Legge di stabilità 2018: novità su pensioni, bonus, imprese e assunzioni

Tutte le novità previste dalla legge di stabilità 2018 in materia di agevolazioni fiscali per chi assume giovani, per la richiesta dell'anticipo della pensione e i bonus introdotti con la legge di bilancio 2018

Presentata per la prima volta il 4 ottobre 2017, al Parlamento dal Governo Gentiloni e dal ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan, la legge di stabilità 2018 prevede una manovra tra i 22 e i 25 miliardi di euro. Il testo della legge contiene molte novità su fisco, pensioni, imprese, scuola e lavoro.


legge di stabilità 2018

Legge di stabilità 2018: cos’è e a chi si rivolge

Che cos’è la legge di stabilità? Insieme alla legge di bilancio, la legge di stabilità è lo strumento economico attraverso il quale il Paese prevede gli obiettivi della manovra di finanza pubblica per un periodo lungo tre anni. È proprio attraverso la manovra 2018 che lo Stato attua gli obiettivi fissati con il Def (Documento economico e delle finanze), con la Decisione di finanza pubblica e la sua presentazione. La manovra deve essere presentata con un apposito disegno di legge effettuato in Parlamento entro il 15 ottobre di ogni anno e cioè entro un mese esatto dalla presentazione del Def. La legge di stabilità 2018 prevede misure in materia di fisco, pensioni, lavoro, pubblica amministrazione e scuola, bonus casa e bonus famiglie, novità per le imprese e i professionisti.

Assunzione giovani, imprese e partita Iva: novità della legge di stabilità 2018

Sono numerose le novità introdotte con la legge di stabilità 2018 soprattutto in termini di agevolazioni per piccole e medie imprese ma anche per i liberi professionisti. Molte opportunità dunque per chi desidera avviare una nuova attività oppure per chi vuole far crescere una impresa già esistente. Per quanto riguarda le imprese, con la nuova legge di stabilità sono previsti: super ammortamento con aliquota al 130% e iper ammortamento con aliquota al 250%. Inoltre il credito di imposta per la formazione dei dipendenti sarà pari al 50% con una proroga di 12 mesi per la CIG (Codice identificativo gara) riservata alle aziende con più di 100 dipendenti. Sarà rifinanziata la misura di promozione per piccole e medie imprese conosciuta come “Nuova Sabatini”, per assicurare una continuità operativa e qualificare gli investimenti in chiave di Industria 4.0. È prevista per le imprese anche la proroga di un anno per la riforma del servizio Taxi e Ncc (Noleggio con conducente). L’attuazione della direttiva Bolkenstein è invece rinviata al 2020. In arrivo anche semplificazioni fiscali per i professionisti con partita Iva con la dichiarazione precompilata e la bozza del F24. Con la nuova legge si dice addio al registro dei corrispettivi e dal 2019 è prevista la fatturazione elettronica tra i privati per la lotta contro l’evasione fiscale.

Lavoro e assunzione giovani

Con la legge di stabilità 2018 sono previsti per le imprese, sgravi contributivi pari al 50% per i primi 3 anni per l’assunzione di giovani fino ai 29 anni di età (il limite di età per il 2018 si alza a 35 anni) per favorire una occupazione giovanile stabile con contratti a tempo indeterminato e di apprendistato; ampliata inoltre la platea dei beneficiari del Bonus 80 euro; fissato per i datori di lavoro l’obbligo di pagare lo stipendio dei dipendenti solo con strumenti tracciabili. I lavoratori dipendenti potranno richiedere una detrazione del 19% fino alla somma di 250 euro per gli abbonamenti a bus, metro e treno.

Lavoratori della Pubblica amministrazione e Scuola

Con la nuova legge nel 2018 saranno stanziati 50 milioni e nel 2019 150 milioni per la stabilizzazione di 18mila insegnanti precari. È previsto inoltre il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego, compreso gli insegnanti. Questi nuovi contratti prevedono l’aumento di 85 euro in busta paga per i suddetti lavoratori.

