Liberi professionisti, cresce lavoro a intermittenza

Chi pensa che la libera professione non sia soggetta alla crisi, magari sostenendo una dualità rispetto al lavoro dipendente, si sbaglia. Una ricerca dell’Ires, il centro studi della Cgil, ha, infatti, sondato la situazione dei liberi professionisti, trovando un clima di incertezza che regna tra i lavoratori di questa categoria.


La crisi economica ha messo a dura prova l’esistenza e i nervi di coloro che si danno alla libera professione, i quali, si sa, sono soggetti a periodi di picchi di lavoro, seguiti da periodi di magra. A ciò i liberi professionisti sono abituati, ma le oscillazioni che si sono avute durante la crisi, con periodi di lavoro inesistente, hanno fiaccato l’animo di tanti.

 

Tanto che, dall’interno della categoria, adesso si chiede la possibilità di accedere ad alcune prestazioni assistenziali, per ammortizzare certe fasi di assoluto bisogno, e che non dipendono solo da ragioni di mercato. Prima di potere incassare una fattura emessa, infatti, mediamente il 60% dei liberi professionisti attende anche oltre due mesi, con difficoltà, nel frattempo, a fare fronte alla spese, tale per cui oltre la metà fa ricorso ai genitori, per ammortizzare questo intermezzo.

E il sentimento del 30,4% degli intervistati sottolinea un clima di avvertito peggioramento delle condizioni nell’ultimo anno, contro un 29,4% che le considera stabili e un 13,4% che le considera, invece, migliorate.



 

 

 

 

 

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