Lavorare nell’editoria: 5 professionisti della casa editrice

Dal correttore di bozze al technical writer, passando per l'immancabile editor. Le opportunità sono tante, ma il settore è in perenne crisi

Sgombriamo il campo da ogni fraintendimento: quando parliamo di editoria, non ci riferiamo solamente ai libri, ma a tutti quei prodotti progettati, realizzati e pubblicati per un pubblico più o meno selezionato. Se ne deduce che l’attività di una moderna casa editrice (che aspiri a “rimanere a galla”) non potrà che essere diversificata. Ossia orientata a scommettere su libri, riviste e giornali, ma anche su siti internet e supporti multimediali capaci di conquistare i favori di un pubblico più giovane. Quello dell’editoria è, insomma, un mondo magmatico e pulsante, orientato a coniugare al fascino della tradizione la necessità di stare sempre a passo coi tempi. Ma cosa vuol dire esattamente lavorare nell’editoria? E quali sono le figure professionali che si muovono all’interno di una casa editrice?


editoria

L’editoria resta un’attività culturale tesa a consegnare al lettore un prodotto curato nel contenuto e nella veste grafica. Il sogno di ogni editore è quello di ritrovarsi sulla scrivania il manoscritto di un giovane talento candidato a diventare il best-seller dell’anno; ma nella realtà dei fatti, le cose vanno solitamente in maniera diversa. Per consegnare alle stampe libri, riviste e giornali che abbiano qualche chance di essere letti, occorre puntare sull’impegno di un team coeso. Costituito da professionisti che operano in stretta sinergia tra di loro. Chi sono? Ve ne proponiamo una breve rassegna (rigorosamente parziale), che chiama in causa figure tradizionali e innovative.

#1. Technical writer: è il redattore tecnico che scrive e tratta di argomenti specialistici. Che interpella, di norma, gli esperti del settore e si impegna a raccogliere tutta la documentazione necessaria a redigere un testo da consegnare a un pubblico selezionato. Ma non solo: se il technical writer opera bene, la chiarezza e la puntualità di cui dà prova nel suo lavoro permettono anche ai “non addetti ai lavori” di accostarsi al manuale da lui compilato. E di comprenderne (più o meno agevolmente) il senso.

#2. Web content manager: è una figura che opera nell’ambito dell’editoria digitale e che si occupa di curare i contenuti di un sito Internet o di un prodotto editoriale da pubblicare online. Insieme a lui, merita una menzione anche il Web content editor, che si rivolge a un target ben preciso e che è in grado di inserire personalmente i contenuti sulla piattaforma digitale.

#3. Editor: è il curatore editoriale di cui nessuna casa editrice può fare a meno. Legge e seleziona i testi degli scrittori, li lima e li “aggiusta”, cercando di non stravolgerne il senso e di rispettarne l’impostazione originaria. E’ la figura che interagisce costantemente con gli autori e li invita ad apportare le modifiche richieste dall’editore. Tentando, ovviamente, di non urtare la loro sensibilità. Un bravo editor non deve avere solo competenze tecniche, ma anche spiccate doti relazionali. E un talento innato per l’arte della negoziazione.

#4. Grafico: è la figura creativa che, all’interno della casa editrice, cura la veste grafica dei testi da pubblicare. Collabora a stretto gomito con l’impaginatore col quale si impegna a rendere il libro (o il prodotto editoriale, in generale) quanto più gradevole e riconoscibile possibile. E appetibile, non solo per quello che ci è scritto dentro, ma anche per come si presenta fuori.

#5. Correttore di bozze: è notoriamente considerato l'”ultima ruota del carro”, ma senza il suo contributo, molti libri rischierebbero di rimanere sugli scaffali. Il correttore legge attentamente le bozze consegnate dagli scrittori e va alla ricerca degli errori di battitura, di punteggiatura e di impaginazione disseminati qua e là. E degli “svarioni” grammaticali che rischierebbero di far fare una pessima figura anche (e soprattutto) agli autori più “blasonati”.

Chi aspira a svolgere una di queste o delle tante altre professioni che hanno a che fare col mondo dell’editoria, deve valutare il da farsi, sin da subito. Puntando su una formazione consona – che non può prescindere da un solido bagaglio culturale – e su un’innata propensione alla divulgazione. Una laurea in Lettere o in Scienze dell’informazione può andare bene, ma ad avere più chance saranno i candidati che potranno vantare una laurea magistrale in Editoria e Giornalismo o in Editoria e Comunicazione multimediale. A fare la differenza può essere anche un master: ce ne sono moltissimi e per tutte le tasche. Il consiglio è quello di individuare il settore di maggior interesse (editoria cartacea o multimediale?) e di informarsi sulle proposte formative più accreditate nella propria zona. Tenendo a mente che lavorare nell’editoria può rivelarsi tutt’altro che facile. Soltanto chi dimostrerà tenacia e professionalità, potrà sperare infatti di “sfangarla” in un settore in perenne crisi. Segnato dal calo costante dei lettori e dalla difficoltà di scovare idee vincenti.

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