Le conseguenze del Coronavirus su imprese e lavoratori e le misure a sostegno

La situazione delle imprese e dei lavoratori colpiti dalla crisi del Coronavirus. Le misure studiate a sostegno di imprese e dipendenti

Le conseguenze del Coronavirus non sono solamente di carattere sanitario. Il tanto temuto virus ha influenzato notevolmente il mondo del lavoro e della produzione, in particolar modo nelle zone rosse e nei Comuni limitrofi. Tra ammortizzatori sociali, smart working e cassa integrazione ecco la situazione che lavoratori ed aziende si trovano a sostenere.


La situazione di emergenza

Da ormai diverse settimane non si parla d’altro. Il Coronavirus arrivato dalla Cina ha fatto sentire i suoi effetti anche in Italia, colpendo in particolar modo alcune Regioni e Comuni del Nord Italia. La paura di contagio è particolarmente elevata, considerando la tipologia di virus che facilmente si trasmette da un soggetto ad un altro. Emergenza sanitaria, con le relative misure di prevenzione messe in atto dal Governo per limitare il rischio di contagio. Le zone rosse, ossia i vari focolai del virus, sono sottoposte a misure di sicurezza, nessuno può uscire od entrare da esse. Controlli ed allerta anche per altri Comuni del Nord in cui sono stati rilevati alcuni casi di contagio. Le conseguenze di tutto questo non sono solamente di carattere sanitario ma anche economico-lavorativo. Infatti molte aziende, sotto specifiche disposizioni delle autorità competenti hanno momentaneamente cessato la loro attività, mentre altre hanno reali problemi di carenza di personale.

Le conseguenze del COVID-19 su imprese e lavoratori

Le aziende situate nelle zone rosse sono sottoposte a particolare trattamento, così come quelle nelle zone limitrofe. Alcune aziende hanno fermato momentaneamente la loro normale attività lavorativa a causa del rischio contagio Coronavirus, altre hanno optato per lo smart working, altre ancora hanno continuato a lavorare anche se in evidente carenza di manodopera. In molti casi, l’azienda non può avvalersi della manodopera, così come i lavoratori non possono recarsi a lavoro. In tal caso, l’impresa non è tenuta a pagare un dipendente che effettivamente non lavora, così come per il lavoratore cade l’obbligo di adempimento della sua normale attività lavorativa. Intervengono così gli ammortizzatori sociali ed alcune misure straordinarie a favore delle imprese, il tutto per cercare di limitare i danni economici che questo virus comporta. Tuttavia, il problema persiste per le piccole aziende, quelle con massimo 5 dipendenti, che non possono beneficiare degli ammortizzatori sociali. Per queste stiamo ancora aspettando un decreto del Ministero del Lavoro.

Lo smart working come formula contro il Coronavirus

Una delle formule che si sta diffondendo tra alcune aziende è quella dello smart working. Questo permette ai dipendenti di lavorare da remoto, senza l’obbligo di doversi recare in ufficio. In questo modo, anche un dipendente messo in quarantena ed impossibilitato ad uscire di casa, può svolgere il suo lavoro a distanza. Il Governo con il decreto attuativo del 23 febbraio, poi leggermente modificato il 25 febbraio, ha liberalizzato l’accesso allo smart working da parte delle aziende colpite dalla crisi del Coronavirus. Queste non sono tenute ad avviare la normale prassi burocratica per iniziare ad operare in modalità lavoro agile, ma hanno un trattamento facilitato. Ovviamente l’azienda stessa deve avere a disposizione gli strumenti giusti per operare in smart working. Nonostante ciò, sussistono dei problemi, in quanto non tutte le attività lavorative si possono svolgere a distanza. Tanto per fare un esempio, la produzione industriale, i servizi pubblici ed in generale tutte le mansioni che richiedono il contatto diretto con la clientela, non possono certo essere svolte da casa.

Le misure a favore delle imprese e dei lavoratori

In una situazione del genere sia le imprese che i lavoratori non possono e non devono essere abbandonati al loro destino. Parliamo di perdite economiche che andranno ad influenzare il fatturano nel corso dei prossimi anni. La situazione è particolare per le aziende che operano nelle zone rosse, così come per i lavoratori. Ci sono varie misure a favore delle imprese e dei lavoratori, elencate dalla stessa Nunzia Catalfo, il Ministro del Lavoro. Prevista la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e dei vari premi assicurativi, fino al 30 aprile 2020. Ed ancora, la Cassa integrazione ordinaria e dell’assegno ordinario di integrazione salariale. Tra le misure elencate dal Ministro, anche la Cassa integrazione in deroga, indennità per i lavoratori autonomi, professionisti vari e collaboratori con la durata di 3 mesi, riconosciuta sulla base del reale periodo di sospensione dell’attività lavorativa.

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