna carriera!!!!
    è assurdo, bisogna fare esperienza ma poi per non aver voglia di insegnarti il mestiere e perchè per l’azienda sei un costo, cambiano di continuo personale e questa è la realta’ di molte aziende Poco serie.
    Cio’ che un tempo era la normalità: avere un lavoro fisso, la famiglia, una casa oggi è un utopia!!!!
    Per persone come me, non ci sono festività, domeniche libere da poter dedicare al tempo libero,
    perche lavoro in un c.commerciale, sì attualmente lavoro, ma questa è vita? o sfruttamento?
    sempre piu’ diritti vengono calpestati, e quelli che pagano siamo Noi, per necessità abbassiamo il capo e chiudiamo gli occhi.
    UN APPELLO ALLE AZIENDE: investite su persone valide,date la possibilità ai giovani di avere un futuro!
    Le persone con esperienza ( over 40/50) hanno diritto di lavorare e di andare in pensione! è un CICLO!
    io consiglio di non rivolgersi alle agenzie interinali, perche’ non selezionate voi i candidati? non è meglio il contatto diretto tra l’azienda e il candidato???Le agenzie, a parer mio hanno solo danneggiato e complicato il sistema!!!!!
    io ci credo, non perdo speranza…Mi auguro che prima o poi la ruota giri giusta anche per Noi!

    saluti.

    Veronica.

  • Salvocarta 5 anni

    Ho avuto modo di ritrovarmi in questa situazione alquanto bizzarra ma abbastanza frequente. È successo lo stesso a me per l’azienda per la quale tutt’ora lavoro. In fase di selezione il SPV ha avuto feed back negativi solo dal mio aspetto in considerazione del fatto che avevo partecipato alle selezioni con la febbre e di certo nn “sprizzavo” carica e motivazione da tutti i pori.. Fui ammesso alla fase di formazione grazie alla buona intuizione della mia futura TL..a distanza di neanche 1anno ho avuto la promozione a TL e ora gestisco un team di 40 persone!

  • Ivonne 5 anni

    Salve. 
    Io sono nettamente consapevole di questo, infatti sono una persona che gesticola con le mani,14 anni fa ho trovato un lavoro come baby sitter per un Console. Loro che di confidenza non li danno e il personal viene trattato come se fosse gli ultimi di questo pianeta, sino a un giorno cercavano una Governante, che scrivesse e parlasse italiano perfetto, inglese, e un’altra lingua, che sapessi gestire la casa, quasi come una segretaria.  Mi fecce avanti rischiando di essere mandata via perché me consideravano una ignorante perché gesticolavo troppo. Poi pero mi sono presentata al colloquio pensate, come e rimasto attonito, perché mi sono vestita diversamente, presentando il mio Diploma di Economia e Commercio conseguito in Ecuador (mio paese), e altri Diploma conseguiti in Italia,  ma gesticolavo sempre. Le detto che non doveva giudicarmi perché lo facevo anzi li ho detto che scientificamente comprovato che le persone cosi son aperte, e molto intelligente. Mi ha pressa, sono stata per 10 anni. sino a quando ho cambiato lavoro in un Negozio di Abbigliamento. 

    ps: ci sono persone che ti guardano diretti a gli occhi, ma son le persone più bugiarde che mai conosciuto, o altre che credeno  di essere più grandi di noi quando non sono niente. Al meno io non mi lascio ingannare delle apparenze voi???..
    comunque le persone che si lasciano ingannare delle apparenze li catalogo molto superficiale. 

    Saluti 
     Ivonne

  • Loriana Costa 5 anni

    Persone a volte “strane” o… solo “riservate” o “timide”…dimostrano a volte capacità maggiori di chi si presenta più “sfrontato”.
    Non  sempre l’aggressività e la sciolltezza sono sinonimo di bravura.
    Spesso chi è più “razionale” è meno “vistoso” nei modi e negli atteggiamenti con gli altri.

  • Gianni Campana 5 anni

    se ci sono cento CV da filtrare , è chiaro che ad ognuno puoi dedicare solo pochi secondi (ho detto secondi), se poi hai quattro candidati praticamente perfetti sulla carta, è chiaro che ti puooi permettere di scartare uno anche solo perchè porta una spilla blu e a te piace il rosa… tanto sono tutti perfetti per quello che ti serve…

    Il problema è che manca il lavoro

    • Paola 5 anni

      tanto varrebbe lanciare i dadi e non far perder tempo alla gente!