Equo compenso

Viene confermato per tutte le professioni ordinistiche e non, l’equo compenso che appare rafforzato, ad esclusione degli agenti di riscossione.

Fisco

Le novità in materia di fisco riguardano soprattutto il calendario fiscale con alcune modifiche delle scadenze: per la dichiarazione dei redditi precompilata la scadenza è il 23 luglio, per lo spesometro il 30 settembre, per il modello 770, il modello Unico e la dichiarazione Irap, la scadenza è invece il 31 ottobre. Stop all’aumento dell’Iva, delle accise e delle addizionali regionali e provinciali per il 2018. Dal 2019 inoltre, il web tax sarà pari al 3% ed è prevista una proroga di 1 anno per gli studi di settore.

Legge di bilancio 2018: tutti i bonus e reddito di inclusione

Un’importante novità introdotta dalla legge di bilancio 2018 riguarda l’ampliamento dei potenziali beneficiari e l’incremento delle risorse destinate alle famiglie numerose, realizzati grazie alla revisione dei requisiti di accesso al Reddito di inclusione (Rei). In questo articolo, vedremo dunque cos’è il reddito di inclusione e chi può richiederlo. In seguito, passeremo in rassegna i vari bonus previsti dalla legge di bilancio 2018.

Cos’è il reddito di inclusione

Il Reddito di inclusione è una misura di contrasto alla povertà, condizionata alla valutazione della condizione economica. Il Rei è stato introdotto con la legge n.33 del 15 marzo 2017 “Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali”. Tale delega è stata successivamente attuata con il decreto legislativo n.147 del 15 settembre 2017. È dunque possibile, dal 1 dicembre 2017 presentare la domanda per il Rei, misura operativa dal 1 gennaio 2018. In sostanza il Rei consiste in un beneficio economico più una serie di servizi alla persona che vengono garantiti a livello locale, in linea con la sperimentazione della Nuova Carta Acquisti e con il Sia (Sostegno all’inclusione attiva). Il Rei si divide dunque in due parti: il beneficio economico che viene erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta Rei) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa predisposto con la regia dei servizi sociali del Comune di residenza del beneficiario. Il SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva) è la misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione del beneficio economico alle famiglie in condizioni di povertà. In questo caso il nucleo richiedente dovrà avere al suo interno almeno un componente minorenne o un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.

Il beneficio economico

Il beneficio economico varia in base al numero di componenti del nucleo familiare e dipende anche dalle risorse economiche già possedute dal nucleo richiedente. Il valore massimo mensile per un nucleo con 6 o più componenti è di 539,82 euro. Il versamento del beneficio decorre dal mese successivo alla richiesta e viene concesso per un periodo massimo di 18 mesi con un rinnovo per ulteriori 12 mesi.

Progetto personalizzato

Il Progetto personalizzato è predisposto dai servizi sociali del Comune di appartenenza del richiedente che operano insieme ai servizi per l’impiego, ai servizi sanitari e alle scuole e insieme ad enti no profit operanti nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà. Il progetto riguarda l’intero nucleo familiare richiedente e prevede specifici impegni individuati dagli operatori sociali identificati dai servizi competenti.

Programma operativo nazionale inclusione

Come si legge sul sito ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, oltre a una quota del Fondo nazionale per la lotta alla povertà, i Comuni e gli Ambiti territoriali, possono accedere alle risorse del primo Programma Operativo Nazionale dedicato all’inclusione sociale (Pon Inclusione) cofinanziato dal Fondo sociale Europeo. Le risorse del PON vengono assegnate attraverso “Avvisi non competitivi”. L’Avviso n. 3 del 2016 ha destinato i primi 486 milioni di euro, agli Ambiti territoriali per gli interventi rivolti ai beneficiari del SIA e del REI e al rafforzamento dei servizi a loro dedicati, da realizzare nel periodo 2016-2019.

