L’importanza di apprendere per lavorare bene

Perché è importante apprendere per tutta la vita? Quali sono le metodologie più diffuse? Scopriamolo insieme scorrendo l'articolo che segue

Chi pensa che apprendere sia un verbo da coniugare solo nelle aule scolastiche si sbaglia di grosso; ogni singolo incontro ed ogni singola esperienza che facciamo può consegnarci un insegnamento nuovo, destinato ad arricchirci e formarci per il resto della vita. Ma cerchiamo di essere onesti: non tutti apprendono alla stessa maniera e certe persone fanno più fatica di altre ad imparare ed incamerare ciò che viene loro detto. Non dipende necessariamente dalle loro capacità intellettive, ma dalla difficoltà di adattare il loro metodo di apprendimento alle circostanze che vivono. Ecco perché è importante scoprire qual è la metodologia che fa più al caso nostro e sfruttare al meglio le potenzialità di cui disponiamo. Continuare a vestire i panni degli studenti curiosi ci permetterà di agguantare risultati importanti.


Modello VARK: 4 diversi modi di apprendere

Quante volte ci hanno detto che non si finisce mai di imparare. E’ una verità che dovremmo tenere salda in mente, specie quando pensiamo di essere arrivati ed iniziamo a difettare di umiltà. Ma anche quando ci lamentiamo dei risultati insoddisfacenti che ci fanno dubitare delle nostre capacità. Quando qualcosa non va, non dovremmo cedere alla tentazione di giungere a conclusioni affrettate (che potrebbero generare un profondo senso di frustrazione), ma sforzarci di scrutare il quadro con più attenzione. Il successo di un compito, di un esame o di un progetto lavorativo è strettamente correlato alla capacità di sfruttare al meglio le nostre capacità di apprendimento, impariamo a riconoscerle – affidandoci alle indicazioni fornite dal modello VARK (elaborato qualche decennio fa dall’esperto Neil Fleming) – e la strada sarà spianata. Ecco cosa si cela dietro l’acronimo coniato dallo studioso neozelandese:

V come Visual (metodo visivo)

E’ il metodo a cui ricorre chi impara soprattutto con gli occhi cogliendo il senso di quanto viene indicato ed illustrato da grafici, diagrammi e schemi. Chi apprende a livello visivo presta anche particolare attenzione al linguaggio del corpo e riesce a cogliere segnali e messaggi “criptati” che sfuggono, di norma, ai meno attenti. E’ un’abilità che può tornare particolarmente utile al lavoro, quando si deve negoziare un accordo o pianificare un progetto. Captare i segnali di apertura o chiusura veicolati dal corpo del nostro interlocutore può aiutarci a correre ai ripari e ad aggiustare il tiro per tempo, prima che le trattative naufraghino irrimediabilmente lasciandoci con un pugno di mosche in mano.

A come Aural (metodo uditivo)

E’ la strada percorsa da coloro che apprendono principalmente con le orecchie, facendo tesoro di tutto quello che viene loro riferito, esposto o spiegato con le parole. Nel contesto lavorativo, le persone che apprendono a livello uditivo danno il meglio di sé quando partecipano a discussioni di gruppo e brainstorming nel corso dei quali amano esprimere le loro idee a voce alta e confrontarsi con gli altri. Se dobbiamo collaborare con loro, evitiamo di mandare messaggini ed email che non amano leggere e raggiungiamoli direttamente in stanza. Gli apprendenti uditivi sono degli ottimi ascoltatori, che si lasciano affascinare dall’eloquio elegante; per ottenere la loro completa attenzione, basta scomodare qualche lemma ornato e porsi in maniera garbata.

R come Read/Write (metodo di lettura e scrittura)

Sei un maniaco degli appunti? Senti il fisiologico bisogno di trasferire sulla carta tutto quello che viene esposto nel corso di una riunione di lavoro o di un convegno? Bene, allora con ogni probabilità, sei un tipo che apprende e memorizza attraverso il metodo di lettura/scrittura, un lettore ed annotatore seriale che ha bisogno di scorrere più volte i testi, sottolinearli e rielaborarli (spesso in forma sintetica) per incamerare le informazioni che contiene. Apprendere per te vuol dire studiare alla vecchia maniera, ma occhio a non farti sfuggire dettagli importanti che potrebbero insegnarti più di tanti manuali ed elenchi puntati.

K come Kinesthetic (metodo cinestetico)

Gli apprendenti cinestetici sviluppano una forma di insofferenza nei confronti della teoria. Ascoltare o leggere istruzioni è, per loro, tempo perso poiché credono che l’unico metodo di apprendimento possibile sia quello che passa dalla sperimentazione diretta delle cose. Sono soggetti che amano la concretezza e che cercano il coinvolgimento fisico: apprendono e comprendono facendo le cose. Costringerli dietro una scrivania sarebbe un errore, date loro un impiego manuale (che consenta di esprimere al meglio la loro intelligenza e dinamicità) ed il gioco sarà fatto.

Non smettere mai di apprendere

Inutile precisare che il modello VARK è solo uno schema e che, come tale, deve dunque essere letto e fruito. La maggior parte delle persone ricorre simultaneamente a più metodi di apprendimento, adattandoli ogni volta alle esigenze o alle specifiche richieste del momento. Non lasciamoci “castrare” dalle definizioni e mostriamoci aperti, flessibili e volitivi. Apprendere è un’abilità che deve essere costantemente affinata, anche se richiede fatica e tempo. Chi smette di imparare rinuncia ad andare avanti e rischia di arenarsi in terreni paludosi. “Lavora ed impara – diceva il filosofo statunitense Ralph Emerson – ed avrai incatenato la ruota del destino”.  E messo un’ipoteca sulla tua realizzazione personale.



CATEGORIES
Share This