  • Luca79_saitta 5 anni

    E’ incredibile!!! e io che pensavo che le persone che lavoravano nell’ambito delle risorse umane fossero preparate psicologicamente oltre che formate ad esaminare una persona e non a discriminarla.
    Questo mi fa capire che potevo lavorare benissimo al suo posto, e che prima di giudicare una persona bisogna conoscerla e capirla, (anche se questa dote c’è l’hanno in pochi), cercare di capire e sentire a pelle quale passato può aver trascorso una persona in base a quello che racconta, e che durante un colloquio di lavoro può capitare di essere passato prima dal dentista o da un ginecologo per cui ci si può permettere anche di zoppicare…
    Ed io continuo ad essere disoccupato…
    Dimenticavo, domani andrò nelle agenzie per lavoro ma prima passerò dal dentista per una carie, sono avvisate tutte le agenzie interinali di Torino e di provincia compreso anche il collocamento.
    SAITTA Luca.

  • Gianfranco 5 anni

    Commento telegrafico:si giudichino i candidati per il curriculum e non per convinzioni personali! Gianfranco

  • Kgb 5 anni

    IL FATTO È PROPRO QUESTO, NON DOVETE PROPRIO GIOCARE A FERE GLI PSICOLOGI DA QUATTRO SOLDI, LA PSICOLOGIA È UNA SCIENZA NON UN TEATRINO PER INCOMPETENTI.

    • james 5 anni

      la psicologia non è affatto una scienza, perchè salta completamente la verifica empirica che sta alla base di tutte le scienze

  • Corrado 5 anni

    Un commento su “addetti” e società di ricerca del personale? Basta leggere gli annunci …. della serie: alla ricerca dell’uomo che non esiste nemmeno nei film! Ho mandato il mio CV in giro con 10 anni di meno (oggi ne compio 47) e fioccavano le telefonate e gli appuntamenti. Un nuovo commento su addetti del settore? Sono dei poveri st…zi! 

  • Geriart 5 anni

    Penso che hanno tanto materiale umano ,e quindi possono  fare tale valutazione.No sapendo quello che creano hai lavoratori .a parte il rimanere disoccupati .No vi sono controlli in merito i lavoratori in genere siamo in una situazione di schiavitu’ e grazie quando succede.

  • Cristian 5 anni

      Forse e arrivato il momento di smettere con i giochi scientifici e mettere a la prova pratica la persona davanti a noi. Io sono stufo di questi episodi. Penso che basta con le stronzate.

  • roberto 5 anni

    a parer mio , chi si occupa di selezionare il personale non ha un compito facile ,molte persone che vanno ad un colloquio per avere un opportunita di lavoro non sono se stesse . in questo caso
    la candidata è stata se stessa e la selezionatrice un po presuntuosa, la morale di tutto questo
    sta nel fatto che le persone troppo sicure senza punti interrogativi quando commettono un errore
    lo pagano piu caro sotto il profilo psicologico e comportamentale .

    saluti
    roberto
     

  • Conte Ormark 5 anni

    Molto bello questo aneddoto. Conferma quello che ho sempre pensato. In 30 anni di dirigenza ed altri 12 come consulente di direzione aziendale, ho avuto modo di avere molti contatti con gli head-hunters……..Mi chiedevo perchè mi assumessero in posizioni di alta responsabilità senza chiedermi nulla di “tecnico”. Semplice, non sapevano, non potevano sapere tutto! Oggi molti della selezione non sanno neanche come si vi in azienda: Dall’Università alla società di selezione! Come fa uno a selezionare un direttore commerciale, un direttore di produzione, un direttore generale, senza aver mai respirato l’aria di un’azienda…..che ha varie implicazioni, a partire dalla personalità e psicologia del titolare o del manager…..mah! E costano anche. Ad una società di selezione ho dovuto dettare io la ricerca in base al profilo che cercavo….mah! Avanti così senza formazione, senza maestri …. due generazioni rovinate. E non parliamo dei test!

