Lavori green: quando la natura ci chiede di aiutarla

Dal "controllore" delle acque inquinate all'ingegnere ambientale passando per il cuoco che propone solo ricette bio. Lavorare rispettando il Pianeta si può

E se per trovare un lavoro bastasse riconciliarsi con la natura che ci circonda? Il settore della green economy, in costante espansione, sembra prefigurare scenari interessanti per i giovani in cerca di un impiego. E non solo. L’ecosostenibilità applicata al lavoro potrebbe regalare grandi soddisfazioni anche a chi un lavoro ce lo ha già (o ce lo ha avuto) e desidera “virare” verso nuove esperienze, più rispettose dell’ambiente. Le possibilità sono tante: dai classici agenti o tecnici fotovoltaici ed eolici agli ingegneri ambientali. Passando per professioni antiche che potrebbero essere svolte in maniera completamente nuova.


Partiamo dalla bioedilizia: in un territorio, come quello italiano, segnato da un abusivismo che ha causato “sfaceli”, puntare sul rispetto del paesaggio è diventato un’esigenza (ancor prima che un dovere). Da qui il boom di professioni tese a promozionare un nuovo modo di costruire, che investe sull’efficienza energetica e sull’ecosostenibilità, senza rinunciare al senso estetico. Nella stessa ottica, va inquadrata la proposta di nuove figure professionali come quella del tecnico per il monitoraggio della qualità delle acque. Gli scarichi industriali (e non solo) che hanno finito per “avvelenare” molti dei nostri corsi d’acqua hanno, infatti, reso irrimandabile il ricorso ad esperti biologici in grado di testare lo “stato di salute” delle acque. Per non parlare degli addetti al riciclo e allo smaltimento dei rifiuti (che dovrebbero essere impiegati “in massa” in determinate zone della nostra martoriata Italia come la famigerata “Terra dei Fuochi”) specializzati nell'”eliminazione” e nel riutilizzo, secondo metodologie rispettose dell’ambiente, della spazzatura che produciamo. Ma le professioni eco-friendly non sono tutte nuove. Chi desidera lavorare senza danneggiare l’ambiente non deve necessariamente rinunciare a ciò che sa già fare. Soprattutto se si tratta di un cuoco che potrà scegliere di proporre un menù rigorosamente biologico. Ma anche gli stilisti con un’anima “verde” potranno continuare a svolgere la loro professione utilizzando tessuti ottenuti da materiali di scarto. Così come potranno farlo i parrucchieri che dovranno solo convincersi della necessità di mettere le vecchie tinte in soffitta per puntare su prodotti 100% vegetali.

 



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