Lavorare nel mondo della pasticceria

Il pasticcere è uno dei mestieri più richiesti ma anche uno dei meno ricercati dai giovani. Eppure dà buone prospettive di carriera e non è mai soggetto alla bassa stagione. Queste sono alcune buone ragioni per lavorare tra creme, pasticcini, mousse e torte, oltre ad essere una professione creativa.

Tutte le statistiche confermano che ci sono mestieri artigianali che “vanno a gonfie vele”, e che nonostante la crisi e la precarietà delle carriere dei giovani faticano sempre di più a trovare manodopera da formare e avviare alla carriera. Tra queste troviamo senz’altro la figura professionale del pasticcere.

Questa professione presenta in sé le caratteristiche giuste per essere un lavoro gradevole e gratificante: alto grado di creatività, possibilità di guadagnare bene, spendibilità della propria professione in diversi contesti, senza contare che il pasticcere si muove ogni giorno tra squisitezze, e il suo obiettivo è quello di regalare momenti gradevoli alla clientela.

Tra gli aspetti negativi di questa professione è che senza dubbio comporta una certa dose di sacrificio, poiché richiede spesso turni di lavoro notturni e festivi e alti ritmi di lavoro. Insomma, si tratta di un mestiere impegnativo che richiede un’ottima preparazione tecnica.

L’attività del pasticcere si svolge prevalentemente presso bar, pasticcerie, ma anche in contesti diversi come grandi alberghi, ristoranti, villaggi turistici e navi da crociera.

Quali sono i requisiti per lavorare nel mondo della pasticceria?

Rientrano tra le sue competenze nozioni di scienze dell’alimentazione, di eno-gastronomia, di tecniche di conservazione e di trasformazione dei cibi, di dietologia e dei principi nutrizionali, ma anche la normativa inerente, l’igiene e la prevenzione sanitaria e antinfortunistica.

Per chi intende avvicinarsi a questo lavoro, è necessario possedere abilità manuali, creatività, precisione e diligenza nel lavoro, gusto estetico, buon olfatto, capacità di lavorare in gruppo e senso della pulizia. Il percorso per diventare pasticcere passa dai corsi delle scuole alberghiere e degli istituti professionali e poi da un po’ di esperienza nelle pasticcerie o nei ristoranti.

Non esiste però una struttura organizzata e coordinata dal Ministero dell’Istruzione che dia una formazione specifica per chi vuole fare il pasticcere, né un iter formalizzato ed esclusivo. Chiunque fosse interessato a questa professione può iscriversi a scuole regionali professionali o ad istituti alberghieri, inoltre esistono anche molte scuole private che organizzano corsi teorici e pratici per l’insegnamento e l’aggiornamento professionale.

In generale, per diventare un bravo pasticcere è indispensabile avere degli anni di esperienza pratica a fianco di un maestro pasticcere, in cui si imparano i segreti della professione e la gestione dei carichi di lavoro, il comportamento da tenere eventualmente con i clienti.

Cosa fare per mettersi in proprio?

Al di là dei rischi connessi a qualsiasi attività imprenditoriale è necessario possedere anni di pratica nel settore in particolare ciò che riguarda i rapporti con i fornitori, la conoscenza delle materie prime, l’esperienza commerciale,la conoscenza dei gusti della clientela ecc.

E’ consigliabile avere una licenza che consenta la commercializzazione di prodotti confezionati come scatole di cioccolatini, biscotti, caramelle oppure abbinare all’attività di pasticceria quella di bar o gelateria.

Per aprire un’attività di pasticceria occorre seguire lo stesso iter burocratico necessario per avviare un qualsiasi negozio. I passi obbligatori sono:

– iscrizione al registro esercenti della Camera di commercio;

– ottenimento della licenza di vendita;

– apertura della partita Iva.

– essere in possesso dell’autorizzazione sanitaria rilasciata dall’Asl.

I costi per avviare l’attività dipendono da diversi fattori: ampiezza del locale, presenza di personale, scelta di fornitori e delle materie prime ecc.

Il successo di quest’attività imprenditoriale dipende dalla capacità delle sapersi rinnovare, dall’abilità nel gestire l’aspetto amministrativo e commerciale, e non solo quello tecnico.E’ necessario un aggiornamento continuo perché il pasticcere di oggi è completamente diverso da quello del passato, infatti, l’utilizzo della tecnologia permette di fare cose che fino a poco tempo fa erano impensabili.

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  • antonio 3 anni

    ciao Emanuele, sono un uomo di 55 anni e vivo in sydney australia , ti vorrei dire se veramente sei pasticcere e bravo prova a farti un viaggio in sydney ( ne vale la spesa) la paga qui’ e di $ 1000.00 che sarebbero in giro euro 750 per settimana che ne dite?

  • Cris 3 anni

    i giovani non vogliono farlo… ma quante stronzate vengono scritte sui giornali e su internet solo dio lo sa… ho ben due diplomi, entrambi presi con un ottimo voto, e uno dei due nello specifico è di istituto alberghiero con 95/100, amo letteralmente il mondo dei dolci, passo le giornate a leggere libri e a provare in cucina, e sono decisamente bravo nel farli… ma lavorativamente parlando non ho esperienza… e me ne sto a casa a grattarmi lo scroto ” scusate il francesismo “. diciamo la verità, in italia vogliono tutti la botte piene e la moglie ubriaca, cercano tutti personale, qualificatissimo, da pagare 4 soldi, se hai voglia, passione, e talento, ma devi affinarti nel mestiere, puoi anche gettare sangue ma nessuno ti prenderà mai.

  • Emanuele 4 anni

    Ho 23 anni e faccio il pasticcere vivo in sicilia….cosi per parlare cerco lavoro in tutta italia e non trovo una sola azienda che risponde alle mie mail..nonostante un buon curriculum…non capisco i giornalisti che escono con le frasi l pasticcere è uno dei mestieri più richiesti ma anche uno dei meno ricercati dai giovani. Grazie