    Grazie per l’attenzione

    P. Conte

    • Paolo Petricevic 5 anni

       

      Sono perfettamente d’accordo. Sono un
      cinquantatreenne tecnico IT con molti più di 20 anni d’esperienza,
      lavoro in proprio, ma solo una volta mi sono trovato davanti
      interlocutori con domande tecniche e all’altezza di capire le
      risposte. Però erano dipendenti dell’azienda stessa che selezionava
      il personale. Ho preso il lavoro che è durato 4 anni con reciproca
      soddisfazione. Ma vedendo gli annunci si capisce che sono assurdi,
      cercano superman di 20 anni, ed il massimo è stato quando mi hanno
      chiesto la foto. No sapevo che per IT servisse anche essere modelli.
      Viviamo nell’epoca delle apparenze, ma purtroppo è la sostanza che
      conta. Ovviamente non dobbiamo stupirci se sempre più aziende
      chiudono, purtroppo come sosteneva un mio collaboratore: “Il pesce,
      quando puzza, puzza sempre dalla testa”. Per ogni lavoro bisogna
      essere capaci di farlo, anche il capo, di qualsiasi cosa sia, è un
      lavoro e bisogna essere capaci di farlo. La prima preoccupazione di
      un capo DEVE essere scegliersi i collaboratori, farli lavorare BENE.
      Purtroppo per tradizione in Italia si prende il parente di, l’amico
      del cugino di, ecc. Tradizione di antica scuola vedi “nepotismo”.
      I “vecchietti” con esperienza possono solo andare l’estero dove
      la professionalità è ancora riconosciuta.

  • Susi 5 anni

    A me è capitato molte volte, ma moltissime volte anche né mi è stato detto il motivo per cui non sono stata selezionata, né hanno dato una risposta una volta che gliel’ho chiesto. Un paio di volte mi è stato detto che ero “sovraqualificata”.

  • Robertofantuzzi 5 anni

    Chi giudica è in una botte di ferro … e chi è giudicato, spesso, è in stato di necessità.
    Esiste un registro pubblico di feed-back  dei selezionatori, redatto in modo civile dai selezionati? 

  • Davide67 5 anni

    Non sempre l’impressione che si ha di una persona dopo un colloquio che può durare 30 minuti è la verità su quella persona. Ci sono molte concause che possono “inficiare ” il risultato di un colloquio. Conosco persone che pur non avendo mai ricoperto ruoli  che poi si sono ritrovati a svolgere, sono diventati degli OTTIMI collaboratori di una azienda che ha dato loro fiducia ed un minimo di tempo per poter acquisire le basi di un lavoro che mai più si sarebbero immaginati che potesse esistere… Quindi in un colloquio va valutata la volontà che ha una persona di mettersi in gioco e dare il meglio di se.
    Tanto per fare un paragone CALCISTICO parliamo di PIRLO il miglior regista di centrocampo mai esistito e scartato dall’inter perchè non adato al ruolo in cui giocava… poi passato al milan qualcuno ha provato una collocazione diversa ed ecco il CAMPIONE che è tuttora alla Juventus…

  • Gianni Plu 5 anni

    PERSONALMENTE HO SOLO UN PROBLEMA
    NESSUNA AGENZIA DA 18 MESI MI PROPONE ALLE AZIENDE PER UN COLOQUIO (SOLO PERCHE’ HO 57 ANNI)
    QUINDI PENSO CHE IL PERSONALE NON SIA ALL’ALTEZZA DELL’INCARICO

    • Franca Traversa 5 anni

       Infatti. temo che spesso si fermino alla riga della data di nascita e non leggano nemmeno le qualifiche e le esperienze pregresse. e così capita che se perdi il lavoro e non hai ancora diritto alla pensione devi vivere di elemosina perchè sei scartato a priori…. Io ho 58 anni….

  • Ritam71 5 anni

    In questa miseria chiamata mercato del lavoro ,
    dove l’essere umano è carne da macello o prodotto da consumare con tanto di etichetta (CV) ,
    la vicenda in questione non è nulla di trascendentale…

    Se la nostra auto con una spia indicatrice ci fa notare che esiste l’anomalia ,che senso ha prendersela con la spia ????  non è meglio cercare di capire dove più essere il guasto????

    Con grande delusione ,vedo queste anomalie proliferare anche grazie al sonno collettivo ,a poche persone interessa veramente capire alla sorgente..

    La tendenza è sempre quella di perdersi sull’indicatore ,dare sfogo all’ego , fare a gara a chi la sa più lunga , ma al di là di inutili chiacchere e lamenti non si va !!!! 

