Lavoro irregolare, gli ultimi dati sulla situazione italiana

Tutte le ultime statistiche sul lavoro irregolare, sulla base dei dati comunicati dal Ministro del welfare Poletti.

Il ministro del welfare Giuliano Poletti ha presentato i risultati dell’attività ispettiva prodotta negli ultimi 12 mesi in collaborazione con l’Inps e con l’Inail, segnalando come nel nostro Paese il lavoro irregolare riguardi il 64% delle aziende, come siano stati scovati oltre 77 mila lavoratori “totalmente in nero” e, infine, come l’ammontare complessivo dei contributi e dei premi evasi nel 2014, accertati ed oggetto di recupero, sia stato pari a oltre 1,5 miliardi di euro, con un incremento del 6,1% rispetto a quanto suggerivano identiche rilevazioni dello scorso anno.


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Lavoro nero, i dati di sintesi

Sulla base degli accertamenti effettuati nelle aziende italiane (più di 220 mila strutture produttive), si contano irregolarità in ben 142 mila casi, con una percentuale di elevata preoccupazione, in linea con quanto rilevato nel 2013. Le persone in servizio completamente sconosciute sotto il profilo assicurativo, previdenziale e fiscale superano quota 77 mila unità, arrivando ad essere il 42% dei 181 mila addetti sui quali sono state riscontrate una serie di situazioni non conformi alla legge. Una percentuale significativa, soprattutto se misurata in relazione a quanto fu riscontrato nel 2013, il 36% (+ 7 punti percentuali in un solo anno).

In termini assoluti, si è invece registrato un decremento. Un dato non certo positivo, visto e considerato che lo stesso ministro Poletti lo ascrive quasi esclusivamente alla durezza della crisi economica e alla conseguente contrazione occupazionale.

Lavoro irregolare, ecco l’origine dei dati

Sul quotidiano Italia Oggi il direttore generale per l’attività ispettiva ministeriale, Danilo Papa, spiega in che modo vengono stilate le cifre inserite nel dossier per raffigurare la correttezza (o meno) dei rapporti di lavoro, ricordando che “le aziende in cui vengono rilevate violazioni soltanto formali non vengono inserite nel computo di quelle irregolari. Questo avviene solo quando si accerta una violazione sostanziale”.

Per quanto attiene la suddivisione settoriale e territoriale, Poletti indica che la maggior parte dei lavoratori irregolari si trovano nel terziario e, in misura inferiore, nell’industria, nell’edilizia e, infine, nell’agricoltura. Ancora, le irregolarità si concentrano soprattutto in alcune regioni meridionali – come Puglia, Campania, Calabria – cui si affiancano alcune macro aree del Nord come la Lombardia e la Toscana.




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