Licenziamenti Pubblica amministrazione: in pole position c’è la scuola

L'Ispettorato del ministero della Funzione Pubblica ha rilevato che, nel 2014, a essere licenziati sono stati 227 statali di cui 81 appartenenti al comparto della scuola. A farli "cadere": le assenze ingiustificate e i reati commessi, ma anche la negligenza e il doppio lavoro.

I lavoratori pubblici sono spesso nell’occhio del ciclone. Gli ultimi casi di cronaca (da Sanremo a Roma) hanno rinforzato la nomea del dipendente “fannullone” che anziché sedersi alla scrivania si intrattiene al bar con i colleghi o fa la spesa nel supermercato più vicino. Il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, ha annunciato una nuova “stretta” con un provvedimento che dovrebbe portare al licenziamento flash (entro 48 ore) del “furbetto” di turno. In attesa di conoscere gli sviluppi della misura (sulla quale scommettono poco sia i sindacati che l’opposizione), l’Ispettorato del ministero ha diffuso i dati sui provvedimenti disciplinari avviati e conclusi nel 2014 a carico dei dipendenti della Pubblica amministrazione. Cosa è emerso? Che la quota di licenziamenti è particolarmente bassa e che il settore più “bersagliato” è quello della scuola.


Nel 2014, i licenziamenti rilevati nella Pubblica amministrazione sono stati 227 (in lieve aumento rispetto ai 219 dell’anno precedente). Nel dettaglio: 84 (pari al 37%) sono stati disposti per assenze ingiustificate o non comunicate per tempo, 72 (pari al 32%) per reati commessi, 63 (pari al 28%) per cattiva condotta (negligenza o comportamento scorretto nei confronti di superiori, colleghi o utenti) e 8 (pari al 2%) per attività extra-lavorative non autorizzate (il famoso doppio lavoro). Ma in definitiva si è licenziato tanto o poco? Per avere un’idea più chiara, basti pensare che nel 2014, i procedimenti disciplinari avviati a carico dei dipendenti della Pubblica amministrazione sono stati in tutto 6.935 e che di questi solo 227 (pari al 3%) si sono conclusi con il licenziamento. E se vi state chiedendo dov’è che si licenzia di più, sappiate che è nel comprato della scuola dove gli “allontanamenti” sono stati 81, seguiti dai 77 che hanno interessato i ministeri e le agenzie, dai 34 degli ospedali, dai 19 degli enti pubblici, dai 14 delle università e dai 2 che hanno, invece, coinvolto dipendenti di Comuni e Province. Un numero bassissimo che però – è doveroso precisarlo – potrebbe essere legato al fatto che per le amministrazioni pubbliche non c’è l’obbligo di comunicazione.

Ma non di soli licenziamenti si è occupata l’indagine condotta dall’Ispettorato del ministero della Funzione Pubblica. Stando ai dati raccolti, infatti, nel 2014, i procedimenti di sospensione temporanea dal servizio sono stati 1.334. Di questi, 859 hanno avuto una durata inferiore ai 10 giorni mentre 475 una durata superiore ai 10 giorni. In 884 casi (pari al 66% del totale), a determinare la sospensione del dipendente pubblico è stata la negligenza o un suo comportamento scorretto; 254 (pari al 19%) sono stati, invece, i casi di sospensione per assenze ingiustificate o comunicate fuori tempo massimo, 110 (pari all’8%) le sospensioni scaturite da un reato commesso, 65 (pari al 5%) quelle per doppio lavoro e 21 (pari al 2%) quelle che hanno coinvolto i lavoratori pubblici che si erano dati per malati  e non si sono fatti trovare in casa al momento dell’accertamento fiscale.



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