    Ed è così che si gira sempre nella stessa orbita IN SOSTANZA ,succede un altra vicenda ,ci si perde in milioni di frammentazioni e psicodrammi da fiction ,ma si resta lontani dalla volontà di capire cosa veramente stà accadendo a monte !!!
    E se siamo ancora così lontani dal chiaro onesto e logico capire ,non oso pensar quanto lo siamo dall’agire…

  • Tommaso Olive 5 anni

    Non bisogna giudicare le persono dalle apparenze, nelle aziende ha valore lo stato psico della persono per vedere se e in grado di dare il meglio delle sue professionalità ed esperinza al servizio delle  aziende.

  • natalia odintsova 5 anni

    Salve, sono contenta per Sara, meno male – aveva una persona che ha dato una mano per chiarire le cose. Se no?.. Vorrei segnallare un altra situazione – capita spesso e non si parla mai. Cambio lavoro (caso mio – colf, baby sitter con vitto e alloggio) perche condizioni sono insopportabili – 16 ore lavorattive al giorno 6 giorni alla settimana, ho resistito quasi un anno,sono andata via e non ho avuto le referenze, ho detto che sono i sruttatori. Adesso che faccio? Distinti saluti. Natalia.  natantsova@gmail.com

  • No il sentore, ma la certezza di essere stato scartato per far posto ad uno yes-man. Le grosse aziende italiane sono gestite da persone mediocri che si attorniano di altre persone mediocri, per avere la sicurezza che la loro poltrona sia ben solida. Ma questo è un altro discorso…

  • giorgio 5 anni

    In effetti è verisimo, purtroppo molti, se non addirittura troppi, selezionatori si atteggaino a censori ed unici dispensatori di sentenze, senza “saper” andare a fondo della persona e tanto meno del vero attributo che in realtà l’azienda cerca.
    Troppe volte anche chi formula la domanda di personale non è in grado di specificare al meglio le caratteristiche del ricercato e tantissimi potenziali Idonei, vengono scartati.

  • Digit812000 5 anni

    Il problema è che alcune volte si mandano a casa persone davvero capaci, secondo me è difficile valutare una persona con un colloquio, perché è probabile che questo vada male, ma la persona è comunque portata per fare quel lavoro da cui è stato/a escluso/a. Ma purtroppo questo non sta a noi deciderlo.

  • Ruggero Rossini 5 anni

    Beh concordo con molti commenti, il vero problema è che molti dei selezionatori hanno loro stessi il problema del posto!
    Si spacciano per professionisti, ma le vere competenze funzionano come una carta di credito: se ne hai puoi spendere se no è molto meglio essere cauti. Negli approcci conta molto l’empatia e quando sento parlare di selezioni a 5 livelli basate su di un annuncio del tipo: cercasi max 35 enne con almeno 5 anni d’esperienza, possibilmente laureato con master (capace di fare quello che fa un direttore generale) si offre tre mesi a tempo determinato e si valutano anche candidature junior con lordo di 24.000 euro annui ….mi fa pensare che in primis sia l’azienda che non sa cosa cerca,non sa per quando ne ha bisogno e l’agenzia ha ben poco tempo per fare un buon lavoro.

  • Doro 5 anni

    A me è successa una cosa simile. Nel mese di maggio ho avuto una brutta allergia da contatto dovuta a non so bene quale sostanza-materiale presente nell’etichetta di un paio di pantaloni. Ho dovuto fare una cura di antistaminici e cortisone per circa un mese e la dermatologa mi ha anche vietato vestiti sintetici e vestiti scuri in generale (anche se di cotone), trucchi, gioielli, tintura per capelli per circa 1 mese.

    Appena 1 settimana dopo l’inizio della reazione allergica (quindi nel pieno della cura) vengo contattata da un’importante azienda alla quale avevo mandato il CV poco tempo prima e mi fissano l’appuntamento per il 4 giugno (pochi giorni dopo). Bene, mi sono presentata senza un filo di trucco (e io non mi trucco mai troppo), vestita completamente di cotone bianco e senza nemmeno un paio di orecchini. L’unica cosa che mi sono concessa è stata una borsa colorata (che esprimesse almeno un po’ della mia personalità). Non so cosa abbiano pensato del mio look, ma qualcosa mi dice che deve essere stato studiato anche quello (e probabilmente nel modo sbagliato).

