Lavorare nel turismo: nuove professioni per nuove opportunità

Il turismo offre sempre nuovi posti di lavoro e rappresenta, per l’Italia una notevole risorsa economica e uno strumento di sviluppo sociale. La formazione negli anni passati, appariva piuttosto carente, essendo limitata alla fascia d’istruzione medio bassa, infatti non si andava oltre il diploma di Istituto Professionale o Tecnico Alberghiero e quindi l’Italia offriva solo personale non qualificato o solo in parte qualificato.


Alle specializzazione di alto livello hanno provveduto inizialmente le scuole private e solo alle soglie del 2000 il sistema pubblico universitario si è aperto alle esigenze del turismo ed ha dato inizio ai corsi di laurea triennale utili per i top manager. Attualmente le Università offrono circa ottanta corsi di laurea che vanno dalle scienze turistiche, gestione dei beni territoriali, alle scienze psicologiche applicate al turismo ecc.

Nonostante l’offerta così variegata, resta il problema: la metodologia utilizzata è interdisciplinare, laddove occorrerebbe abbracciare la multidisciplinarietà. Le professioni turistiche dovranno trovare appoggio anche e soprattutto nel nuovo sistema scolastico e nelle lauree brevi che consentono già oggi una migliore e più specifica preparazione professionale.

Nel Mezzogiorno si considera necessaria la possibilità di creare degli itinerari culturali dedicati ai vari settori in cui si articola il variegato mondo culturale come siti archeologici, castelli, chiese, centri storici, non trascurando gli aspetti enogastronomici e utilizzando anche le opportunità offerte dai Sistemi turistici locali che in molte Regioni sono già operanti e offrono nuove possibilità d’impiego di giovani qualificati che possono validamente contrastare l’offerta del professionista proveniente dall’estero.

Ovviamente il concreto contributo degli organi locali ai quali spetta la politica turistica soprattutto sul proprio territorio; dovrà tradursi in una corretta sinergia tra Comune, Provincia e Regioni.

Tra le nuove figure professionali nel turismo troviamo il “travel manager” che si occupa dell’organizzazione aziendale. Tale figura si colloca come responsabile del controllo di gestione e leader del settore comunicazioni.Per svolgere questa professione sarà opportuno possedere una specializzazione post-diploma o un diploma di laurea.

Il fiorire di grosse catene alberghiere ha dato vita due nuove professioni :il “sales” ed il “revenue manager”.Il primo svolge quelle funzioni che nelle piccole aziende sono esercitate dal capo ricevimento o dal direttore, si occupa dell’intero processo di vendita, dalle prime fasi di contatto con il cliente fino alle ultime di feedback e di “customer relationship”.

Il revenue manager determina la migliore tariffa applicabile nel periodo richiesto dal cliente ed ha come obiettivo principale il miglior tasso di occupazione possibile della struttura. In entrambe le professioni è necessario possedere il diploma di scuola media superiore in aggiunta è opportuno svolgere un corso di qualificazione professionale.

Sull’interconnessione del turismo con gli eventi esterni opera la figura dell’“event manager” che s’interessa per il collegamento dell’hotel con le manifestazioni fieristiche, sportive, i convegni e tutto ciò che costituisce motivazione per uno spostamento. Molte strutture turistiche inoltre sono dotate di centri benessere presso i quali sono richieste figure professionali diverse come: fisioterapisti, massaggiatori, estetisti ed esperti in discipline olistiche.

Un’altra tra le figure emergenti è quella “dell’accompagnatore turistico” da non confondersi con la guida turistica. Si tratta di una figura che si occupa professionalmente dell’accoglienza e dell’accompagnamento di singoli o gruppi di turisti che hanno acquistato pacchetti turistici da società e organizzazioni per effettuare viaggi in Italia o all’estero.

Si può definire una figura” moltiforme” nel senso che oltre a fornire le informazioni artistiche, storiche, geografiche e culturali ai viaggiatori, si occupa anche del disbrigo degli adempimenti burocratici, amministrativi e organizzativi come la sistemazione e i rapporti con alberghi e ristoranti, nonché di tutte le formalità di carattere doganale e amministrativo quando si tratta di viaggi all’estero.

