Liberalizzazione delle professioni: ma non per quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista e autotrasportatore

Giulio Tremonti riprende il tema delle liberalizzazioni nell`agenda del governo. Il ministro dell`Economia ha deciso che una parte della manovra che la prossima settimana porterà all`esame del Consiglio dei ministri riguarderà l`apertura del mercato nelle professioni e nei servizi in particolare.

La bozza parla di “Liberalizzazione per le professioni”, ma non per quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore.

Le restrizioni previste attualmente sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore della manovra: una decisione che si basa sul «principio della libertà d’impresa».

Dai cassetti degli uffici di Palazzo Chigi, dove il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia l`ha consegnata da mesi, dovrebbe inoltre essere ripresa anche la Legge annuale sulla concorrenza.

Era stato proprio il presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà, a denunciare la scomparsa delle liberalizzazioni dal menù della politica economica, denunciando tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, le libere professioni, i trasporti.

Per più d`una categoria è stato affidato allo stesso ordine professionale il compito di redigere la riforma. Alla fine sono riemerse le tariffe minime per gli avvocati e anche per i trasportatori che minacciavano il blocco delle autostrade.

Di fronte a resistenze così agguerrite e interessi così ben rappresentati, ci vorrebbe un´opinione pubblica attenta alle sorti delle liberalizzazioni.

Rimane ancora tantissimo da fare, infatti, molte professioni continuano a essere dominate da meccanismi di tipo dinastico, in cui aumenta di molto la probabilità di entrare nella professione per chi ha lo stesso cognome di chi è già iscritto all´ordine.

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