  • Pietro 5 anni

    Poichè magari non è quello che vogliamo fare, vorremmo il massimo per noi, o magari  ci sono condizioni per cui noi non possiamo farlo ( quel determinato lavoro)

  • Fedra 5 anni

    commento non ce ne è….
    a me è capitato di fare un colloquio la settimana scorsa .presentata dal centro per l’impiego (categorie protette) mi sono preparata al fatidico giorno,davanti a me i 2 fratelli proprietari della ditta l’inizio del colloquio e stato improntato sulle mie esperienze ma, interrotto quasi subito e proseguito su altri argomenti,non sapevo cosa dire fare ma ,mi si continuava a chiedere tutto tranne esperienze il posto vacante era come operaia mi è stato poi chiesto come ufficio?e proseguendo chi conosco dove sono cresciuta e mi piacciono i cani? e ancora per la pulizie?bene le faremo sapere. esito del colloquio non ha abbastanza competenze….quali ?operaia-ufficio o pulizie?

  • Besnik 5 anni

    Uno dei miei grandi difetti e mi faccio conoscere quando una cosa non piace , ed e propio il linguaggio della facia che mi tradisce . Condivido in pieno il vostro raconto e me lo faro tesoro in futuro .
    Grazie per aver mandato questo mesaggio …
    Buona giornata e buon lavoro anche a lei signora o signorina .

  • Un’altra storia che sfocia nell’assurdo e nel ridicolo tipico di questa…”nazione”. Pur approvando l’esame del linguaggio del corpo, indispensabile per una buona presentazione, giudico codesta storia di una ridicolezza pari a quelle che si incontrano quotidianamente negli uffici pubblici (proprio oggi, all’INPS della mia città, tre dipendenti avevano timbrato il cartellino in entrata e risultavano assenti dalle scrivanie… Euasi quasi, i forconi ci vorrebbero) nella nostra vita di tutti i giorni. Ammesso anche che quella ragazza avesse avuto il TIC, mi sembra che sia discriminatorio e da parte dell’esaminatore/trice anche arrogante, scartare gente con questi piccoli disturbi a loro del tutto innocui. Avrei potuto capire, tipo, se in un concorso pubblico per entrare come sottuficiale dei carabinieri, si fosse presentato il figlio di Provenzano… Allora sì che c’era da essere d’accordo.

  • Spigonardogiuseppe 5 anni

    Il mio commento e chi seleziona, da chi e selezionato? una volta selezionati non si sa perché e percome occupano posti di responsabilità decisionali molto forti le mie esperienze professionali sono tante nel mio settore (edile) si trovano senza fatica mandrie di asini presuntuosi ed arroganti,Dio ci liberi e scampi da questa gente.

  • Antonio 5 anni

    Ho un master in Tecniche della comunicazione e analisi transazionale e ho un passato da dirigente. Se dovessi realmente esprimere il mio parere sulle modalità di gestione dell’attuale “mondo del lavoro” rischierei di essere estremamente volgare…
    Le agenzie, per quanto blasonate, dovrebbero essere un elemento di mediazione tra aziende e candidati basando la loro azione sulle competenze e sulla capacita di analizzare i relativi valori sulla base del ruolo offerto e gli skill del candidato. Un mero sogno….
    Tra annunci falsi, selezionatori boriosi e saccenti e aziende che assumono solo se gli porti i tuoi vecchi contatti/ clienti, nessuna considerazione degli skill acquisiti anche in mercati diversi ( skill che valgono molto di più dei canonici 10 anni di esperienza) il nuovo mondo…lo ritengo profondamente sbagliato e fuorviante.

    Caro direttore, i suoi racconti sono certo interessanti, ma se me lo concede generano ancor più amarezza in “noi” miseri tapini alla ricerca di una occupazione. Promuova Lei un nuovo e diverso approccio / metodo, stimoli lei le aziende sue clienti ad affrontare l’argomento risorse con nuove modalità e criteri di valutazione, divulghi a gran voce il desiderio e volontà di un distaccamento dalle penose e frustranti pratiche di selezione “moderne”.
    Come lei ben sa’, per i cambiamenti qualcosa deve essere abbandonato.
    Ho grande rispetto della sua persona ed e’ facilmente evincibile in lei tale desiderio e criticismo di quanto finora discusso.
    Sia una voce fuori dal coro, e canti finalmente una melodia che riesca a dare ancora fiducia a noi, attori impotenti e frustrati di questa triste rappresentazione oramai recitata in un “teatro” chiuso

