Legittime le startup innovative costituite senza notaio

Una recente sentenza del Tar afferma che le startup innovative possono essere validamente costituite anche senza atto notarile.

Secondo quanto afferma il Tar del Lazio con la sentenza n. 10004 dello scorso 3 ottobre 2017, è legittima la costituzione di una startup innovativa in assenza del notaio, con il solo atto esclusivamente informatico, purché firmato digitalmente. Con una simile pronuncia, il Tar ha dunque invertito l’opinione assunta dal Consiglio nazionale del notariato, che invece aveva contestato la disciplina emanata dal ministero dello Sviluppo economico come attuazione del Dl 179/2012 e del Dl 3/2015.

startup innovative

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Cerchiamo tuttavia di comprendere in maniera più approfondita quali fossero le opinioni iniziali del Consiglio nazionale del notariato, e in che modo il Tar è arrivato a formalizzare una valutazione differente su un tema di rilievo come quello della costituzione legittima di una startup innovativa.

L’opinione del Consiglio nazionale del notariato

In particolare, secondo quanto precisa il Consiglio nazionale del notariato il Dm 17 febbraio 2016 avrebbe “ecceduto” nelle originarie intenzioni del legislatore e nelle previsioni di legge, nello stabilire che la redazione dell’atto costitutivo delle startup innovative possa avvenire in modalità esclusivamente informatica, mentre il Dl 3/2015 permetterebbe di fruire in alternativa l’atto pubblico redatto con la presenza del notaio.

Una scelta che, secondo il Consiglio, sarebbe peraltro stata assunta con un atto amministrativo, atipico, che non avrebbe avuto capacità derogatoria. Di qui, la presa di posizione del Consiglio, che si è schierato in maniera critica sulla possibilità di costituire validamente una startup con la sola redazione di un atto costitutivo digitale, privo della presenza e del controllo notarile.

L’opinione del Tar

Come anticipato, la visione del notariato è contrapposta a quella del Tar, secondo cui invece l’alternativa dell’atto pubblico può continuare a sussistere come se si trovasse su un binario parallelo rispetto alla possibilità di costituire le startup innovative attraverso un atto meramente telematico e senza la presenza del notaio.

A supporto della propria visione, il Tar sottolinea come la direttiva 2009/101 Ce preveda che l’atto costitutivo e lo statuto possano non essere redatti per atto pubblico, se è fissato un controllo preventivo di tipo giudiziario o amministrativo. Proprio su tale base, valutate quali sono le verifiche affidate al Registro imprese, si può pertanto escludere che la normativa possa ledere la sicurezza del traffico giuridico.

La sezione speciale

Il Tar non è comunque contrapposto in maniera integrale alla visione dei notai. Anzi, il Tribunale amministrativo regionale dà ad esempio ragione ai professionisti su un aspetto particolare, rappresentato dalla perdita delle condizioni per l’iscrizione nella sezione speciale, cosa che a proprio modo di vedere comporterebbe, in assenza di controlli, il transito della società Srl nella sezione ordinaria.

Dunque, per il Tar la permanenza nella sezione ordinaria è valevole per le sole ex startup innovative costituite con atto pubblico, in maniera tale da evitare qualsiasi procedura elusiva.


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