A ciò si aggiungono altre attività legate alla gestione, comprese eventuali reclami o qualsiasi imprevisto. Sono richieste quindi buone capacità relazionali e di problem solving per affrontare con flessibilità ogni tipo di situazione o contrattempo. L’accompagnatore turistico può lavorare per i tour operator, per le agenzie di viaggi, per le associazioni, può essere utilizzato sia per escursioni giornaliere sia per i viaggi a lungo raggio di più giorni.

L’abilitazione alla professione è disciplinata dal Decreto Legge n.112/98 e dalla Legge n. 135/01 intitolata “Riforma della legislazione nazionale del turismo” che demanda alle regioni l’autorizzazione all’esercizio delle professioni turistiche. Quindi si ha a che fare con una legislazione di merito piuttosto frammentaria, che varia da regione a regione.

La maggior parte degli accompagnatori opera come lavoratore autonomo con partita iva, anche se non sono da escludersi rapporti di lavoro basati su contratti a progetto, per prestazioni occasionali o caso più raro, come dipendente.

Per quanto concerne i requisiti sono necessarie le seguenti conoscenze: elementi di storia, arte e cultura del territorio; tradizioni enogastronomiche del territorio; procedure di prenotazione di servizi di trasporto e soggiorno; normativa sul turismo; sistemi di organizzazione del lavoro nelle agenzie turistiche e nei tour operator; lingua italiana e una o più lingue straniere.

Fondamentale è sempre e il possesso di un diploma quinquennale di scuola superiore, unito, per le regioni che lo prevedono, al superamento di un esame di abilitazione che consente il rilascio della licenza che ha validità nella regione di riferimento. Il possesso di una laurea in ambito turistico, spalanca le porte a professioni dirigenziali e gestionali molto richieste soprattutto nelle grandi società alberghiere.

Tra le altre professioni ci sono quelle più tradizionali come quella di hostess, addetto alla sala, alla griglia o al lavaggio, banconista, barman etc, ma fra questi prende forma la professione dell’Assistant Restaurant Manager.

L’assistant restaurant” manager sostiene con la propria attività il” restaurant manager” nelle diverse mansioni direzionali, conosce le attese dei propri clienti sia per quel che riguarda il servizio, sia per quel che concerne la qualità che verrà non solo soddisfatta, ma meglio ancora superata in collaborazione con il proprio team di lavoro.

I requisiti fondamentali normalmente richiesti all’assistant restaurant manager sono la disponibilità a lavorare su turni, soprattutto durante il weekend e di sera, buona mobilità nel territorio e spiccate doti motivazionali.

La Gi Group Horeca, specializzata in professioni stagionali, fa presente che fra il centro e il nord dell’Italia la figura dell’Assistant Restaurant Manager è fortemente richiesta, basti pensare alle numerose opportunità lavorative proposte dal web, incentivata soprattutto dall’apertura di nuovi locali, o dalla crescita di vecchi già avviati.

L’assistant restaurant manager sarà formato direttamente sul posto di lavoro, grazie ad un training on the job che dura qualche mese, durante il quale imparerà a conoscere il locale, il modo migliore per gestirlo e tutti i segreti della vera e propria fase lavorativa.

Si tratta di nuova professione da non sottovalutare, e un settore da tenere in considerazione anche se si è alla ricerca del primo impiego. La ristorazione infatti, diversamente da altri settori, sembra accettare senza grosse problematiche anche i giovani anche senza esperienza, ma disponibili e motivati a imparare.

Il settore turistico offre diverse opportunità di lavoro che in un paese come l’Italia rappresenta una notevole risorsa da coltivare,nelle ultime ricerche le nuove figure professionali nel turismo sembrano accrescere sempre di più le loro richieste. Il settore turistico si classifica come “un settore” promettente capace di offrire le maggiori opportunità occupazionali per i giovani sia nel presente e sia nel prossimo futuro.



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