Lavorare nell’industria dei videogiochi: da dove iniziare?

Dall'ingegnere del suono al programmatore, dall'autore al tester: le opportunità non mancano, ma bisogna studiare e impegnarsi sul serio

Quella dei videogame è un’industria in continua espansione, destinata a sedurre sempre più giovani e giovanissimi. Se i panni del semplice giocatore hanno iniziato a starvi stretti, potreste pensare di abbandonare il divano ben posizionato davanti alla consolle per passare concretamente all’azione. Lavorare nella industria dei videogiochi potrebbe rivelarsi, infatti, una sfida avvincente e appassionante. E anche parecchio remunerativa. Ma quali sono le figure più richieste dal mercato? E dove è possibile muovere i primi passi? Cerchiamo di scoprirlo insieme, tenendo ben a mente, però, che – come ogni altro settore – anche quello del videogaming richiede professionalità, impegno e responsabilità. Chi pensa che si tratti solo di puro divertimento, farebbe meglio a dedicarsi a qualcos’altro.


Le 5 professioni più diffuse

#1. Il game designer (o autore del gioco). E’ colui che sviluppa e propone l’idea di base del videogame. Lavora in stretta collaborazione con molte altre risorse con le quali mette a punto, affinandolo nel tempo, il progetto originale. E’ una figura strategica, che non può difettare di creatività ma neanche di precisione e rigore. Perché il game designer è colui che stabilisce le regole del gioco. Non può non avere le idee chiare.

videogiochi

#2. Il programmatore. Scrive e sviluppa il cosiddetto “codice macchina” ovvero il linguaggio in cui vengono scritti tutti i programmi eseguibili per il computer. Si tratta di un lavoro impegnativo e faticoso, che necessita di approfondite conoscenze informatiche e di molta pazienza. Il programmatore di videogiochi è solitamente un ingegnere informatico, abituato a collaborare con tutti e a rimanere dietro le quinte. Ma senza di lui, lo spettacolo non potrebbe mai andare in scena.

#3. Il direttore artistico. E’ il responsabile della parte visiva del gioco. Deve disporre di spiccate abilità artistiche e di altrettanto sviluppate capacità organizzative perché deve coordinare il lavoro delle risorse che si occupano, a vario titolo, di grafica e animazione. In pratica, se tutto ciò che vedete sullo schermo vi piace vuol dire che il team guidato dal direttore artistico ha lavorato bene.

#4. L’ingegnere del suono. E’ il responsabile della parte audio. Colui che dà la voce ai personaggi e cura tutti gli effetti sonori. Certi videogiochi hanno raggiunto la definizione dei prodotti cinematografici. E’ anche merito degli ingegneri del suono, che spesso scelgono musiche suggestive capaci di galvanizzare i giocatori. E di farli avanzare più speditamente.

#5. Il video game tester. Prima di arrivare nei mercati, come tutti i prodotti finalizzati alla commercializzazione, anche i videogiochi vengono testati da collaudatori professionisti, pagati per “fare le pulci” a qualsiasi cosa. Il video game tester è un grande conoscitore del settore video-ludico, capace di individuare errori e malfunzionamenti da correggere. Potrebbe sembrare il lavoro dei sogni (roba da far cambiare idea anche a chi progetta, sin da piccolo, di diventare ricco dando calci al pallone), ma in realtà è una professione impegnativa. Che richiede estrema attenzione, competenza e grandi capacità comunicative.

Dove studiare

La sintetica panoramica fin qui fornita ha suscitato il vostro interesse? Se l’idea di lavorare nell’industria dei videogiochi non vi dispiace, cercate di saperne di più. Da dove iniziare? Quali corsi bisogna frequentare? Anche nel nostro Paese, esiste un’offerta formativa abbastanza interessante. Partiamo dalle università statali che stanno attivando dei corsi accademici specificamente dedicati ai videogaming. Le prime a proporli sono state quelle di Milano e di Genova, ma molti altri atenei hanno compreso l’importanza di scommettere sulla formazione specialistica di futuri sviluppatori e programmatori di videogiochi. E si stanno organizzando per soddisfare le loro esigenze. L’università Luiss, ad esempio, propone un Master in Game Design, e quella di Verona un Master in Game Development.

Esistono poi molte strutture private. Partiamo dalla Digital Bros Game Academy, che ha sede a Milano e che propone corsi annuali che costano 7 mila euro. E proseguiamo con la Vigamus Academy di Roma, che attiva corsi di laurea triennali e magistrali per i quali bisogna sborsare 6 mila euro all’anno. Sempre a Roma, è possibile iscriversi all’AIV (Accademia Italiana Videogiochi) che offre corsi triennali che costano 5 mila euro all’anno, mentre allo IUDAV (Istituto Universitario Digitale Animazione Videogiochi) di Salerno, il primo anno di lezioni costa 4.500 euro (+ 500 di iscrizione), mentre il secondo e il terzo anno costano 6 mila euro ciascuno. E concludiamo con la Event Horizon, la scuola di arti digitali e interattive che ha sedi a Torino, Milano, Padova, Firenze, Jesi e Pescara. E che propone corsi e master di vario tipo. Quello in Game Development, che dura un anno, costa 7.550 euro. Ma ci sono anche soluzioni dai costi più contenuti.

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