    Antonio

  • Gianfranco Lo 5 anni

    Buongiorno ho letto quanto sopra, e devo dire che avendo 57 anni e quasi 35 anni di esperienze varie nella vendita….ho imparato a mie spese (e talvolta prendendo anche in giro i vari SELEZIONATORI   in circolazione.)..che  non sanno anzi non capiscono un cazzo di come si “giudica “una persona ,almeno un 90%  di loro sarebbero da rottamare…dico questo perchè avendo una sorella psicologa spesso e volentieri prendevo in giro le sue colleghe quando mi prestavo a fare analisi……questo per dirle che la peggior  cosa che possa accadere ad un candidato trovare un selezionatore  borioso e incapace convinto che alla “prima seduta” il candidato è buono oppure no…….se poi trovassero quelli come me che si divertono a SFOTTERLI….ehhhhe.  questa è presunzione…..quindi concordo con Lei…….ultimamente ho fatto colloqui dove sapevo gia in partenza che quel lavoro non mi interessava ma volevo capire chi era il MAGO…” psicologo”   CORDIALMENTE  gianfranco  locati

  • Daniele Bernardi 5 anni

    Ma…… certa gente mandarla a selezionar patate nei campi, non sarebbe meglio ?
    Che pena, questo mondo che abbiamo costruito, tonnellate di cretini che si sbattono per far carriera, ma starebbero meglio a tirare il carro, dalla parte dell’asino….

  • Rereman 5 anni

    Be nei colloqui certo e’ che come per gli esami ci vuole sempre molta fortuna. a volte solo una falsa presentazione del linguaggio del corpo fa prendere delle vere cantonate. Per cui a volte bisognerebbe seguire anche la semplice preparazione della persona magari provare a metterla alla prova direttamente sul campo e vedere se poi possa reggere lo stress come nel caso suddetto….

  • Clara Iannarelli 5 anni

    La storia è interessante, se per interessante si intende la sua funzione di stimolare riflessioni nuove e di fornire sempre maggiori elementi circa la complessità dell’umano.
    Trovo però molto grave che si racconti una storia così senza pensare alle possibili deduzioni che si possono trarre.
    Se lei non avesse conosciuto la ragazza, lei non avrebbe avuto altra chance…

    Trovo grave che non abbia detto la verità alla selezionatrice, grave che non abbia riferito ad un superiore quanto saputo, se non aveva modo di dirlo direttamente alla selezionatrici. Si rende conto di quante persone saranno state ingiustamente scartate, solo perchè non si poteva “riferire la verità” ad una persona sicura del fatto suo? 
    Trovo più grave questo suo comportamento che quello della selezionatrice, mi dispiace.

    Perchè di persone incompetenti -e arroganti- è pieno il mondo lavorativo di questo paese, a tutti i livelli, ma che non si riesca a metterli spalle al muro di fronte all’evidenza della loro incompetenza è per me assurdo. 
    Li si asseconda nella loro ignobile ottusità, ma perchè????

    La morale che traggo dalla storia è molto più triste e grave di come i selezionatori agiscono, o di come bisognerebbe presentarsi per farsi selezionare, o del linguaggio del corpo. 

    Forse a questo, postando il suo articolo, non aveva pensato. Saluti.

    • Makee 5 anni

      Il selezionatore di una società di ricerca e selezione deve mediare tra l’azienda e il candidato, ovviamente “portando a casa il risultato”. Il dott. Fattizzo non era così in confidenza, come spiegato nell’articolo, con la responsabile del personale per dirle che non capiva niente e che quindi aveva sbagliato la selezione, ma ha cercato da una parte di non perdere il rapporto commerciale instauratosi con l’azienda e dall’altra di concludere una ricerca.
      Comunque che il mondo sia pieno persone arroganati che stanno sopra un piedistallo a giudicarti, è vero. Sfortunatamente dobbiamo imparare a conviverci e cercare di fare il nostro meglio per imporsi in modo educato e garbato. Se noi siamo i primi a farlo, anche il nostro interlocutore “abbasserà la cresta” (almeno lo spero!).

  • Doge 5 anni

    fondamentalmente credo che la persona deve capitare nel luogo giusto al momento giusto..
    non esistono tecniche o teorie dietro il feeling del selezionatore col candidato..
    è tutto in insieme di cose che deve funzionare: l’atteggiamento, il curriculum, la motivazione

    se manca qualcosa in uno dei tre ambiti siamo freschi a fare studi su studi,a scrivere articoli su articoli

    secondo me si crea troppa confusione se si sta ad analizzare ogni minimo dettaglio di un colloquio

    il colloquio va bene se a quell’azienda servivi proprio tu
    se no..non si può far nulla! proprio nulla!

