Legge Brunetta miete vittime anche nelle Asl, servizi depotenziati ai terremotati

L’Asl 1 di L’ Aquila, Avezzano e Sulmona potrebbe ridurre i posti di lavoro di 150 unità, in seguito alla legge Brunetta, che impone tagli per il 50% sui costi sui contratti a termine del pubblico impiego.

Nell’Asl abruzzese, infatti, i contratti a tempo determinato, anche chiamati precari, sono 300, per cui, considerando che la legge Brunetta intende dimezzare gli “sprechi” sui precari, i contratti che non dovrebbero essere più rinnovati, sarebbero 150, la metà dei 300.

Ma il segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi, non ci sta e lancia l’allarme occupazione, perché ritiene dissennata la diminuzione della metà dei posti di lavoro a termine, in un’area già colpita da pesanti conseguenze, dovute al terremoto dell’aprile del 2009.

In particolare, Giorgi denuncia la situazione di collasso che avrebbero alcuni servizi, se il taglio del personale fosse realmente attuato, con l’ospedale San Salvatore che rischierebbe seriamente il funzionamento.

Pertanto, la Cisl chiede alla Regione Abruzzo, in particolare, tramite il suo Presidente Chiodi, di farsi portavoce di una deroga alla legge, che possa salvare i posti di lavoro a rischio, assicurando nel contempo la salvaguardia dei livelli di prestazione dei servizi sanitari.

La questione dei precari, che il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sta cercando di affrontare, è senz’altro responsabilità del dissennato ricorso, negli anni trascorsi, di uno strumento, volto più a creare consenso politico e sociale, che potenziare i servizi: certamente, tuttavia, tagliare la metà dei posti di lavoro significa necessariamente ridurre la qualità dei servizi. E la scure di Brunetta si abbatte anche sui terremotati…

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