Lavoratori irregolari: quasi 5 mila in più in un anno

L'attività ispettiva sul mondo del lavoro, che si è fatta più severa nell'arco dell'ultimo anno, ha certificato un aumento del tasso di irregolarità

Più aumentano i controlli e più la parte sommersa del lavoro viene a galla, snudando numeri che non invitano certo a essere ottimisti. Gli ultimi dati riferiti ieri dalla Direzione generale per l’attività ispettiva del ministero del Lavoro hanno, infatti, dimostrato che all’aumentare degli accertamenti da parte degli ispettori è corrisposto un incremento del numero dei lavoratori irregolari. Con una buona quota di persone impiegate “in nero” che non riescono a beneficiare di alcuna forma di tutela.


Nel corso del 2015, sono state condotte 145.697 ispezioni, oltre 5 mila in più rispetto alle 140.173 rilevate nel 2014. E questo nonostante il numero delle risorse preposte alla conduzione di queste operazioni (gli ispettori del lavoro appunto) sia calato, nell’arco dell’ultimo anno, di più di 200 unità. A questi controlli si devono aggiungere anche gli 8.613 accertamenti che – stando a quanto riferito dai tecnici del dicastero del Lavoro – hanno interessato i cassintegrati (anche in deroga), i titolari di contratti di solidarietà e le attività svolte dai patronati. L’attività di controllo – che si è fatta, insomma, più severa – ha prodotto i suoi risultati facendo emergere un quadro non proprio incoraggiante.

I casi di illeciti “sostanziali” accertati sono stati, infatti, 85.981 (su un totale di 142.618). Cosa vuol dire esattamente? Che le conclamate irregolarità in materia di lavoro, di legislazione sociale o di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro hanno rappresentato oltre il 60% dei controlli fatti nell’intero anno e sono aumentate del 7% rispetto al 2014. Di più: i lavoratori irregolari hanno sfiorato le 78.300 unità (quasi 5 mila in più rispetto ai 73.508 certificati l’anno prima), con i lavoratori “in nero” – che rappresentano più del 53% del campione totale – a spuntarla su tutti.

Le ispezioni sono aumentate anche in agricoltura. I controlli effettuati nel 2015 tra chi lavora nelle campagne sono stati, infatti, 8.662, il 59,40% in più rispetto ai 5.434 portati a termine nel 2014. Anche qui i risultati non hanno delineato un quadro roseo: dei 6.153 lavoratori irregolari accertati, 3.629 hanno lavorato in nero. Mentre i casi di interposizione di manodopera e di caporalato riscontrati dagli ispettori sono stati 713.



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