Lavoro e famiglia: quando in casa arriva la startup

Cosa succede quando i soldi destinati a casa e figli sono utilizzati per il proprio business? L'equilibrio tra lavoro e famiglia s'incrina. Ecco cosa fare

Cosa succede al delicato equilibrio tra lavoro e famiglia quando uno dei due coniugi (o conviventi) decide di lanciare una startup? L’euforia e la grinta iniziali si affiancheranno presto a fatica, stanchezza e lunghissime giornate di lavoro. Ma se le notti diventano insonni e il bisogno insaziabile di contanti per sostenere la neo-nata attività imprenditoriale comincia a scatenare litigate furibonde con il partner, forse è arrivato il momento di riflettere con calma e soffermarsi su alcune considerazioni.


lavoro-e-famiglia

image by alphaspirit

Hai fondato una startup? Attenzione al rapporto tra lavoro e famiglia

La tentazione è forte: i soldi per pagare le bollette di casa sono lì. Pronti e in bella mostra sul tavolo del soggiorno. I buoni propositi ci sono tutti quando si chiude la porta dietro di sé per andare a pagarle. Ma ecco che senza neppure accorgersene ci si ritrova nello studio del commercialista per saldare il suo compenso mensile e in quello dello sviluppatore del sito web che ha terminato il lavoro. Scenari impossibili? Assolutamente no, e anzi molto frequenti – purtroppo – quando in casa arriva la startup.

Ed è altrettanto frequente che il partner si sobbarchi totalmente l’onere delle spese domestiche e della cura dei figli. E in una fase iniziale, laddove le decisioni sono state discusse e concordate fin dall’inizio insieme, può anche essere comprensibile. Ciò che però rischia di minare seriamente il rapporto con la propria famiglia è il fatto di utilizzare il budget familiare per finanziare la propria startup e chiedere di continuo prestiti al partner, con la promessa di restituire tutto- beninteso- ma a data da definirsi.

Quasi sempre però il neo-startupper gode di grande ammirazione da parte di amici e conoscenti, cosa che contribuisce a motivarlo ed eccitarlo ancora di più. Infatti, osservando la situazione dall’esterno, gli altri notano una startup che riesce ad autofinanziarsi e che va avanti, una bella famiglia che sta in piedi e magari il giovane imprenditore (o imprenditrice) che alla sera chiude i conti della giornata e risponde alle e-mail “comodamente” seduto nello studio di casa sua. Idilliaco. Lodevole. Quasi invidiabile. Eppure impossibile da comprendere fino in fondo, perché se davvero fosse possibile entrare nei panni di chi ha appena portato la sua startup a casa, sarebbero davvero in pochi a voler assumersi rischi tanto insensati, a voler litigare giorno e notte con i propri familiari e a dover ammettere di aver destinato il denaro della spesa settimanale all’acquisto del nuovo tablet “assolutamente indispensabile per lavorare”.

Ecco allora alcuni suggerimenti per gestire la nuova startup

Il miglior augurio che tu possa ricevere è quello che la tua startup diventi presto una vera e propria azienda di famiglia. Ma per preservare anche il tuo rapporto con partner e figli, presta attenzione a questi suggerimenti.

1. L’azienda è tua ma questo non vuol dire lavorare gratis. Stabilisci nel budget delle spese anche il tuo stipendio: molto spesso non arriverai neppure alla metà di quell’obiettivo ma è importate che tu te lo prefigga, sempre.

2. Pensa in futuro ad un fondo per le spese o a un “fido” bancario che possa sostenerti nei momenti più critici, piuttosto che ricorrere di continuo al partner per chiedere i soldi necessari a fronteggiare un imprevisto.

3. Questo tipo di attenzioni e di rispetto nei confronti dei tuoi cari ti farà guadagnare un’altra risorsa, preziosa e inestimabile: la forza che deriva da una famiglia unita e vicina.

Per lo stesso tipo di ragionamento (identico ma contrario) gli utili dell’azienda non dovranno essere destinati ad interessi personali e familiari ma reinvestiti o risparmiati per assicurare longevità e solidità all’impresa, aumentandone il giro d’affari o sostenendola nei momenti di difficoltà.

 

 



CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS