Legge di stabilità: novità anche per la scuola

La legge di stabilità oltre alle detrazioni Irpef retroattive, tagli alle regioni e alle province nonché alla sanità, introduce novità anche per la Scuola. Nuovi tagli, questa volta però si parla di “razionalizzazione” del personale.


La proposta è colmare il deficit del numero degli insegnanti aumentando le ore di docenza frontale. In un primo momento il Ministro ha pensato di portarle dalle 18 “storiche” a 24 ore settimanali ma ha già mediato verso le 20/21 ore di docenza da contratto (quindi senza aumento di stipendio).

Secondo i calcoli ci sarà un risparmio di 721 milioni di euro quando la riforma sarà a pieno regime (si prevede per il 2014) mentre nel prossimo anno scolastico si prevede un risparmio di 240 milioni di euro. Cifra molto significativa se si pensa che la spending review aveva previsto un risparmio per le “voci scuola” di 237 milioni di euro.

Secondo i tecnici le 6/3 ore in più previste dalla Legge di Stabilità andrebbero semplicemente a colmare quelli che in gergo vengono chiamati “spezzoni d’orario”. In pratica sarebbero le ore di “buco” tra un’ora di docenza e l’altra in cui spesso agli insegnanti di ruolo vengono assegnate supplenze, pagate a parte.

Secondo però le più banali teorie di economia in un’ottica occupazionale, il ragionamento dovrebbe essere inverso: meno ore per tutti e più posti di lavoro.

La legge di stabilità introduce altre novità:

– Per gli insegnanti di sostegno, che scenderebbero da 90,5 mila a 11,4.

– Ai docenti ritenuti inidonei all’insegnamento, che, secondo la spending review, sarebbero dovuti passare a personale ATA viene prevista la possibilità di sottoporsi nuovamente a visita medico-collegiale.

– La razionalizzazione della rete scolastica circoscrivendo all’anno in corso la limitazione a 600 alunni per dirigente scolastico. Dal prossimo anno i criteri saranno concordati con le regioni.

– Finanziamento di 223 milioni di euro alle scuole private per riappianare i tagli del precedente governo Berlusconi.




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