    spesso è anche mancanza di competenze..tutti a dire che non trovano lavoro…ma si hanno delle competenze? si fa qualcosa per essere interessanti per l’azienda? si ha un obiettivo?
    si è speciali in qualcosa?

    secondo me la prima cosa è offrire qualcosa noi stessi..
    non stare a fissarsi su come muovere i muscoli del viso e come non muoverli

    perchè quando si parla di ricerca di lavoro nessuno parla mai di competenze??
    di come crearne di vuone mentre si è disoccupati?

    che se ne fa un disoccupato di un racconto di colloquio andato bene??
    serve solo a frustrarlo ulteriormente!
    piuttosto date delle indicazioni su cosa poter fare per rendersi più preparati

    Basta con questo linguaggio del corpo!!
    Sono solo dettagli!influenti per l’esito del colloquio forse..al 10%? (forse..)

  • Gio 5 anni

    come sarebbe?con tutto il rispetto,ma da quando hanno collocato gli psicologi nelle aziende hanno rovinato tutto.
    ognuno di noi può avere un problema che va ben al di là di un tic o di in tac.
    la verità è che si trovano tutte le strade per rendere grottesca la posizione in cui ci hanno collocato nella graduatoria dei paesi più corrotti:TERZO POSTO ITALIA.

  • Vieri 5 anni

    Linguaggio del corpo?! che boiata!
    perchè allora non rispolverare antiche discipline che al momento della loro scoperta era molto in voga e che poi si sono rivelate asolutamente fallaci se non proprio fasulle: come la frenologia, la fisiognomica o addirittura il gene xyy inventato da Dario Argento ne “il gatto a nove code” (ricordate?).
    L’unico modo per selezionare è il periodo di prova nel breve periodo e la successiva meritocrazia nel lungo periodo.
    Se poi l’azienda deve necessariamente fare un prima “scrematura” dei candidati, tanto vale condurre una selezione sulla base della simpatia personale che equivale, nè più nè meno, a valutazione fatte seguendo linguaggio del corpo o altre discipline che, a giusta ragione, sono considerate oggi come arti stregonesche o magiche……
    Vieri

  • Lenti-marco 5 anni

    devo dire che con i selezionatori non ho mai avuto l’impressione che stessero ascoltando attentamente ciò che di volta in volta decidevo di raccontare per tentare di convincerli a prendermi in considerazione. Ho sempre avuto l’impressione che avessero dei criteri di scelta improntati prevalentemente su pregiudiziali di tipo fisico o anagrafico, o, in certi casi, che si affidassero alla classica sensazione “a pelle”. Non mi spiego altrimenti, certi atteggiamenti che ho avuto modo di notare durante certi, troppo frettolosi colloqui, che ho sostenuto, dove mi è stata dedicata solo qualche occhiata tesa a valutare la mia potenzialità fisica, e scarsa attenzione a quello che dicevo. Ora, posso anche capire che si parta con l’idea di preferire risorse al di sotto di una certa soglia d’età, ma allora perchè convocarmi? E dire che sono una persona fisicamente in ottima forma, non fumo e non consumo alcolici, sono educato e rispettoso, con un discreto bagaglio culturale e con capacità professionali a mio avviso interessanti. Avrò forse una faccia antipatica? Mah!! Insomma, ho 51 anni e mi sto seriamente convincendo che tutte le buone qualità che so di avere, non contino più per il solo fatto che sono qualità che si possono esprimere e si possono apprezzare, solo in fase di lavoro e non durante un colloquio con selezionatori che di lavoro sul “campo” hanno cognizioni troppo distanti dalla realtà.

  • Vasconi 5 anni

    Concordo con Alex; per esperienza diretta posso concordare che la professionalità è calata e, soprattutto in questo periodo in cui ci sono più candidati che posizioni, si trovano selezionatori che si giovano del potere di poter decidere del futuro delle persone. Lavoro da oltre 20 anni, mi ricordo che prima dell’avvento di internet, ad ogni colloquio seguiva quanto meno un lettera di cortesia, ora mi capita di fare anche 2-3 colloqui per una data posizione e poi non sapere più nulla…
    2 esempi su tutti:
    1) 3 colloqui per un’azienda, parlato con tutti i livelli (presidente e manager di linea di casa madre), definito stipendio, benefits, data di inizio e poi sono spariti senza essersi fatti più sentire….
    2) al terzo colloquio per un’altra azienda, il manager di linea mi chiede se avevo esperienza nel settore in cui avrei dovuto operare; alla mia risposta negativa mi ha mandato via dicendo che non aveva tempo per fare formazione…. per fortuna che nel CV è indicato chiaramente in quali settori ho lavorato e ciò era pure emerso nei precedenti 2 colloquio con le Risorse Umane dell’azienda!!

