Lavoratrici in menopausa: i consigli dell’Inail per stare meglio e rendere di più

L'Inail ha prodotto un approfondimento teso a fornire consigli concreti: prendersi cura del proprio corpo e mangiare in maniera sana possono aiutare parecchio

La vostra collega si innervosisce sempre più spesso e tiene le finestre spalancate anche d’inverno? Non riesce a concentrarsi e tende a rabbuiarsi facilmente? Probabilmente è entrata in menopausa e fatica, più del solito, a lavorare. Cercate di essere pazienti e comprensivi perché sta attraversando uno dei periodi più delicati della sua vita. E fare fronte agli “scombussolamenti” ormonali, che la molestano dalla mattina alla sera, le procura già tanto stress e malumore. Ma non temete: la menopausa non è una malattia, ma un passaggio fisiologico destinato a passare. Con i giusti accorgimenti, è possibile gestirla e mitigarne i controeffetti più sgradevoli. Come suggerito anche dall’Inail, che ha prodotto un approfondimento sulle lavoratrici in menopausa.

La premessa da cui ha preso le mosse lo studio dell’Inail è che, per via dell’innalzamento dell’età pensionabile, le donne potrebbero trascorrere 15-20 anni della loro vita lavorativa in menopausa. Che (come è noto a tutti), nella fascia di età che va dai 45 ai 55 anni, produce profondi cambiamenti ormonali sulle donne. Cerchiamo di entrare un po’ più nello specifico. L’indagine dell’istituto ha rilevato che la menopausa può causare problemi cardio-vascolari (ipertensione arteriosa, infarti o ictus cerebrali), osteoporosi e diabete. E che, ovviamente, ha un impatto significativo anche sulla psiche delle donne che ne riconoscono i sintomi: le vampate di calore, l’aumento di peso, la stanchezza e la difficoltà di concentrazione, l’insonnia, la forte sudorazione ed i continui sbalzi umorali. Inutile girarci intorno: si tratta di un periodo delicato e faticoso, che può impattare negativamente sulla sfera professionale. Il che non equivale a dire che le lavoratrici in menopausa sono esonerate dal fare il loro dovere. Né che i colleghi devono mantenersi a distanza di sicurezza. Basta imparare a prestare maggiore attenzione a ciò che, magari, si è fin qui trascurato. Una sana alimentazione e la giusta attività fisica possono, per esempio, aiutare parecchio.

I consigli sul fronte dell’alimentazione

L’Inail ha messo in fila 11 consigli che possono aiutare le lavoratrici in menopausa a stare meglio, quando si siedono a tavola. Esse dovrebbero:

  1. Bere almeno 6-8 bicchieri di acqua al giorno.
  2. Assumere almeno 5 porzioni di frutta e verdura fresca al giorno.
  3. Ridurre i grassi animali a favore di quelli vegetali.
  4. Assumere latte non intero e derivati e consumare mandorle, fichi secchi, fagioli secchi, spinaci, broccoli e altri alimenti ricchi di calcio.
  5. Mangiare solo formaggi freschi, a basso contenuto di grassi.
  6. Preferire gli alimenti integrali (pane, riso, pasta ecc…).
  7. Limitare o abolire l’uso di sale aggiunto.
  8. Mangiare alimenti ricchi di vitamina D come il pesce, le uova e i formaggi.
  9. Consumare pesci ricchi di Omega3 come il tonno, lo sgombro, il dentice, le acciughe, il pesce spada, la trota, il salmone ecc…
  10. Bere succhi di frutta freschi, mangiare verdure a foglia verde, arachidi, asparagi e legumi che contengono acido folico.
  11. Concedersi al massimo un bicchiere di vino al giorno.

I consigli sul fronte dell’attività fisica

Non solo: l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha, inoltre, evidenziato l’importanza di prendersi cura del proprio corpo con la giusta attività fisica. Il consiglio è, ovviamente, quello di consultare il medico di fiducia per individuare la strada che è meglio percorrere per fronteggiare i “fastidi” del momento, ma in linea di massima, tutte le lavoratrici in menopausa dovrebbero:

  1. Combattere ogni forma di sedentarietà anche in ufficio: usare le scale anziché l’ascensore, raggiungere la stanza del collega anziché contattarlo telefonicamente, sgranchirsi le gambe appena ne hanno la possibilità.
  2. Provare a percorrere a piedi o in bicicletta il tragitto casa-lavoro: nel caso in cui le distanze dovessero essere eccessive, si può lasciare la macchina a qualche chilometro di distanza dall’ufficio o scendere dall’autobus qualche fermata prima.
  3. Fare 10 mila passi al giorno o camminare per mezz’ora a passo sostenuto o fare 30 minuti di cyclette.
  4. Fare attività fisica 2-3 volte a settimana: palestra, ballo, nuoto ecc…
  5. Dedicarsi ad attività all’aperto, durante i fine settimana: lunghe camminate, giardinaggio, jogging al parco ecc…

Il rischio del fumo

A questo si aggiunga che anche il consumo di tabacco può complicare la situazione. Stando a quanto rilevato dall’Inali, le donne fumatrici possono anticipare di 2-3 anni la menopausa fisiologica e sono più esposte al pericolo di contrarre malattie cardio-vascolari o di soffrire di osteoporosi. Non solo: l’abitudine al fumo accelera l’invecchiamento della pelle (le fumatrici hanno la pelle 6 volte più rugosa di quelle che non hanno mai acceso una “bionda”), causa l’ingiallimento dei denti e determina, di norma, una precoce comparsa dei capelli bianchi. Come dire che chi non sceglie di farlo per il benessere dei propri polmoni, potrebbe convincersi a fumare di meno (o a smettere del tutto) per un fatto puramente estetico. Le donne vanitose (o attente al loro fisico) devono fare attenzione: il vizio della nicotina, quando entrano in menopausa, può danneggiarle seriamente.

Il periodo della menopausa può procurare malesseri di vario genere: se non analizzano il quadro con lucidità e non prendono coscienza della fase di transito che stanno attraversando, le donne rischiano di vivere e lavorare male. I consigli dispensati dall’Inail (ispirati a criteri di puro buon senso) possono dare loro una mano. Ne facciano tesoro.


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  • Io ci sono da tre anni, lavoro ancora di più rispetto a quando avevo 30 anni!!!