Lavorare in vacanza: soluzioni di coworking alternative

Per molti oggi staccare la spia del pc non è possibile. Meglio allora trovare nuove soluzioni per lavorare in vacanza (e divertirsi un po').

Al mattino sveglia di buon’ora e subito al lavoro ma prima del meeting aziendale all’ora di pranzo, ecco una rigenerante uscita in surf nello splendido mare delle Canarie. Lavorare in vacanza, fianco a fianco con i colleghi (coworking) ma in uffici con vista mare in resort cinque stelle. È la nuova frontiera delle vacanze?


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Lavorare in vacanza: la nuova frontiera dei freelance

Opinabile per alcuni, concreta realtà per molti: lavorare in vacanza ovvero portarsi avanti con il lavoro di routine ma cambiando aria, per poter godere anche dei benefici di una vera vacanza. Già da qualche tempo hotel e strutture ricettive offrono connessioni wi-fi e postazioni con pc dalle quali poter lavorare o comunque navigare e inviare mail. Ma queste soluzioni di coworking alternative offrono qualcosa in più: permettono di lavorare in vacanza all’interno di veri e propri uffici attrezzati e dotati di ogni comfort, con tanto di scrivania personale ma con vista mozzafiato su bellissimi paradisi tropicali. La tendenza arriva dagli Stati Uniti e da grandi realtà aziendali del calibro ad esempio di Facebook. La società infatti ha inviato alcuni dei propri collaboratori e designer a lavorare alle Canarie e nella fattispecie presso il noto Surf Office, struttura appunto situata su una delle spiagge di surf più famose al mondo. Obiettivo? A detta dell’azienda in questo modo si evitano le distrazioni della città e si focalizza l’attenzione sulle soluzioni “creative” e urgenti da trovare. Ma non solo: si superano i confini e i limiti del lavoro da remoto, si condivide il momento del pranzo e della cena, si organizzano barbecue e passeggiate in bicicletta. Tutte attività “social” basilari per aumentare la produttività.

A detta dei lavoratori che hanno vissuto in prima persona questo tipo di esperienza, i benefici della vacanza si avvertono davvero, si respira aria pulita e si mangia cibo sano e buono. Ma altrettanto naturale e spontaneo è anche un considerevole senso di responsabilità che fa alzare dalla scrivania solo a lavoro ultimato (ma d’altronde il desiderio di indossare la muta da surf è una grande motivazione a terminare presto e bene ed ottimizza i tempi di lavoro).

I nuovi nomadi digitali sono proprio questi: professionisti dalle elevate competenze che hanno la fortuna di poter lavorare ovunque ci sia una connessione internet. Ma che accettano anche gli aspetti negativi di tale situazione: non poter mai davvero staccare la spina né del computer né a livello personale. Neppure in vacanza. E quindi se proprio si ha bisogno di lavorare perché non farlo in posti da sogno, respirando brezza marina e rilassandosi la sera a cena con i colleghi? Un trend che può ancora suscitare scetticismo ma che fa parte della realtà di molti professionisti del web. E non solo per quei dipendenti aziendali che possono optare per il tele-lavoro o scegliere la modalità di lavoro da remoto. È la realtà che vivono ogni giorno migliaia di freelancer che hanno adottato un nuovo modo di lavorare, lontano dagli schemi tradizionali, con disponibilità h24 e senza riposi imposti nel weekend o durante le festività.

Lavorare in vacanza facendo coworking (quindi condividendo spazi e idee) con i più disparati e creativi professionisti, è una ricchezza impagabile. Un’idea da cogliere al volo? Il  Coworking Camp, dal 2 novembre al 13 dicembre 2015 in Tunisia: start upper, imprenditori, freelancer, lavoratori da remoto e nomadi digitali: un’occasione unica per condividere idee e conoscenza, godersi la meritata ricompensa dopo mesi di sacrificio e stress e sfuggire all’inverno europeo per rifugiarsi in una location da sogno e fare network con compagni di viaggio internazionali.




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