Legge di Stabilità: approvato in Senato il “reddito minimo garantito”

Con 171 sì e 135 no, è stato dato il via libera dell’aula del Senato alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento sostitutivo della Legge di Stabilità. Tra i principali emendamenti approvati c’è il “reddito minimo“, attesissimo soprattutto dalla Comunità Economica Europea che dal 1992 chiede al nostro paese di adeguarsi. Uno strumento che funziona ormai da tempo in Germania, Regno Unito, Francia, Danimarca, Irlanda, Svezia.


Potrebbe quindi cominciare da adesso la fase di ascesa di un importante intervento, seppur in via sperimentale, per il contrasto alla povertà. L’introduzione di un reddito minimo di inserimento in alcune grande aree metropolitane dovrebbe avviare un percorso agevolato per chi non ha lavoro. Le risorse per sostenere il reddito minimo arriveranno dalle pensioni d’oro, nello specifico quelle a partire da 90mila euro. Tale denaro finanzierà anche la sperimentazione della carta acquisti.

Il reddito minimo garantito è una forma di sostegno al reddito, attualmente presente in tutti i Paesi europei tranne che in Italia e in Grecia. L’idea di base di tale strumento è quella di integrare il reddito di tutte le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà assoluta, un provvedimento importante per combattere la povertà. I costi per sostenere questa manovra secondo fonti governative, si aggirerebbe intorno ai sette miliardi di euro.

Nei mesi precedenti numerose associazioni tra cui circoli territoriali, movimenti e sedi sindacali hanno organizzato una raccolta di firme, oltre 55 mila, a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare volta a introdurre il reddito minimo garantito per tutti e tutte. Lo scorso 13 febbraio nella sala stampa della Camera dei Deputati, si è svolta una conferenza stampa in merito. Essendo state “ampiamente superate le 55 mila firme necessarie”.

Sono tantissime le storie che raccontano di disagi economici e dell’impossibilità di non poter nemmeno raggiungere il posto di lavoro per via della mancanza di disponibilità di denaro. A tutte queste persone lo stato è tenuto a garantire un minimo di sostegno indispensabile per rimettersi in carreggiata alla pari con chi non ha questo tipo di problemi.

Dai primissimi commenti a caldo Stefano Fassina afferma che il governo resta comunque “consapevole” che “ben più robusti interventi sarebbero stati necessari” nella Legge di stabilità. Il vice ministro dell’Economia aggiunge: “Da una parte viene dato ossigeno alla ripresa economica”, attraverso le misure per gli investimenti e “dall’altra si sostengono i redditi delle famiglie e l’equità, che oggi sono le principali variabili macroeconomica per la ripresa”.




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