Novità previste per il Rei dalla legge di bilancio 2018

Con la revisione dei requisiti di accesso al Rei, a partire da gennaio 2018, saranno eleggibili al beneficio economico, tutti i disoccupati che abbiano superato i 55 anni di età. Potranno dunque richiedere il Rei anche gli ultra 55enni disoccupati a causa della scadenza di un contratto di lavoro, e non solo coloro che si trovano in stato di disoccupazione per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del contratto. Cambiando i requisiti di accesso alla misura, dal luglio 2018, il nucleo richiedente non dovrà appartenere a un target preciso come in precedenza: famiglie con minori, con disabili gravi o donne in stato di gravidanza ma rispettare alcuni requisiti che elencheremo di seguito.

Nuovi requisiti di accesso al reddito di inclusione

Per ottenere il Rei nel 2018, bisognerà essere in possesso dei seguenti requisiti di residenza ed economici:

Requisiti di residenza e soggiorno

Il richiedente dovrà essere cittadino dell’Unione o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente (cittadino di paesi terzi in possesso del diritto di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo); residente in Italia in via continuativa almeno da due anni al momento della domanda.

Requisiti economici

Il nucleo richiedente dovrà essere in possesso di: valore ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro; valore ISRE non superiore a 3 mila euro; valore del patrimonio immobiliare (diverso dalla casa di abitazione) non superiore a 20mila euro; valore del patrimonio mobiliare (conti correnti e depositi) non superiore a 10mila euro per le famiglie, 8mila euro per la coppia e 6mila per la persona singola.

Altri requisiti

È inoltre necessario per accedere al Rei, che ogni componente della famiglia richiedente: non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) oppure in altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria; non possieda autoveicoli e motoveicoli immatricolati per la prima volta, nei 24 mesi antecedenti la richiesta, ad esclusione degli autoveicoli e dei motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità; non possieda imbarcazioni da riporto.

Novità introdotte con la nuova legge di bilancio 2018

Con la legge di bilancio 2018 sono previsti dei bonus per la casa e dei bonus famiglia, di seguito un breve elenco.

Bonus casa

Bonus casa confermato in materia di immobili con detrazioni fino al 50% per le ristrutturazioni e del 65% per gli interventi relativi al risparmio energetico (ecobonus); per il rifacimento di giardini e terrazzi, con il bonus verde è possibile una detrazione del 36% per una spesa massima di 5mila euro; confermato anche il bonus mobili con una detrazione pari al 50% del costo di arredi e di grandi elettrodomestici che vengono acquistati per la ristrutturazione della prima casa. Prorogata la detrazione per gli interventi sismici; detrazione Irpef del 19% per i premi pagati per polizze assicurative contro le alluvioni e i terremoti. Anche per il 2018 è confermata la cedolare secca al 10%. La cedolare secca è un regime che consente il pagamento di un’imposta sostitutiva al posto del’Irpef con le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo. Questa misura è indirizzata alle persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di godimento di un immobile che danno in locazione.

Bonus famiglie

Per le famiglie sale a 4mila euro la soglia di reddito annuo, per consentire ai figli di restare a carico dei genitori; confermato per il 2018 l’importo di 90 euro del Canone Rai; bonus per l’acquisto di un apparecchio televisivo per l’arrivo del nuovo Digitale terrestre; per i nati nel 2018 è previsto il bonus bebè pari a 80 euro al mese, erogati per un anno; previsto un fondo di 60 milioni in 3 anni per i cargiver familiari ossia per coloro che si prendono cura di un proprio familiare. Aumento dei fondi a disposizione per il Reddito di Inclusione che vedremo di seguito.

