I lavoratori più richiesti nel futuro? Per Unioncamere, saranno i più qualificati

Da qui al 2020, ad avere più chance di trovare un lavoro saranno i laureati in Economia, Statistica, Medicina ed Ingegneria. Ma le stime di Unioncamere prospettano occasioni soddisfacenti anche per gli insegnanti e i laureati in Legge

Chiariamolo subito: quelle che stiamo per riportare sono delle stime ovvero delle previsioni (elaborate sulla scorta di attente osservazioni) che non possono essere considerate infallibili. A formularle è stata Unioncamere secondo cui, nei prossimi 5 anni, la richiesta di lavoratori qualificati in Italia è destinata a crescere. Da qui al 2020, infatti, i laureati dovrebbero rappresentare il 31% del campione nazionale dei neoassunti e i profili ritenuti ad alta qualifica dovrebbero trovare lavoro nel 41% dei casi. Tanto quanto basta a far riflettere – ancora una volta – sulla convenienza di proseguire gli studi, per specializzarsi in ambiti e a livelli che sembrano interessare molto il mercato occupazionale.


La previsione di Unioncamere copre un periodo compreso tra il 2016 e il 2020 durante il quale dovrebbero trovare lavoro poco più di 2,5 milioni di persone, impiegate tanto nel settore pubblico quanto in quello privato. Più nel dettaglio: il 31% di loro (pari a 787 mila unità) dovrebbe essere laureato, il 33% (pari a 837 mila unità) diplomato, solo il 27% non dovrebbe avere alcuna qualifica mentre il 41% dovrebbe essere in possesso di un profilo ad alta qualifica. Cosa vuol dire concretamente? Che secondo Unioncamere, ad avere più chance, nel prossimo futuro, saranno quelli che investiranno nella loro formazione.

Non solo: le stime hanno cercato di fornire indicazioni più precise focalizzando l’attenzione sui profili che dovrebbero risultare più richiesti. A “spopolare” nel mercato italiano dovrebbero essere i laureati in Economia ed in Statistica, per i quali si profilerebbero (da qui al 2020) 35 mila assunzioni. Seguiti dai laureati in Medicina (con 31 mila assunzioni), dai dottori in Ingegneria (per i quali si prevedono 24 mila assunzioni) e – un po’ a sorpresa – dagli insegnanti: 19 mila dei quali dovrebbero trovare lavoro. Sarebbero, invece, 14 mila le assunzioni previste per i laureati in Giurisprudenza, 12 mila quelle che aspetterebbero i laureati in Lettere e 9 mila quelle che si potrebbero prospettare per i profili politico-sociale. Più o meno a metà classifica troviamo invece: i laureati in Architettura (per i quali si prevedono 8 mila assunzioni da qui al 2020), quelli in Lingue (7 mila assunzioni), i profili scientifici (6 mila assunzioni) e quelli psicologici (5 mila assunzioni).

Previsioni meno rosee, invece, per i profili chimico e farmacologico (con 4 mila assunzioni) e geo-biologico (3,5 mila assunzioni). Ma ad avere meno chance di tutti, secondo Unioncamere, saranno coloro che punteranno la loro fiche sugli studi in Scienze motorie: solo 2,5 mila di loro, nei prossimi 5 anni, riusciranno infatti a trovare lavoro.



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