  • Andrea 5 anni

    Purtroppo a me sono capitati svariati selezionatori che non erano in grado di comprendere le richieste del cliente e le mie potenzialità, sarò stato sfortunato, non lo so. Io il lavoro me lo sono dovuto cercare sempre da solo perchè le agenzie anziche dimostrarsi un filtro si rivelano un “tappo”. In bocca al lupo a tutti.
    Andrea

  • alex 5 anni

    Nell’articolo si dice che ci sono ottimi professionisti e ci sono tanti che invece si improvvisano,io dico che TUTTI si improvvisano,soprattutto nella parte dei selezionatori,che si sentono quasi un dio in terra nell’andare a sondare e scrutare nelle crepe più recondite della personalità dei vari candidati.Concordo anche sul fatto che ognuno è convinto del fatto suo,e guai a contraddirli,magari loro hanno studiato,hanno un pezzo di carta che attesta la loro formazione superiore(il che non vuol dire che abbiano studiato appositamente per diventare selezionatori del personale),chi siamo noi poveri ingenui per mettere in dubbio le loro analisi accurate!!Ma perchè nessuno li controlla?Non si possono fare degli esami di idoneità per ricoprire questi ruoli?Sembra una cosa sciocca,ma queste persone superflue,con il loro operato da”convinti”,decidono il destino di molte altre persone al pari di un generale che quando ha la luna storta manda al macello i propri soldati.

  • S Cela 5 anni

    io no ho letto tutto il racconto , ma è chiaro che quando si fa un colloquio ditte e agenzie vedono nel candiato SOLO QUELLO che vogliono vedere.

  • ckaudio 5 anni

    Si a me è capitati anche di peggio. Due iter di colloqui, telefonata ad un mio ex datore per una referenza ed il giorno dopo la stessa mi hanno detto, mentendo, che avevano decisio per altra persona.

  • Edgarmalber 5 anni

    Penso che un incontro non basti per tirare conclusioni che altrimenti sarebbe affrettate. Mi stupisce una segnalazione di questo tipo anche se mi rendo conto che lavorare nelle risorse umane alla lunga possa far nascere pregiudizi.

  • Valeriag83 5 anni

    Bella storia. Mi sento di averne fatto parte spesso, purtroppo sono timida e spesso mi frega durante i colloqui.
    Gradirei sapere quel che pensa il mio interlocutore per potergli spiegare il motivo di alcuni miei atteggiamenti.
    Cmq per ora nemmeno l’ ombra di un colloquio…

    • Francos72 5 anni

      Siamo solo noi con il nostro atteggiamento a dare un percepito a chi ci ascolta. Un consiglio da un addetto ai lavori: diamo sempre l’impressione di avere il coraggio di alzare la mano nelle occasioni che contano.

  • Makee 5 anni

    Credo che la “lettura” del linguaggio del corpo non sia sufficiente per una prima valutazione, sopratutto per il fatto che Sara è stata scartata solamente per questo motivo e non per la mancanza di competenze. Da una parte vien da pensare perchè Sara non si sia scusata prima del colloquio dicendo che aveva subito una piccola operazione e che ne sentiva ancora i postumi, ma dall’altra perchè si sarebbe dovuta giustificare? E se quei tic fossero stati naturali e non dovuti al nervosimo, sarebbe stata scartata per come è naturalmente? La responsabile del personale avrebbe dovuto darle un’altra occasione e valutarla meglio durante il secondo colloquio, verificando se questi tic erano dovuti al nervosismo o ad altro. In questo caso avrebbe mosso le sue obiezioni riguardo la candidata.
    Probabilmente tale responsabile era una grande fan di lie to me, che non ho mai visto ma ne ho solo sentito parlare, e si è immedesimata troppo nella parte.

  • poverinoi 5 anni

    poteva farlo presente lei al colloquio che non aveva un tic e spiegare dell’anestesia…… certo non sono articoli come questo che ci aiutano a trovare lavoro. Questo al limita dimostra che anni fa anche chi non era capace a fare un lavoro alla fine veniva assunto per farlo, oggi invece puoi essere bravo come ti pare, ma finito lo stage gratuito te ne vai a casa lo stesso