Altre misure previste con la legge di stabilità

Con il Fondo banche sale a 100 milioni di euro il fondo per le vittime di reati finanziari; con le norme per le cooperative viene soppresso l’emendamento per la modifica del regime tributario delle società cooperative; in materia di bollette vengono abolite le tariffe a 28 giorni per le bollette di cellullari e pay tv per le quali le compagnie hanno dovuto mettersi in regola riportando a 30 giorni la durata dei canoni mensili. Oltre ai bonus casa e famiglie appena elencati, con la legge di bilancio 2018 sono in arrivo novità in materia di fisco che completano le misure già presenti nel decreto fiscale collegato alla legge: l’estensione della rottamazione delle cartelle, permette al debitore di effettuare il pagamento delle rate dei carichi scaduti a luglio e settembre, entro il 30 novembre. Ai debitori a cui in precedenza era stata respinta la domanda per i piani di dilazione perché non in regola con il pagamento, verrà data la possibilità di accedere alla misura agevolata. Nell’ambito del fondo per la crescita sostenibile è stato istituito un fondo per i finanziamenti a sostegno delle grandi imprese in crisi. Con questa misura sono previsti finanziamenti a favore di imprese di grandi dimensioni che presentano difficoltà finanziarie, per favorire la continuazione delle attività produttive con il mantenimento dei livelli occupazionali.

Legge di bilancio 2018: cosa cambia per l’anticipo della pensione

Con la legge di bilancio 2018 sono state introdotte nuove possibilità di pensione anticipata per varie categorie di lavoratori, di seguito vedremo i vari meccanismi applicabili per richiedere l’anticipo della pensione. A partire da gennaio 2019, l’età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni, visto che la richiesta dei sindacati di bloccare l’aumento è stata respinta. Il Governo ha però inserito nella legge di bilancio 2018, alcune eccezioni per le categorie di lavoratori con mansioni usuranti (pensionamento anticipato cd. “quota 41”) e per le donne con l’istituzione di un Fondo dedicato.

Ape volontario

L’ape volontario (anticipo pensionistico finanziario a garanzia pensionistica) consente l’uscita del lavoratore già dai 63 anni di età, grazie a un prestito dalle banche che si può restituire in 20 anni erogati a partite dall’età della pensione di vecchiaia con un leggero taglio sull’assegno dell’Inps. L’Inps ha reso operativa la procedura con la circolare n.28 del 13 febbraio 2018. La domanda per l’ape volontario potrà essere presentata entro e non oltre il 31 dicembre 2019. Sul sito dell’Inps è presente il servizio denominato Simulatore online che permette al richiedente di calcolare l’importo mensile e la durata dell’Ape con l’importo della rata di rimborso che poi verrà decurtata dalla pensione.

Ape sociale

L’Ape sociale (anticipo pensionistico) è riservata alle categorie svantaggiate e permette di anticipare l’età della pensione a 63 anni senza alcun costo per il lavoratore che la richiede. L’indennità sarà erogata direttamente dall’Inps per un massimo di 1500 euro mensili. I decreti attuativi per l’Ape sociale sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 2017, le domande accettate dall’Inps sono state meno del previsto, gli assegni dell’indennità sostitutiva della pensione sono stati erogati a partire da febbraio 2018.

Rendita integrativa temporanea anticipata

La RITA è riservata a coloro i quali hanno aderito ad un Fondo pensione versando nella previdenza integrativa e prevede facilitazioni fiscali per fruire anticipatamente del capitale investito. Può richiedere la RITA chi è in possesso dei requisiti per l’accesso all’APE. Tale misura, può dunque essere utilizzata da chi voglia avvalersi dell’anticipo pensionistico lasciando il lavoro prima di quanto previsto dalla normativa vigente. In questo modo, le somme accumulate nel proprio Fondo pensione, verranno percepite dal richiedente sotto forma di un assegno mensile. Gli assegni saranno erogati dal momento in cui il lavoratore lascia l’impiego, fino a quando avrà i requisiti per percepire la pensione di vecchiaia.



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