Lavoro e impiego, cresce l’agricoltura biologica

Dal 2008 ad oggi secondo i dati forniti dall’ufficio studi Cerved al Corriere della Sera, il settore industriale italiano ha perso più di ‘seimila’ aziende e mandato a casa migliaia di lavoratori. L’altro settore che pure è stato investito da una grossa valanga, forse più di tutti gli altri è quello delle costruzioni, che ha fatto registrare 4.447 cancelli chiusi. Altre 3700 società del terziario hanno dovuto dire addio. In totale sono 12.865 le imprese italiane che hanno chiuso definitivamente i battenti e di conseguenza sono centinaia di migliaia i senza lavoro che attualmente si trovano in cassa integrazione o addirittura senza nessun tipo di sostentamento.


Tra i terreni delle campagne italiane sembra che qualcosa si stia risvegliando, l’agricoltura regala un inatteso ritorno alle origini, un ritorno alla terra che interessa in modo particolare anche le nuove generazioni.

{jcomments on} Secondo la scuola di direzione aziendale della Bocconi: la crescita delle imprese agricole è da ascriversi al boom del biologico. Tale filone di anno in anno impiega sempre più giovani e tecnici specializzati, già, perché il biologico è una cosa seria. Lì dove ormai si è raggiunta una sofisticazione tecnologica avanzata che ha favorito i numeri di produzione e incrementato il numero degli addetti ai lavori, le nuove aziende hanno puntato su un mercato di “nicchia” lontano dalle grandi del settore che occupano una grossa fetta di mercato. Tutto questo ha comportato una straordinaria vitalità del comparto, con la conseguente crescita dell’occupazione. 

Spazio alle nuove idee dunque, in un settore come quello del commercio globale, dove restano in piedi le aziende che fanno export e che hanno come sbocco soprattutto i mercati emergenti.




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